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Ambiente, benessere, convenienza
Le linee guida di Coop per svoltare

Ambiente, benessere, convenienza 
Le linee guida di Coop per svoltare
Ambiente, benessere, convenienza Le linee guida di Coop per svoltare
Pubblicato il 11 settembre 2019 | 17:12

«È tempo di scelte». Così Albino Russo, direttore dell’Associazione nazionale cooperative di consumatori, all'anteprima de “Consumi e stili di vita degli italiani di oggi”.

La ricerca - presentata oggi a Milano in anteprima digitale - è stata redatta dall’Ufficio studi di Ancc-Coop con la collaborazione scientifica di Nomisma, il supporto di analisi di Nielsen e i contributi originali di Demos, Gfk, Gs1-Osservatorio Immagino, Iplc Italia, Iri Information Resources, Mediobanca Ufficio Studi, Npd, Pwc, Tetra Pak Italia. Un pool di esperti che ha tracciato le linee guida delle priorità delle famiglie nel nostro Paese. «Tre gli assi principali - ha puntualizzato Russo - condizione economica, immigrazione-sicurezza sociale, ambiente».

Coop punta a scelte nuove per adattarsi alle abitudini degli italiani che cambiano (Ambiente, benessere, convenienza Le linee guida di Coop per svoltare)
Coop punta a scelte nuove per adattarsi alle abitudini degli italiani che cambiano

La prima metà del 2019 ha mostrato chiari i segni della stagnazione economica e se la recentissima nascita di un nuovo Governo cambia lo scenario, la variazione attesa del Pil a fine anno, nella sua versione più ottimistica si attesta appena sopra lo 0 (+0,1%), anche se potrebbe fare meglio allungandosi verso il 2020 (+0,7%). E non è certo un caso se già nel 2018, dopo 5 anni di aumenti moderati, si è assistito a un dietrofront della spesa delle famiglie (in termini reali la contrazione è pari al -0,9%) con ampi divari territoriali: 10mila euro annui separano i consumi mensili delle famiglie del nord dalle famiglie delle isole e del sud.

«Siamo un mondo cooperativo - ha spiegato Luca Bernareggi, presidente Ancc-Coop - atto di esperienze imprenditoriali diverse e di risultati diversi, ma siamo anche un’associazione di consumatori che ha a cuore la tenuta del sistema Paese e guardiamo con attenzione alle intenzioni espresse dal nuovo Governo e alle sue azioni conseguenti Rinnoviamo l’appello a evitare il ricorso alle clausole di salvaguardia. L’Iva è una tassa ingiusta che, con l’attuale calo dei consumi alimentari a fronte di una dinamica di prezzi statica, provocherebbe ulteriori contraccolpi negativi. Riteniamo urgente inoltre attuare una nuova politica sul lavoro che affianchi al reddito di cittadinanza la riduzione del cuneo fiscale. A questo proposito c’è un dato nel Rapporto in cui si cita la misura del reddito di cittadinanza come una delle molle che spinge le vendite della Gdo soprattutto al sud, un dato che leggiamo con particolare favore. A luglio tutte le cooperative hanno iniziato ad applicare uno sconto ulteriore del 5% per chi si presenta alle casse con la card del reddito. Lo abbiamo fatto volontariamente, abbiamo investito 7 milioni di euro e siamo l’unica insegna della Gdo a farlo: lo riteniamo un modo coerente e reale di agire come cooperative di consumatori. Seguendo questa linea ci attendiamo il varo di una nuova stagione politica che affronti nel vivo i problemi in corso, non perdendo di vista la parte più debole della popolazione».

Luca Bernareggi (Ambiente, benessere, convenienza Le linee guida di Coop per svoltare)
Luca Bernareggi

Quadrare i conti, segnala il Rapporto Coop 2019, è un’impresa per la maggior parte dei cittadini del nostro Paese e il lavoro è l’epicentro da cui scaturiscono altre frustrazioni e altri primati. Stakanovisti loro malgrado, gli italiani, pur lavorando il 30% in più dei tedeschi, guadagnano sensibilmente di meno rispetto al resto d’Europa: il nostro è un lavoro “povero” e come tale porta insoddisfazione in più direzioni. Da un lato il 66% dei part time aspira al tempo pieno (il 50% in più della Germania), dall’altro il 32%, a fronte di una media europea del 20%, non ritiene di aver raggiunto un equilibrio fra tempo di vita e tempo di lavoro.

Nonostante queste difficoltà, 1 italiano su 2, se interrogato, non esita a collocarsi nel ceto medio (è la quota più alta d’Europa con un differenziale di 5 punti percentuali nei confronti della Germania e di 13 rispetto alla Francia), anche se poi paradossalmente questo è un ceto medio in cui più della metà (52%) lamenta difficoltà ad arrivare a fine mese, il 14% è più infelice dei suoi pari grado europei ed è poco convinto di poter migliorare la propria vita se non facendo leva su fattori indipendenti dalla propria volontà, come nascere in una famiglia benestante, avere buone conoscenze acquisite e addirittura affidarsi alla fortuna. Voglia di medietà che non trova riscontro oggettivo, ma a cui si aspira, percependola come un rifugio. La sicurezza che non c’è e che si vorrebbe è il mantra degli italiani di oggi e da questa inquietudine derivano comportamenti conseguenti: in 18 anni sono cresciuti di oltre il 20% i sistemi di allarme installati nelle abitazioni, nel 2018, in un solo anno, le licenze per porto d’armi hanno visto un incremento del +13,8%. Soffia su questo fuoco la manifesta incapacità di gestire il fenomeno immigrazione e l’integrazione completamente mancata nel nostro Paese.

