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giovedì 26 marzo 2026  | aggiornato alle 19:59 | 118246 articoli pubblicati

Parmigiano Reggiano: export oltre il 50%, ma in Italia calano i volumi

Il Parmigiano Reggiano chiude il 2025 con un giro d’affari da 3,96 miliardi di euro, trainato dall’export che supera il 50% del totale. Crescono produzione e mercati esteri, mentre in Italia calano i volumi per effetto dei prezzi

 
26 marzo 2026 | 17:53

Parmigiano Reggiano: export oltre il 50%, ma in Italia calano i volumi

Il Parmigiano Reggiano chiude il 2025 con un giro d’affari da 3,96 miliardi di euro, trainato dall’export che supera il 50% del totale. Crescono produzione e mercati esteri, mentre in Italia calano i volumi per effetto dei prezzi

26 marzo 2026 | 17:53
 

Il Parmigiano Reggiano conferma nel 2025 il proprio percorso di crescita internazionale, raggiungendo un giro d’affari al consumo pari a 3,96 miliardi di euro. I dati presentati dal Consorzio evidenziano una dinamica che vede l’estero sempre più centrale, con una quota export che supera per la prima volta la metà del totale, attestandosi al 50,5%. «Il 2025 conferma che il Parmigiano Reggiano è sempre più un prodotto internazionale», ha dichiarato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio. «Stiamo lavorando per rafforzarlo come icona globale del made in Italy, capace di generare valore lungo tutta la filiera».

Parmigiano Reggiano: export oltre il 50%, ma in Italia calano i volumi

Il Parmigiano Reggiano chiude il 2025 con un giro d’affari da 3,96 miliardi di euro

Italia in contrazione, ma il valore tiene

Se i mercati esteri mostrano segnali di crescita, il quadro domestico appare più complesso. In Italia, l’aumento dei prezzi ha inciso sui comportamenti di acquisto, con una riduzione della frequenza e delle quantità acquistate. Il prodotto resta presente nelle famiglie, ma viene acquistato con maggiore attenzione, determinando una flessione dei volumi intorno al 10%. Nonostante questo, il valore complessivo tiene, sostenuto proprio dal posizionamento premium della Dop.

Sul fronte produttivo, il 2025 registra una crescita, con 4,19 milioni di forme prodotte, in aumento rispetto all’anno precedente. Parma si conferma la prima provincia per volumi, seguita da Reggio Emilia e Modena. Parallelamente, prosegue il rafforzamento dei prezzi all’origine: il Parmigiano Reggiano 12 mesi raggiunge una media di 13,22 euro al chilo, mentre il 24 mesi supera i 15 euro al chilo, segnando incrementi significativi rispetto al 2024.

Mercati esteri e incognita Stati Uniti

L’export cresce del 2,7%, con performance positive in mercati come Regno Unito, Canada e Svezia. Anche gli Stati Uniti, primo mercato estero, mostrano un andamento in crescita, ma in un contesto più incerto.«Dobbiamo affrontare una situazione internazionale complessa», ha sottolineato Bertinelli. «Negli Stati Uniti l’incertezza sui dazi e le tensioni geopolitiche stanno rallentando gli scambi». Le nuove tariffe, che portano il livello complessivo al 25%, rappresentano un elemento di rischio per il 2026.

I numeri del Parmigiano Reggiano (dati 2025)

  • 2.103 allevatori / conferenti latte ai caseifici attivi a dicembre 2025
  • 242.000 bovine di oltre 27 mesi di età per la produzione di latte
  • 2,08 milioni di tonnellate di latte prodotto
  • 15,5% della produzione nazionale di latte vaccino
  • 287 caseifici produttori a dicembre 2025
  • 4.189.945 forme prodotte (pari a circa 168.225 tonnellate)
  • 50.000 persone coinvolte nella filiera produttiva
  • 2,15 miliardi di euro giro d’affari alla produzione
  • 3,96 miliardi di euro giro d’affari al consumo
  • 74.980 tonnellate esportate vs 72.440 tonnellate nel 2024
  • 50,5% quota export vs 48,7% nel 2024


Il progetto turismo e la strategia del Consorzio

Accanto al consolidamento sui mercati, il Consorzio investe anche sul territorio. Con oltre 34 milioni di euro destinati a marketing e comunicazione, l’obiettivo è rafforzare il posizionamento del Parmigiano Reggiano come prodotto distintivo. In questa direzione si inserisce il nuovo Progetto Turismo, che punta a trasformare la Dop in una vera destinazione, integrando caseifici, aziende agricole e ospitalità. L’obiettivo è portare i visitatori da 85.000 a 300.000 entro il 2029, valorizzando il legame tra prodotto e territorio. Per Bertinelli, la strada resta chiara: «Sarà fondamentale continuare a investire sui mercati internazionali e sulla distintività del prodotto, per affrontare uno scenario globale in continua evoluzione».

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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