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venerdì 20 marzo 2026  | aggiornato alle 22:16 | 118121 articoli pubblicati

Perché il tè resta un’opportunità non sfruttata nell’Horeca italiana

Il tè nell’Horeca resta un terreno ancora poco esplorato. Tra varietà infinite e possibilità di abbinamento in tutti pasti o negli aperitivi, emerge la necessità di una cultura di prodotto e di operatori più preparati

 
20 marzo 2026 | 19:50

Perché il tè resta un’opportunità non sfruttata nell’Horeca italiana

Il tè nell’Horeca resta un terreno ancora poco esplorato. Tra varietà infinite e possibilità di abbinamento in tutti pasti o negli aperitivi, emerge la necessità di una cultura di prodotto e di operatori più preparati

20 marzo 2026 | 19:50
 

Oggi la ristorazione italiana mostra un vuoto nell’offerta di bevande analcoliche di qualità, dove il tè resta spesso trascurato. È ciò che affrontiamo nel nuovo appuntamento della rubrica Gocce di Tè, ideata da Accademia Ferri 1905 in collaborazione con Italia a Tavola, e come osserva Alberto Lupini, direttore della testata: «quando parliamo di tè è come un terreno arato ma che non è stato seminato. Bisogna davvero fare un sacco di lavori». La consapevolezza sul tè, le sue varietà e i possibili abbinamenti è ancora limitata tra molti operatori.

Perché il tè resta un’opportunità non sfruttata nell’Horeca italiana

Il tè resta un’opportunità non sfruttata nell’Horeca italiana

Varietà e possibilità di abbinamento del tè

«Ci sono almeno 5.000 varietà di tè, forse anche di più», evidenzia Lupini. Questa ricchezza permette di accompagnare qualunque momento della giornata: colazioni, pranzi, aperitivi o cene, dolci e salati, dagli spuntini ai menu più elaborati. Tuttavia, è fondamentale una preparazione adeguata per sfruttare appieno le caratteristiche organolettiche di ciascun tipo di tè.

Il tè come alternativa consapevole al vino

La ristorazione italiana ha sviluppato una forte capacità di abbinare il vino ai piatti, ma spesso manca la stessa attenzione per le bevande analcoliche. «Sarebbe bello che domani si riuscisse anche a offrire un tè adeguato a chi non beve alcolici, valorizzando allo stesso tempo il vino. Ci sono tante possibilità, bisogna giocarsela», sottolinea Lupini. La sfida consiste nel proporre un dialogo tra vino e tè, senza sostituzioni, ma con equilibrio e consapevolezza.

Crescita della cultura del tè nei locali italiani

Alcuni operatori hanno già intrapreso percorsi interessanti, ma spesso nei ristoranti di fascia alta non si conoscono le differenze tra tè bianco, oolong o tè nero di provenienza selezionata. Dare valore a queste conoscenze significa offrire esperienze sensoriali complete, educando clienti e operatori, e posizionando il tè come elemento distintivo della proposta gastronomica.

Scopri tutto sul tè

Possibilità di valorizzazione e storytelling

Le immagini e le storie di ristoratori e clienti possono rafforzare la percezione del tè come bevanda di qualità. Testimonianze come quelle raccolte da Lupini offrono esempi concreti di buone pratiche e strategie di abbinamento. Il racconto visivo - volti, tazze e ambientazioni - aiuta a comunicare il valore culturale e gastronomico del tè all’interno del panorama Horeca.

Per maggiori informazioni: Accademia Ferri dal 1905

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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