Ma un’altra emergenza, quella ambientale, fa presa sulla nostra coscienza collettiva che ha sviluppato anticorpi green. In tanti sognano un’abitazione eco-sostenibile (55%), comprano sempre più spesso vestiti (13% oggi e 28% in futuro) e automobili verdi (pur ancor di nicchia, cresce la vendita di auto ibride +30% e soprattutto elettriche +148%), si rivolgono alla cosmesi verde (1 donna su 4 sceglie cosmetica green e in appena un anno, nel 2018, sono stati oltre 13mila i prodotti lanciati nel settore con claim legati alla sostenibilità, pari a un +14,3% rispetto all’anno precedente).

«La Generazione Greta - ha sottolineato Maura Latini, amministratore delegato di Coop Italia - ci impone di accogliere il suo appello. È necessario cambiare e gli operatori economici se ne devono rendere conto per generare modifiche. Coop si muove da un trentennio in sintonia con l’ambiente. La sostenibilità ci spinge sempre in avanti e ci orienta nel cambiare i nostri punti vendita, le scelte di pack e di prodotto».

Marco Pedroni (Ambiente, benessere, convenienza Le linee guida di Coop per svoltare)
Marco Pedroni

La sostenibilità, emerge dal Rapporto, pervade il cibo e il 68% ritiene favorevole far pagare un supplemento per i prodotti in plastica monouso così da disincentivarne l’acquisto. Un atteggiamento più che sensato se si pensa che ogni settimana ingeriamo involontariamente con gli alimenti 5 grammi di microplastiche, il peso di una credit card (1 bottiglia d’acqua contiene fino a 240 microplastiche a litro). La stile di vita non stop ci ha portato inoltre all’abbandono dei fornelli di casa: in 20 anni abbiamo dimezzato il tempo passato a cucinare ogni giorno e oggi vi dedichiamo appena 37 minuti.

Questo ha favorito la crescita della spesa per la ristorazione extradomestica (83 miliardi la spesa per consumi alimentari fuori casa delle famiglie italiane nel 2018) e anche quando mangiamo in casa preferiamo cibi pronti o rapidi da preparare. È boom per il food delivery, utilizzato dal 26% degli italiani. E anche negli acquisti al supermercato vince l’instant food (+9,3% in un anno) e tra le nuove tendenze approdate giocoforza anche nella grande distribuzione si ritaglia uno spazio preponderante l’offerta di sushi: il 42% degli italiani è un assiduo acquirente.

Non è un caso quindi che mentre si riduce per la prima volta la spesa per smartphone (-1,6% da gennaio a luglio 2019) esplode il fenomeno delle instant pot, le pentole elettriche (+72,8% le vendite nei primi 7 mesi dell’anno) che promettono successi culinari istantanei. In questa rivoluzione gastronomica perdiamo di vista anche il concetto di “portata” e al primo, secondo piatto della tradizione privilegiamo gli snack (dolci o salati, crescono entrambi a doppia cifra), frutta e verdura, meglio se già confezionate, le barrette sostitutive dei pasti e tutto ciò che può rappresentare un piatto pronto. Mentre nel bicchiere vincono le tradizionali bollicine (prosecco e spumanti continuano la loro crescita ininterrotta), a fianco del boom birra (sono 7 milioni gli ettolitri consumati nei primi 6 mesi del 2019), si fa strada la nuova tendenza delle acque aromatizzate (negli ultimi 12 mesi le vendite a valore hanno registrato un +164,7%) a fronte di un calo delle bibite gassate. Un altro segno inequivocabile dell’ampia deriva salutista tuttora in corso.

Il carrello degli italiani si riempie di fibre e proteine a scapito di grassi e carboidrati. Il 2019 segna dunque, dopo anni di riduzione dei consumi, il grande ritorno della carne (+3,5% le vendite nel 2019), soprattutto italiana. L’italianità è infatti un ulteriore tema chiave in fatto di cibo e arriva a contare di più anche rispetto a sapore e prezzo. Il 78% dei consumatori è rassicurato dall’origine 100% italiana e questi prodotti crescono del +4,8% in un anno (2018 su 2017). Sicurezza è la parola vincente anche a tavola.

«In un quadro di raffreddamento dei consumi e di accelerazione dei trend di fondo nei comportamenti delle persone, Coop ha avviato nel 2019 una revisione profonda delle sue politiche – ha spiegato Marco Pedroni, presidente Coop Italia - Da un lato abbiamo fortemente potenziato le scelte consumeriste sull’ambiente, sul benessere alimentare e sulla convenienza dell’offerta, dall’altro si è realizzato un cambiamento negli assetti interni di Coop Italia e di Ancc che ci permetterà di affrontare con più forza i nodi strategici del futuro. A fine settembre lanceremo una nuova campagna di informazione e comunicazione che evidenzierà lo stretto rapporto tra i valori di Coop e la sua offerta di prodotti e servizi. Il prodotto a marchio Coop, che continua a crescere con una quota del 30% e un valore di circa 3 miliardi di euro, sarà il perno delle nostre azioni future. Lavoriamo su questo in stretta correlazione con la propensione green degli italiani e le loro scelte d’acquisto come evidenziato nel Rapporto. Le vendite Coop nel 2018 sono state di 13,4 miliardi di euro e nel 2019 stimiamo una conferma di questo dato in un quadro che vede da un lato razionalizzazioni della rete e dall’altro un numero limitato di nuove aperture. In questa fase gli investimenti di Coop sono di oltre 500 milioni rivolti in gran parte al miglioramento dell’offerta nell’attuale rete di punti vendita».

Per informazioni: www.italiani.coop

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