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«Non solo cibo buono, ma sano e giusto»
L'ex magistrato Caselli al Taobuk festival

«Non solo cibo buono, ma sano e giusto» 
L'ex magistrato Caselli al Taobuk festival
«Non solo cibo buono, ma sano e giusto» L'ex magistrato Caselli al Taobuk festival
Pubblicato il 12 settembre 2016 | 11:07

Dall'agromafia al caporalato fino all'italian sounding: questi i temi affrontati da Roberto Moncalvo (Coldiretti), Marco Pedroni (Coop) e dall'ex magistrato Giancarlo Caselli al Taormina international book festival

Con un focus sulle agromafie e sui provvedimenti in campo agroalimentare a tutela dei consumatori, Taobuk - Taormina international book festival ha aperto il ciclo di incontri Food Factor, sezione dedicata alla cultura enogastronomica e curata dai critici Clara e Gigi Padovani. Hanno partecipato Giancarlo Caselli (nella foto), ex magistrato, presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare; il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo (nella foto); il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni (nella foto).

Marco Pedroni, Roberto Moncalvo e Giancarlo Caselli
Marco Pedroni, Roberto Moncalvo e Giancarlo Caselli

«Il volume d'affari complessivo annuale dell'agromafia è salito a 16 miliardi di euro, in controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese, perché la criminalità organizzata trova terreno fertile nel tessuto economico indebolito dalla crisi». È quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. Il procuratore Giancarlo Caselli, che dopo 49 anni di magistratura si è impegnato nel comitato istituito da Coldiretti e presiede la commissione istituita dal ministro di Giustizia Orlando per la riforma dei reati in materia agroalimentare, ha sottolineato che la lotta al caporalato e alla criminalità che sfrutta la filiera del cibo non può essere considerato un problema emergenziale, ma strutturale.

«Un alimento - ha spiegato Caselli - non deve essere soltanto buono, ma anche sano e giusto: questo perché il cibo deve essere considerato un bene comune e non una merce. Dunque si deve badare alla sua distintività, qualità e sicurezza e non soltanto alla quantità e al profitto». Ha ricordato che da ottobre dell'anno scorso la commissione che presiede ha terminato la redazione di un disegno di legge che riordina e inasprisce le pene per i reati in materia agroalimentare. L'auspicio è che ora rapidamente il ddl sia presentato dal ministro Andrea Orlando in Consiglio dei ministri per un varo da parte del Governo e l'esame da parte del Parlamento.

Durante il dibattito si è ricordato il fenomeno preoccupante dell'italian sounding: con la nuova legge si potrà impedire che vengano venduti prodotti con la bandiera italiana sulla confezione che però non hanno ingredienti autentici del Made in Italy. E il presidente di Coop Italia, Marco Pedroni, ha citato la campagna condotta con i prodotti a marchio Coop, che evidenzia i frutti della legalità, perché «il lavoro nero dà solo pessimi frutti. Offrendo trasparenza e informazione si svolge un ruolo anche educativo verso i consumatori, consentendo loro di scegliere».

«Per raggiungere l’obiettivo criminale - ha sottolineato Moncalvo - i clan ricorrono a tutte le tipologie di reato tradizionali: usura, ma anche furti di attrezzature e mezzi agricoli, abigeato, macellazioni clandestine o danneggiamento delle colture con il taglio di intere piantagioni, ma con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione impongono anche la vendita di determinate marche e determinati prodotti agli esercizi commerciali, che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto messa in atto dalla magistratura e da tutte le forze dell'ordine impegnate vanno accompagnati con un impegno per stringere le maglie troppo larghe della legislazione. L’innovazione tecnologica e i nuovi sistemi di produzione e distribuzione globali come il commercio elettronico rendono ancora più diffuse le frodi agroalimentari che per questo vanno perseguite con un sistema punitivo più adeguato».
 
Taobuk - Taormina international book festival (10-17 settembre), ideato da Antonella Ferrara, presidente del festival, con la direzione artistica di Franco Di Mare, pone al centro la letteratura, in dialogo con le altre espressioni della cultura: cinema, musica, teatro, arti visive, giornalismo, enogastronomia. La 6ª edizione, dedicata a “Gli altri”, chiama al confronto scrittori, giornalisti, filosofi, studiosi, artisti, esponenti della società civile e politica, sia italiani sia internazionali, per sollecitare riflessioni su un tema fortemente attuale.

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