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Cresce la voglia di frutta e verdura
In 10 anni, un miliardo di kg in più

Cresce la voglia di frutta e verdura 
In 10 anni, un miliardo di kg in più
Cresce la voglia di frutta e verdura In 10 anni, un miliardo di kg in più
Primo Piano del 08 maggio 2019 | 10:26

Cresce la voglia di frutta e verdura negli italiani: i consumi negli ultimi 10 anni sono cresciuti di circa un miliardo di chilogrammi, attestandosi nel 2018 a 8,7 miliardi . A rivelarlo è un’analisi di Coldiretti presentata al Macfrut il Fruit & Veg Professional Show di Rimini durante l’incontro “Ortofrutta: innovazione, politiche e consumi”.

«La spinta al consumo è avvenuta per effetto soprattutto delle preferenze alimentari dei giovani che - sottolinea la Coldiretti in una nota - fanno sempre più attenzione al benessere a tavola con smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o anche a casa grazie alle nuove tecnologie».

(Cresce la voglia di frutta e verdura In 10 anni, un miliardo di kg in più)

I frutti più consumati a livello nazionale si confermano le mele e le arance, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani salgono sul podio nell’ordine le patate, i pomodori e le insalate. Cresce anche la spesa per gli ortaggi freschi pronti al consumo, che chiudono il 2018 con una crescita a valore del +5% rispetto all’anno precedente con quasi 20 milioni di famiglie acquirenti, secondo i dati diffusi da Ismea. Ma tra le tendenze si registra anche il forte aumento degli acquisti diretti dal produttore, dove nel corso del 2018 hanno fatto la spesa 6 italiani su 10 almeno una volta al mese.
 
La ricerca di sicurezza e genuinità nel piatto porta l’88% degli italiani a bocciare la frutta straniera e a ritenere importante scegliere nel carrello frutta e verdura Made in Italy secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, visto che l’Italia è al vertice della sicurezza alimentare mondiale. Basti pensare che il numero di prodotti agroalimentari extracomunitari con residui chimici irregolari è stato pari al 4,7% rispetto alla media Ue dell’1,2% e ad appena lo 0,4% dell’Italia, secondo le elaborazioni Coldiretti, sulle analisi relative alla presenza di pesticidi rilevati sugli alimenti venduti in Europa effettuata dall’Efsa. «In altre parole - precisa la Coldiretti - i prodotti extracomunitari sono 4 volte più pericolosi di quelli comunitari e 12 volte di quelli Made in Italy per quanto riguarda la presenza di residui chimici oltre i limiti».
 
A preoccupare sono soprattutto le importazioni incontrollate dall’estero favorite dagli accordi commerciali agevolati stipulati dall’Unione Europea, come il caso delle condizioni favorevoli che sono state concesse al Marocco per pomodoro da mensa, arance, clementine, fragole, cetrioli e zucchine o all’Egitto per fragole, uva da tavola, finocchi e carciofi. «Si tratta di accordi - continua la Coldiretti - fortemente contestati perché nei Paesi di origine è spesso permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa, ma anche perché le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera».

(Cresce la voglia di frutta e verdura In 10 anni, un miliardo di kg in più)
Ettore Prandini

L’associazione ricorda inoltre che l’Italia è il primo produttore Ue di molte verdure e ortaggi tipici della dieta mediterranea e italiana come pomodori, melanzane, carciofi, cicoria fresca, indivie, sedano e finocchi, e il secondo di lattughe, cavolfiori e broccoli, spinaci, zucchine, aglio, ceci, lenticchie e altri legumi freschi. Infine, l’Italia detiene il terzo posto in Europa per quanto riguarda asparagi, ravanelli, peperoni e peperoncini, fagioli freschi.

«È necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri - ha dichiarato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini - garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. A livello nazionale serve una task-force che permetta di rimuovere con maggiore velocità le barriere non tariffarie che troppo spesso bloccano le nostre esportazioni ma anche trasporti efficienti sulla linea ferroviaria e snodi aeroportuali per le merci che ci permettano di portare i nostri prodotti rapidamente da nord a sud del Paese e poi in ogni angolo d’Europa e del mondo».

Per informazioni: www.coldiretti.it

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