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Barilla: «L'agricoltura è in pericolo»

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Barilla: «L'agricoltura è in pericolo»
Forum Food&Nutrition Barilla: «L'agricoltura è in pericolo»
Pubblicato il 04 dicembre 2019 | 10:35

Dal 10° meeting internazionale della Fondazione Barilla, tenutosi a Milano, è partito un appello: «È urgente intervenire sugli attuali sistemi agroalimentari per scongiurare la fine».

È stato un grido di allarme generalizzato. Un’esortazione a rimboccarsi le maniche, a non fare finta di niente, a non demandare. La situazione in cui versa l'intero ecosistema, e in particolare, l'agricoltura, è grave, al limite. Il comun denominatore, detto in soldoni, è stato “fiducia nella scienza e fare sistema”.

Paolo e Guido Barilla (Forum Food & NutritionBarilla: «L'agricoltura è in pericolo»)
Paolo e Guido Barilla

«Abbiamo imparato molto e cambiato attitudine – ha spiegato Guido Barilla, presidente della Fondazione Barilla - La Fondazione ha impiegato cinque anni a comprendere l’urgenza che stiamo vivendo e sono cinque anni che ci stiamo impegnando. Ma abbiamo delle difficoltà, perché il modello di cui siamo figli è più lento della necessità. C’è bisogno di persone, di comunità locali, di operatori industriali e commerciali e di un legislatore che imponga regole chiare e trasparenti, che mettano tutti sullo stesso piano. Si deve lavorare insieme».

Il Forum Food & Nutritionsi è tenuto a Milano (Forum Food & NutritionBarilla: «L'agricoltura è in pericolo»)
Il forum Food & Nutritionsi è tenuto a Milano

Certo, ci sono segnali a livello internazionale e aziende che si stanno muovendo su questa strada, ma «la politica è lenta, non risponde e cavalca la paura della gente, la utilizza per prendere decisioni». L’informazione è necessaria, è stato ricordato. Solo un anno e mezzo fa nessuno parlava di plastica, oggi è sulla bocca di tutti. Alcune foto denuncia ne hanno dimostrato gli impatti deva stanti e smosso l’emotività. «Il pericolo è straordinario – ha ammonito Barilla – Dobbiamo fare cultura, cultura, cultura con una fiducia totale nella scienza. Ben venga Greta, ben vengano dieci Greta: la terra brucia realmente».

Sulla stessa linea Carlo Petrini, presidente dei Slow Food International, che ha denunciato essere 500 milioni le comunità locali a carattere famigliare che nel mondo rappresentano l’agricoltura. «Sono un elemento centrale per determinare il futuro: cibo buono, pulito e giusto. È necessario capire subito la potenzialità di questa realtà nell’ottica di una globalizzazione virtuosa. La grande sfida è la crisi climatica. Non essere dalla parte di giovani è un crimine. Sarà la nuova generazione a imporre il cambiamento».  

È necessario intervenire per salvare l'ecosistema dalla crisi (Forum Food & NutritionBarilla: «L'agricoltura è in pericolo»)
È necessario intervenire per salvare l'ecosistema dalla crisi

Coinvolgere le piccole comunità di produttori, strutturare l’eco e il food system rappresentano la sfida del futuro anche per Gautam N. Yadama, accademico del Boston College School of Social Work. Così come ascoltare la scienza e cambiare il nostro approccio al cibo è stata l’esortazione di Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia, che ha puntualizzato: «Su 150-200 specie ittiche commestibili ne mangiamo una decina; e questo dipende da noi consumatori. Nel 2050 il mare sarà più popolato da plastica che da pesci. Serve una risposta globale».

È stato stimato in 12 trilioni di dollari il costo nascosto che siamo chiamati a sostenere ogni anno a livello mondiale a causa dei nostri sistemi agroalimentari, tra danni irreversibili agli ecosistemi (che contribuiscono anche a minare la sicurezza alimentare in alcune regioni) e spese crescenti per la sanità pubblica, dovute principalmente a malattie croniche riconducibili a modelli alimentari poco salutari. Una cifra che supera di gran lunga i 10 trilioni di dollari di valore di mercato generato dai sistemi agroalimentari, creando un deficit di circa 2 trilioni di dollari. Diventa quindi necessaria una rivoluzione per rendere disponibile – entro il 2050 - fino a 1,2 miliardi di ettari di terreni attualmente destinati all'agricoltura e “risparmiare” 10,5 trilioni di costi nascosti. Questa la fotografia scattata dal report “Growing Better: Ten Critical Transitions to Transform Food and Land Use”.

«A solo 10 anni dal raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, l’urgenza di intervenire sugli attuali sistemi agroalimentari appare evidente, perché quell'idea di sviluppo e progresso, basata sulla convinzione che le risorse del pianeta fossero illimitate, non è più perseguibile. Serve guardare al cibo nella sua dimensione economica, sociale e ambientale, ponendo al centro dell'Agenda di sviluppo tutti gli attori interessati, dal settore privato ai cittadini, per gettare le basi verso un futuro inclusivo, duraturo e prospero», ha puntualizzato Guido Barilla.

La Fondazione Barilla, il Sustainable Development Solutions Network, il Columbia Center on Sustainable Investment e Santa Chiara Lab - Università di Siena hanno presentato a Milano lo studio “Fixing the Business of Food: il settore alimentare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Dalla ricerca sono emerse le azioni da adottare per accelerare il processo di trasformazione del settore agroalimentare e arrivare a una gestione sostenibile del cibo, della terra, dell’acqua e degli oceani. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario anche un cambiamento nelle pratiche aziendali e negli standard di monitoraggio e rendicontazione, che dovranno essere più armonizzati, sistematici e comparabili per raggiungere la sostenibilità utile a centrare gli obiettivi di sviluppo attraverso la formulazione di prodotti che contribuiscano a modelli alimentari sani, l’elaborazione di adeguate pratiche di produzione, la creazione di filiere globali sostenibili e un modus operandi come un “good corporate citizen”.

«Solo in questo modo potremo affrontare le sfide alimentari globali in modo integrato, applicando un'etica della responsabilità lungo l'intera filiera di produzione e distribuzione», ha dichiarato Angelo Riccaboni, presidente Santa Chiara Lab, Università di Siena.

Il Forum è stato organizzato in collaborazione con World Food Programme Italia, National Geographic Italia, United Nations Sustainable Development Solutions Network, Center for European Policy Studies, il Columbia Center for Sustainable Investment, il Santa Chiara Lab - University of Siena e la Global Alliance for the Future of Food.

Per informazioni: www.barillacfn.com

© Riproduzione riservata

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