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martedì 28 aprile 2026  | aggiornato alle 13:36 | 118875 articoli pubblicati

Dubai non rallenta sul food: il World Summit sulla cucina italiana torna anche nel 2026

L’Italian Cuisine & Wines World Summit si terrà a Dubai dal 23 al 27 novembre con una formula ampliata tra congresso gastronomico, incontri B2B e focus sulla presenza della ristorazione italiana negli Emirati

 
28 aprile 2026 | 11:19

Dubai non rallenta sul food: il World Summit sulla cucina italiana torna anche nel 2026

L’Italian Cuisine & Wines World Summit si terrà a Dubai dal 23 al 27 novembre con una formula ampliata tra congresso gastronomico, incontri B2B e focus sulla presenza della ristorazione italiana negli Emirati

28 aprile 2026 | 11:19
 

Nonostante i venti di guerra che continuano a soffiare in Medio Oriente, l'Italian Cuisine & Wines World Summit non si ferma. È stata infatti annunciata la 17ª edizione che è in programma a Dubai dal 23 al 27 novembre. L’evento, promosso da Itchefs-GVCI e Sustainable UAE Eating, conferma la scelta degli Emirati Arabi Uniti come piattaforma di riferimento per il dialogo tra ristorazione italiana, produttori e mercati internazionali. L’annuncio arriva in una fase segnata da instabilità geopolitiche, ma gli organizzatori leggono la nuova edizione come un segnale di continuità. «Dubai non è uno spettacolo temporaneo» ha ricordato l'ideatore Rosario Scarpato richiamando una riflessione di Tim Clark, sottolineando il ruolo strutturale che l’emirato continua a esercitare nei flussi economici e nell’ospitalità globale.

Dubai non rallenta sul food: il World Summit sulla cucina italiana torna anche nel 2026

I protagonisti della passata edizione dell'Italian Cuisine & Wines World Summit

Ristorazione italiana e mercati internazionali

Nel 2025 gli Emirati Arabi Uniti hanno importato dall’Italia beni e servizi per oltre 9 miliardi di euro, di cui una quota significativa legata all’agroalimentare. Un quadro che rafforza il posizionamento di Dubai come snodo per il made in Italy e, in particolare, per il comparto della ristorazione. Il Summit si inserisce in questo scenario con una missione che negli anni ha coinvolto centinaia di ristoranti e hotel in diversi Paesi, puntando sulla valorizzazione dei professionisti italiani all’estero e sul dialogo con operatori, investitori e buyer.

Con oltre 200 ristoranti italiani presenti in città, tra fine dining, insegne indipendenti e format casual, Dubai rappresenta uno dei mercati più articolati per la cucina italiana fuori dai confini nazionali. In questo contesto, il Summit intende ribadire una visione che lega gastronomia, relazioni economiche e diplomazia culturale. «La cucina è un settore di pace», è il principio richiamato dagli organizzatori per definire il senso di un appuntamento che continua a utilizzare il cibo come strumento di connessione internazionale.

Un congresso gastronomico con focus sul B2B

L’edizione 2026 introduce un ulteriore sviluppo, con l’evoluzione del Summit in congresso gastronomico internazionale, ampliando il perimetro tradizionale della manifestazione. Accanto ai momenti dedicati all’ospitalità e alla cucina italiana, debutta il format Meet the Producers, pensato per favorire il contatto diretto tra aziende italiane e interlocutori B2B dell’area. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra produzione, distribuzione e ristorazione, in un mercato che continua a mostrare dinamiche di crescita e interesse per i prodotti italiani.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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