Non solo mimose e torte celebrative. Per l’8 marzo cinque professioniste di Ampi - Accademia maestri pasticceri italiani scelgono di raccontare la donna attraverso dessert che parlano di memoria, identità e carattere. Dalle gommose al passion fruit alla sfogliatella reinterpretata, fino alle monoporzione agli agrumi, l’alta pasticceria diventa linguaggio contemporaneo e riflessione personale. Una lettura dell’8 marzo che parte dagli ingredienti per arrivare a storie di infanzia, territorio e resilienza, con creazioni pensate per il pubblico dell’horeca e per chi cerca nel dolce qualcosa di più del gusto. Le protagoniste sono Silvia Boldetti, Rita Busalacchi, Elisabetta Filonzi, Imma Iovine e Carmen Vecchione, ognuna con una proposta che richiama simboli, aromi e suggestioni legate all’universo femminile.
Ampi al femminile: le creazioni che interpretano la Festa della Donna
Silvia Boldetti: la mimosa diventa metafora
Silvia Boldetti: Gommose bicolori al passion fruit
Per l’8 marzo, Silvia Boldetti firma delle Gommose bicolori al passion fruit. La forma richiama i piccoli fiori gialli della mimosa, ma il progetto va oltre il riferimento visivo. Il dolce si muove su un equilibrio sensoriale tra dolcezza e acidità: la prima avvolgente, la seconda più incisiva. «È proprio in questo equilibrio tra l’essere “dolci” e “un po’ acidine” che riconosco un’analogia con il mondo della donna», spiega. Un prodotto che conserva un tratto ludico, quasi infantile, ma con un carattere definito e contemporaneo.
Rita Busalacchi: il ricordo degli agrumi
Rita Busalacchi: Sole di Sicilia
Con Sole di Sicilia, Rita Busalacchi sceglie di lavorare sulla memoria. Il dolce combina un babà agli agrumi, cake alle carote e arance, marmellata semi amara e chantilly alla vaniglia. Una stratificazione che nasce da ricordi familiari. «Quando ho creato questa ricetta ho voluto richiamare le giornate trascorse con mia madre a raccogliere agrumi. Il profumo delle arance appena colte riempiva la casa e parlava di amore». Il risultato è una proposta che intreccia campagna e cucina domestica, restituendo la dimensione affettiva dell’infanzia.
Elisabetta Filonzi: luce, forma e simbolo
Elisabetta Filonzi: Fiori di Luce
La torta Fiori di Luce di Elisabetta Filonzi è una composizione multistrato a base di mango, mandorle, pesche e cioccolato bianco. Il colore giallo rimanda alla vitalità, la glassa bianca all’eleganza. Le linee in cioccolato che disegnano i petali evocano un percorso fatto di delicatezza e determinazione. «Questa torta rappresenta la donna come energia, dolcezza e forza. Il fiore centrale, ispirato alla mimosa, è simbolo di rinascita e resilienza», sottolinea. Anche la scritta “Auguri” al centro mantiene una sobrietà coerente con l’insieme.
Imma Iovine: la tradizione napoletana in chiave contemporanea
Imma Iovine: Peccato del Monastero
Imma Iovine, pastry chef del Vincenzo Dascanio Cafe, propone Peccato del Monastero, rilettura della sfogliatella Santa Rosa. Biscotto di semola, crema pasticcera, confit d’arancia, mousse di ricotta e gelatina di amarena compongono una monoporzione che dialoga con la tradizione campana. «Da napoletana non potevo non scegliere qualcosa che rappresentasse la mia terra. Ho reinterpretato la Santa Rosa in chiave moderna. Sontuosa, farcita, con un tocco in più - come un gioiello», racconta.
Carmen Vecchione: agrumi e carattere
Chiude il percorso Agrumi, la monoporzione firmata da Carmen Vecchione di Dolciarte ad Avellino. Una gelée di mandarino, bergamotto, lime, limone e arancia incontra crema alla vaniglia e mousse agrumata. «Ho pensato all’affinità tra agrumi e donne: a una nota delicata che si affianca a una più decisa», spiega. Il risultato è un equilibrio tra freschezza e struttura, con un profilo aromatico netto.