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Dolci e tradizioni di Carnevale: al via la gara social

Un contest virtuale per raccontare i dolci tipici locali del carnevale in lungo e in largo per l'Italia. L'evento, dal 9 al 16 febbraio, coinvolge ristoratori, fornai, pasticceri e tutti gli appassionati.

di Mariella Morosi
 
27 gennaio 2021 | 11:10

Dolci e tradizioni di Carnevale: al via la gara social

Un contest virtuale per raccontare i dolci tipici locali del carnevale in lungo e in largo per l'Italia. L'evento, dal 9 al 16 febbraio, coinvolge ristoratori, fornai, pasticceri e tutti gli appassionati.

di Mariella Morosi
27 gennaio 2021 | 11:10
 

Questo sarà un Carnevale in tono minore anche se il numero di regioni in giallo concesse dall'ultimo decreto lascia qualche margine di ottimismo. Niente cortei, carri allegorici o feste di piazza, ma non si rinuncerà ai classici dolci che a seconda delle regioni si chiamano frappe, bugie, cioffe, maraviglias e in tanti altri modi. Proprio partendo da questa irrinunciabile, dolcissima tradizione, la Federazione Nazionale delle Strade del Vino e dei Sapori realizza un contest virtuale legato alle specialità di questo periodo di festa dal titolo “A Carnevale ogni frittella vale”.

L'evento percorrerà le varie regioni d'Italia alla scoperta dei dolci tipici locali - Dolci e tradizioni di Carnevale:  al via la gara social

L'evento percorrerà le varie regioni d'Italia alla scoperta dei dolci tipici locali

I tempi del contest via web
Dal 9 al 16 febbraio nei canali social della Federazione, si svilupperanno racconti con video e immagini attraverso le varie regioni italiane sui dolci tipici dei vari territori in questo periodo dell'anno, tra l'inverno e la primavera, che richiama la festa, la trasgressione e la libertà. L'obiettivo è quello di dare visibilità ai tanti professionisti dell'arte bianca e appassionati e di promuovere i territori e le tradizioni locali d’Italia nei confronti di questa festa popolare antichissima, legata al mondo cattolico ma con origini remote, quando le religioni dominanti erano pagane.

Artigiani pasticceri, fornai, panificatori, ristoratori, cuochi, osti, chef, gastronauti e degustatori potranno partecipare gratuitamente al contest inviando alla Federazione delle Strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori d’Italia foto rappresentative di un dolce tipico locale di Carnevale accompagnate dal racconto della sua storia e tradizione, da una descrizione degli ingredienti ed eventualmente della ricetta a info@stradevinoitalia.it. Tutte le foto, delle chiacchiere, frittelle, brighelle o castagnole verranno condivise sui canali social della Federazione delle Strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori d’Italia e nel sito web, da dove è possibile scaricare il modulo per la partecipazione.

Il voto direttamente sul web - Dolci e tradizioni di Carnevale: al via la gara social
Il voto direttamente sul web

Al termine del contest una giuria nominata dalla Federazione valuterà i lavori pervenuti e deciderà di premiare le foto e i racconti più rappresentativi per ogni categoria in gara, tra artigiani dell’arte bianca, ristoratori, comunicatori del gusto, custodi della tradizione, tenendo conto anche del gradimento che i materiali avranno sui canali sociali. I vincitori di ogni categoria saranno annunciati il 19 marzo, giorno di San Giuseppe, e riceveranno in premio esperienze, attività o prodotti, offerti dalle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori d’Italia e che saranno comunicati all’atto della proclamazione del vincitore. Una selezione di scatti e racconti entrerà a far parte di un book digitale che sarà realizzato, sempre dalla Federazione, e che sarà disponibile per il download dal 19 marzo sul sito www.stradevinoitalia.it.

La mission delle Strade del Vino e dei Sapori
«Le strade del Vino, dell'Olio e dei Sapori presenti in ogni parte d'Italia - ha detto il presidente Paolo Morbidoni - non rappresentano soltanto le comunità vocate, le aziende e il mondo variegato dell'accoglienza turistica, ma sono spesso custodi e divulgatrici di saperi e sapori che sono unici, come sono unici i territori. Da qui nasce l'idea di valorizzare la ritualità e le tradizioni gastronomiche che stanno dietro ai tanti Carnevali italiani. Mettiamo la nostra rete al servizio di un'operazione che è innanzitutto culturale e che ha l'ambizione di diventare una grande vetrina per il nostro saper fare che coniuga spesso professionalità altissime e straordinarie reti di volontariato. E questo non avviene solo in occasione dei Carnevali storici ma anche per i piccoli eventi di comunità. Celebrarli anche solo in maniera virtuale significa riconoscere a questo binomio attualità-importanza. Un binomio, ne siamo convinti, che sarà una delle colonne portanti della ripartenza di questo Paese dopo l'emergenza».

Per non dimenticare le tante tradizioni a tavola del Carnevale, che quest'anno resistono (almeno quelle) all'emergenza - Dolci e tradizioni di Carnevale: al via la gara social
Per non dimenticare le tante tradizioni a tavola del Carnevale, che quest'anno resistono (almeno quelle) all'emergenza

La pandemia ha stravolto tutti i riti del Carnevale: da quello più famoso del mondo di Rio (proveranno a festeggiarlo a luglio) fino a quello di Venezia (ma si spera che venga confermato almeno il volo dell'Angelo che scende dal Campanile di San Marco). A Ivrea se la caveranno con un "Carnevale di ricordi" virtuale sul web senza il profumo delle arance mentre a Viareggio si danno gli ultimi ritocchi ai carri allegorici sperando in un via libera in autunno.

Ma sarà il web, con questo ed altri appuntamenti, a farci rivivere la festa con immagini di repertorio, appuntamenti in streaming su qualche evento a numero chiuso, tutorial per insegnare ai bambini a confezionare da soli le maschere. Ma soprattutto, a parte la voglia di festa, di trasgressione, non resta che rifugiarci in cucina e - grazie al web - giocare a diventare pasticcieri tra tradizione e innovazione d'obbligo.

Le ricette di Carnevale, da Nord a Sud
Benvenute le novità ma resistono le tradizioni. La ricetta della nonna resta quella vera e tra zeppole, castagnole, graffe, frittelle e struffoli imperano le chiacchiere che diventano frappe, cenci, bugie, lattughe: ogni regione, ogni campanile le battezza a suo piacere. In genere sono dolci fritti, fatti con ingredienti semplici di cui ogni cucina dispone come farina, uova, burro e zucchero. Si parte da pasta non lievitata che in frittura un goccio di alcool rende croccante, fatta a strisce o in palline poi cosparse di miele, come la cicerchiata abruzzese o gli struffoli napoletani. Confettini e frutta secca li arricchiscono con variazioni infinite e spesso lo zucchero da comprimario diventa protagonista come, in Basilicata, nei taralli al naspro, una bianchissima coltre di glassa in cui sono avvolti. Più elaborati i ravioli dolci liguri o i tortelli lombardi, ripieni di marmellata o la pignoccata siciliana glassata al limone e cioccolato. Il proverbio associato al Carnevale, derivato dall'antico detto latino "semel in anno licet insanire" quest'anno ci lascerà indifferenti ma più golosi nonostante - per dirla con Carlo Goldoni - "par che ognun di carnevale / a suo modo possa far / par che ora non sia male / anche pazzo diventar".

Per informazioni: www.stradevinoitalia.it

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