A PINEROLO
L’olio Evo nasce anche sulle Alpi: la storia dell’uliveto piemontese che sfida il clima
A Pinerolo (To) l’Azienda Agricola Santa Caterina ha riportato in vita la tradizione dell’olio piemontese con oltre 2.000 ulivi coltivati. Un progetto di oleoturismo che unisce produzione di olio Evo, biodiversità e ospitalità
Giovanni Bocchino, figlio di imprenditori pinerolesi, con studi di agraria, giovane visionario e con spirito pioneristico, a soli 35 minuti da Torino, sul versante delle Alpi Cozie in un microclima unico che permette la coltivazione dell’ulivo a queste latitudini, da circa 10 anni ha ricominciato a coltivare ulivi, per produrre un olio extravergine di grande qualità, oggi è anche un uliveto che si amplia con una proposta di ospitalità, con la degustazione, vendita e ristorazione.
Ricomincia, semplicemente perché, ci piace, ricordare che l’ulivo e l’olio in Piemonte era già presente e diffuso da molti anni, gli antichi romani prima ancora dei vigneti lo avevano già coltivato. Oggi Giovanni ha rimpiantato oltre 2.000 piante di ulivi, cultivar prevalentemente di leccino e frantoio. Un uliveto che si apre alla condivisione visiva nell’ampio scenario delle Alpi, che produce un olio extravergine superiore, coltivato sul Monte Oliveto, antico nome della collina che testimonia la vocazione di questo territorio, tra i 370 e i 530 slm, a Pinerolo, definita tral’altro, storicamente la città più francese del Piemonte.
Azienda Agricola Santa Caterina: l’olio piemontese tra storia e biodiversità
L’Azienda Agricola Santa Caterina, oggi sviluppa la coltivazione di olivi su 6 ettari di terreno, colline da sempre vocate alla coltivazione dell’olivo e alla produzione dell'olio Piemontese. Qui, nel comprensorio del Monte Oliveto, avanguardia delle Alpi Cozie, e della sua "Costa", si coltivano olivi da prima dell’anno 1100 d.C. Tutto ciò genera un prodotto di alta qualità e unico.
Sui fondi di proprietà della Famiglia Bocchino sono presenti Olivi Storici la cui età è stimata tra i 200 e i 300 anni (circa diciassettesimo secolo), facendo della azienda un pioniere nella realizzazione dell'Olio Piemontese e della conservazione della biodiversità olivicola. E’ nato da poco anche il Consorzio dell’olio di oliva del Piemonte.
Tecniche sostenibili per produrre olio extravergine di qualità
Una tradizione millenaria riscoperta ed oggi ripresa con tecniche produttive evolute ed ecosostenibili, dal recupero della pietra di Pinerolo che cingono e proteggono gli alberi di ulivi, ad un sistema di irrigazione gestito da un computer a filoterreno che bagna le radici degli alberi in maniera automatica, alla conversione degli impianti inox del frantoio, da acciaio AISI 304, il tradizionale 18/10, con l’acciaio AISI 316, molto meno corrosivo con l’ambiente acido dell’olio di oliva.
Olivarum: il ristorante tra ulivi, olio e cucina piemontese
Oggi, appunto tutto questo fa da cornice al ristorante Olivarum, posizionato sopra il frantoio stesso, sul lato soleggiato del Monte Oliveto, sulle Alpi Cozie con ampie vetrate ed un terrazzo che offre una splendida vista sulla piana di Pinerolo e sulle Alpi, con un panorama fantastico del Monviso. Sul terrazzo è possibile consumare il pasto, sorseggiare un calice di vino o un cocktail, con il consiglio di Maria sommelier, spagnola di origine ma pinerolese di adozione, alla cucina gestita da Federico Girone, 32 anni, che con aiuti provenienti dall’Istituto Alberghiero di Pinerolo, ma oggi anche socio di Giovanni ha dato vita ad un menù che richiama il territorio, con fornitori e ingredienti locali, ricette in cui l’olio è ovviamente l’elemento principale.
Ecco allora pesci di lago e di fiume, con il Carpaccio ittico di Storione con il cru di olio Antiguo e albicocche piemontesi, o i bottoni (ravioli) ripieni di Tinca e cipolla marinata nell’olio, o un gelato fiordilatte prodotto con latte fresco biologico piemontese che viene servito e accompagnato con un cru di olio dell’azienda stessa, non manca l’assaggio di olio con pane e focacce prodotte in casa con farine di cui la regione e ricca.


