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Spesa, con i prodotti biologici il carrello tornerà a correre

L'attenzione alla salute dimostrata in questi mesi nell'acquisto di cibo sarà fondamentale per far ripartire il comparto che, secondo l'Osservatorio dell'Università di Pollenzo, nel 2020 perderà il 5%.

26 giugno 2020 | 19:12

Spesa, con i prodotti biologici il carrello tornerà a correre

L'attenzione alla salute dimostrata in questi mesi nell'acquisto di cibo sarà fondamentale per far ripartire il comparto che, secondo l'Osservatorio dell'Università di Pollenzo, nel 2020 perderà il 5%.

26 giugno 2020 | 19:12

Il 2020 sarà un anno difficile per il settore alimentare. Neppure il cibo uscirà indenne dalla crisi, benché le vendite nei supermercati abbiano fatto registrare un incremento proprio nei mesi del lockdown. Dopo una crescita del 3,1% registrata nel 2019, si prevede che l’anno del Covid possa costringere il comparto alimentare a lasciare sul terreno un calo di circa il 5%. La previsione è contenuta in un’ampia analisi dell’Osservatorio nazionale dell’Università di Pollenzo, che ha monitorato l’andamento del settore alimentare in Italia, prima e durante l’epidemia da coronavirus.

I consumi di cibo torneranno a crescere grazie a i prodotti bio  -Spesa, con i prodotti biologiciil carrello tornerà a correre

I consumi di cibo torneranno a crescere grazie a i prodotti bio

La buona notizia arriva dal segmento della salute: i consumi sono generalmente in calo, soprattutto per effetto della prolungata chiusura dei locali pubblici, che l'incremento del consumo domestico è riuscito solo in parte a mitigare, ma le richieste degli italiani sono sempre più rivolte verso gli alimenti che fanno bene all’organismo e al benessere. Un segmento, questo, che secondo i ricercatori risentirà meno della crisi e che è destinato a risollevarsi prima e meglio degli altri.

L’analisi del Food Industry Monitor parte dal 2019, un anno positivo per tutto il comparto alimentare, con una crescita dei consumi dell’3,1% (contro lo 0,3% del Pil italiano). In pochi mesi il mondo è cambiato e nel 2020 anche il food, lo dicevamo risentirà dell’impatto del Coronavirus, con un calo previsto di circa il 5%, che rappresenta comunque la metà rispetto alle previsioni di discesa del Pil (-9,5%). Per una ripresa si dovrà aspettare dunque il 2021, con un tasso del 7,7% previsto per il comparto. La marginalità commerciale sarà influenzata relativamente, il Ros (la redditività commerciale) scenderà dal 6,2 al 5,9% nel 2020, per risalire al 6% nel 2021. Anche il tasso di indebitamento salirà dal 2,2 del 2019 al 2,7 nel 2020, per poi riabbassarsi a 2,4 nel 2021.

Nonostante la situazione economica, le esportazioni del settore food cresceranno mediamente dell’11% nel biennio 2020-2021. Meglio degli altri comparti, faranno nell’export distillati, farine, food equipment, dolci, acqua, caffè e latte. I comparti del vino, del packaging, della birra e dei salumi esporteranno con valori vicini alla media del settore. I comparti delle conserve e della pasta registreranno la progressione più limitata nella crescita dell’export.

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I prodotti biologici sono tra i più ricercati dagli italiani

Cosa cercano i consumatori
Le tendenze di mercato - analizzate su oltre 900 media specializzati nel periodo 2015-2019 – vedono in testa il tema degli alimenti salutari, che ha avuto il maggiore incremento di citazioni. Mentre i media internazionali hanno mostrato crescente attenzione ai temi della sicurezza alimentare e dei processi di trasformazione del cibo, l’interesse italiano è concentrato sulle caratteristiche nutrizionali e sui temi della tradizione.

Salute e ambiente sempre più qualità vincenti
Anche l’analisi dei modelli di business evidenzia che l’offerta è costituita per il 40% da alimenti salutari, cioè fatti con materie prime di origine biologica, oppure ottenuti con processi di trasformazione poco invasivi, senza additivi e conservanti artificiali, con benefici di tipo funzionale, ovvero cibi salutari negli effetti. Tuttavia, solo il 7% delle aziende enfatizza nella propria comunicazione il tema della salute: e solo chi lo fa, vince. “Le aziende che hanno saputo enfatizzare il tema salute hanno avuto tassi di crescita e redditività commerciale più elevate. Il differenziale è significativo: l’incremento di Roic (il ritorno sul capitale investito) è del 25% superiore rispetto alle aziende che non fanno questo tipo di comunicazione”, precisa Alessandro Santini, Head of Corporate Advisory di Ceresio Investors.

