SOSTENIBILITÀ
Icam, 80 anni di crescita: il cacao sostenibile guida lo sviluppo futuro
Icam presenta il Bilancio di Sostenibilità 2025 nel suo 80° anniversario. Crescono filiere corte, cacao certificato e agroforestazione, mentre nuovi investimenti rafforzano sviluppo industriale e competitività
Nell' ottantesimo anno dalla fondazione, Icam pubblica il Bilancio di Sostenibilità 2025, ottava edizione del documento che illustra risultati, progetti e impatti generati lungo la filiera internazionale del cacao. Redatto secondo gli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), il report conferma un modello di sviluppo orientato alla creazione di valore condiviso, fondato su relazioni dirette con i Paesi di origine del cacao, qualità delle produzioni e sostenibilità. La strategia aziendale si sviluppa attorno a tre direttrici: equa distribuzione del valore, agricoltura sostenibile ed empowerment delle comunità, principi che guidano investimenti e attività lungo l'intera catena di approvvigionamento.
«Celebrare 80 anni di storia - dichiara Sara Agostoni, Chief Sustainability Officer di Icam - significa guardare al futuro con la stessa attenzione che da sempre riserviamo alle persone, alla qualità e alle relazioni che rendono possibile il nostro lavoro. Nel 2025 abbiamo celebrato inoltre i 15 anni di presenza diretta in Uganda, un percorso che testimonia la nostra convinzione che crescita e sviluppo si costruiscano attraverso relazioni solide, ascolto e collaborazione con le comunità agricole. Questo Bilancio racconta una visione in cui la sostenibilità non rappresenta un insieme di iniziative separate, ma una componente integrante della strategia aziendale e del nostro modo di fare impresa, orientando le nostre scelte lungo tutta la filiera del cacao e contribuendo alla creazione di valore condiviso per le persone e i territori con cui lavoriamo ogni giorno».
Filiera del cacao: relazioni dirette e distribuzione del valore
La strategia di Icam punta a consolidare una filiera del cacao trasparente e resiliente attraverso rapporti di lungo periodo con cooperative e produttori. In oltre quarant'anni sono state sviluppate più di 20 filiere di approvvigionamento tra Africa, Centro e Sud America. Nel 2025 sono state acquistate oltre 30.500 tonnellate di cacao, con l'85% proveniente da filiere corte o integrate verticalmente, modello che riduce le intermediazioni e favorisce una distribuzione più equilibrata del valore economico.
Tra i progetti più significativi figura Icam Chocolate Uganda, attiva dal 2010 e oggi composta da circa 8.000 coltivatori e 186 collaboratori locali. Grazie ai centri di fermentazione ed essiccazione, vengono promosse attività di formazione tecnica, miglioramento qualitativo e sviluppo delle competenze.
In Perù prosegue inoltre il Productivity Improvement Programme (PIP), realizzato con Fairtrade, che sostiene cooperative agricole attraverso formazione, assistenza tecnica e diffusione di pratiche agronomiche sostenibili. Sul fronte della governance, l'azienda ha rafforzato le attività di Risk Assessment, Due Diligence e tracciabilità, introducendo anche una piattaforma digitale sperimentale in Uganda per migliorare monitoraggio e trasparenza della filiera. Nel 2025 l'81,5% del cacao acquistato risulta certificato, di cui il 64,9% biologico, il 42,4% Fairtrade e l'11,3% Rainforest Alliance. Le forniture Fairtrade hanno inoltre generato oltre 3 milioni di dollari di Premio Fairtrade destinati allo sviluppo delle cooperative agricole.
Agricoltura sostenibile: biodiversità, agroforestazione e tutela ambientale
L'agroforestazione rappresenta uno dei pilastri della strategia ambientale di Icam, integrando la coltivazione del cacao con alberi forestali e specie da frutto per favorire biodiversità, fertilità del suolo e resilienza ai cambiamenti climatici. L'azienda è stata tra le prime realtà italiane a investire nelle filiere di cacao biologico e oggi quasi due terzi degli acquisti sono certificati biologici. Il monitoraggio delle aree coltivate evidenzia che il 98% degli appezzamenti rispetta integralmente la copertura forestale, mentre il restante 2% è oggetto di specifiche attività di verifica e gestione.
In Uganda e Perù vengono promosse tecniche agricole orientate al miglioramento della produttività e alla salvaguardia delle risorse naturali, attraverso innesti, giardini clonali e percorsi di formazione continua destinati ai produttori.
Tra le iniziative più rilevanti rientra il progetto "Land for Youth and Women", sviluppato in Perù per favorire inclusione, occupazione femminile, sostegno ai giovani agricoltori e recupero delle piantagioni.
Comunità agricole e sviluppo sociale lungo la filiera
Lo sviluppo della filiera sostenibile del cacao passa anche dal rafforzamento delle comunità locali. Icam promuove programmi dedicati alla formazione agronomica, alla diversificazione delle colture, all'accesso ai finanziamenti, alle certificazioni e al miglioramento del reddito dei produttori. Particolare attenzione viene riservata alla valorizzazione del ruolo delle donne e alla tutela dei diritti dell'infanzia. In Uganda, insieme a Fondazione AVSI, è attivo un progetto finalizzato alla prevenzione del lavoro minorile attraverso il coinvolgimento di famiglie, scuole e istituzioni locali.
L'impegno interessa anche i collaboratori. Nel 2025, in Italia, sono state erogate oltre 26.000 ore di formazione ed è stata ottenuta la certificazione UNI/PdR 125:2022 per la parità di genere. In Uganda, il programma Forward Looking Uganda ha contribuito allo sviluppo professionale dei dipendenti, consentendo a Icam Chocolate Uganda di ottenere l'Employer Compliance Award 2026.
Parallelamente proseguono le collaborazioni con organizzazioni del Terzo Settore, tra cui Banco Alimentare, AVSI e Noi Genitori ONLUS, attraverso donazioni alimentari per un valore superiore a 767 mila euro.
Sustainable Farming e investimenti per la crescita industriale
Il progetto "Sustainable Farming for a Resilient Livelihood of Cocoa Farmers in Uganda", sviluppato tra il 2022 e il 2026 con partner industriali, ONG e istituzioni olandesi, rappresenta uno degli esempi più significativi dell'approccio integrato di Icam.
L'iniziativa coinvolge 600 coltivatori, 310 ettari e 31 villaggi, combinando formazione, agroforestazione, microcredito, inclusione femminile e tutela dell'infanzia. Tra i risultati raggiunti figurano la diffusione delle pratiche agroforestali nel 74% delle aree coinvolte, la distribuzione di oltre 7.000 piantine, una riduzione del 56% delle malattie delle coltivazioni e un incremento produttivo stimato intorno al 20%.
Sul fronte industriale, il 2025 segna anche l'avvio dell'ampliamento dello stabilimento di Orsenigo, investimento che interesserà oltre 20.000 metri quadrati destinati a produzione, logistica, ricerca, formazione e uffici. Parallelamente proseguono gli investimenti in digitalizzazione, tecnologie 4.0, sistemi di controllo qualità e tracciabilità. Le misure di efficientamento adottate hanno consentito una riduzione del 34% dell'intensità emissiva Scope 1 e 2 rispetto al 2020, mentre il 94% del packaging primario risulta oggi riciclabile o compostabile, confermando un percorso di crescita orientato all'efficienza e all'utilizzo responsabile delle risorse.