«Ugualmente notevole il tema della sostenibilità ambientale, utilizzato dal 50% del campione. Ad esempio, oltre il 68% delle aziende utilizza packaging a basso impatto ambientale. Centrale il tema della tradizione, utilizzato in modo intensivo dall’80% delle aziende», aggiunge Gabriele Corte, Direttore generale di Ceresio Investors. Circa il 9% delle aziende ha registrato almeno un brevetto nel periodo 2010-2019. Il 62% dei brevetti riguarda innovazioni dei processi produttivi. Il 38% dei nuovi brevetti riguarda le innovazioni di prodotto. Il comparto del caffè si conferma tra i più innovativi, con 4,1 brevetti per azienda in media.

I trend di mercato
Per mappare i trend di settore è stata condotta un’analisi su circa 900 testi acquisiti dai principali siti internet e riviste nazionali e internazionali specializzati nel settore food & beverage nel periodo 2015-2019. I testi analizzati appartengono per il 60% a riviste internazionali e per il 40% a riviste in lingua italiana. I dati si riferiscono a contenuti presenti sui media prima dell’emergenza Coronavirus.

L’analisi ha individuato 9 temi principali: sicurezza alimentare, tradizionalità, trend globali del settore food, innovazione, sviluppo nuovi prodotti, alimenti salutari, consigli su nuovi cibi e ingredienti, potenziale di mercato, made in Italy. Per ciascun tema è stata calcolato un “tasso di citazione” medio (2015-2019) e annuale, ovvero una percentuale che misura il numero delle singole citazioni rispetto il totale dei topic. Dall’analisi delle citazioni all’interno delle testate internazionali si rileva che i temi più ricorrenti sono inerenti a sicurezza alimentare (18%), tradizionalità (17%), trend globali nel settore (14,5%) e innovazione (14%). Il tema degli alimenti salutari è il tema che è stato caratterizzato nel periodo 2015-2019 dal maggiore incremento di citazioni. I media internazionali mostrano una crescente attenzione sui temi della sicurezza alimentare e sui processi di trasformazione del cibo; il mercato italiano sembra più interessato ai temi delle caratteristiche nutrizionali e della tradizione.

Cambiano i modelli di business
Le aziende italiane hanno una gamma di prodotto relativamente orientata verso un’offerta salutare. Dai dati raccolti si rileva che la gamma di prodotto delle aziende italiane del food è costituita mediamente per il 39,3% da prodotti salutari, ovvero da prodotti che, in base al comparto di appartenenza, possono avere una o più delle seguenti caratteristiche: contengono materie prime di origine biologica, sono sottoposti a processi di trasformazione poco invasivi, non contengono additivi artificiali e conservanti, hanno effetti benefici di tipo funzionale sulla salute del consumatore.

Sebbene quasi il 40% dei prodotti sia salutare, dall’analisi della comunicazione delle aziende si riscontra che solo il 7% delle aziende utilizza questa tematica in modo intensivo, per la propria comunicazione. Si riscontra anche un aumento dell’importanza del tema della sostenibilità ambientale e del rispetto dell’ambiente: circa il 50% utilizza queste tematiche nella propria comunicazione. Inoltre, si rileva che oltre il 68% delle aziende utilizza per confezionare i propri prodotti packaging a basso impatto ambientale. Resta centrale nella comunicazione il tema della tradizione, utilizzato in modo intensivo da più dell’80% delle aziende del campione analizzato.

L’innovazione di processo nel 62% dei casi
Un focus specifico è stato dedicato all’analisi dei brevetti delle aziende del food. Circa il 9% delle aziende del campione ha registrato almeno un brevetto nel periodo 2010-2019. Il 62% dei brevetti riguarda innovazioni di processo, ovvero innovazioni che hanno l’obiettivo d’introdurre nuovi processi produttivi o di migliorare i processi esistenti in azienda. Il 38% dei brevetti registrati riguarda le innovazioni di prodotto, ovvero innovazione volte all’introduzione di nuovi prodotti sul mercato. Il comparto del caffè si conferma tra i più innovativi con 4,1 brevetti registrati per azienda.

La redditività delle vendite nel 2018 (ROS) è anch’essa influenzata dall’offerta di formulazioni salutari; si rileva, infatti, una marginalità più alta per le aziende che utilizzano formulazioni di questo tipo per i propri prodotti. La redditività del capitale investito nel 2018 (Roic) è influenzata positivamente dalla comunicazione dei benefici dei prodotti per la salute. Il Roic è, quindi, sensibilmente più alto nelle aziende che attuano una comunicazione con tematiche a sfondo salutare.

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