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martedì 26 maggio 2026  | aggiornato alle 17:28 | 119438 articoli pubblicati

Cantine Aperte 2026 punta sul turismo lento: vino, trekking e notti in vigna

Cantine Aperte 2026 racconta la trasformazione dell’enoturismo italiano in un’esperienza che unisce vino, paesaggio e benessere. Il 30 e 31 maggio le aziende del Movimento Turismo del Vino apriranno le porte con trekking tra i filari, tour in e-bike, concerti, laboratori, picnic e degustazioni. Cresce così un modello di turismo lento e immersivo che coinvolge sempre più visitatori in tutta Italia

26 maggio 2026 | 16:15
Cantine Aperte 2026 punta sul turismo lento: vino, trekking e notti in vigna
Cantine Aperte 2026 punta sul turismo lento: vino, trekking e notti in vigna

Cantine Aperte 2026 punta sul turismo lento: vino, trekking e notti in vigna

Cantine Aperte 2026 racconta la trasformazione dell’enoturismo italiano in un’esperienza che unisce vino, paesaggio e benessere. Il 30 e 31 maggio le aziende del Movimento Turismo del Vino apriranno le porte con trekking tra i filari, tour in e-bike, concerti, laboratori, picnic e degustazioni. Cresce così un modello di turismo lento e immersivo che coinvolge sempre più visitatori in tutta Italia

26 maggio 2026 | 16:15
 

Il vino come punto di partenza per leggere un territorio, attraversarlo lentamente e comprenderne cultura, paesaggio e tradizioni. È questa la direzione scelta da Cantine Aperte 2026, l’appuntamento promosso dal Movimento Turismo del Vino che il 30 e 31 maggio porterà migliaia di visitatori nelle aziende vitivinicole italiane. L’edizione 2026 si muove attorno a un concetto preciso: il turismo del vino non coincide più soltanto con la degustazione. Le cantine diventano spazi da vivere durante tutta la giornata, luoghi in cui il vino entra in relazione con attività outdoor, benessere, cucina locale, musica e artigianato. Secondo Violante Gardini Cinelli Colombini, il punto di forza dell’Italia resta la capacità di offrire esperienze profondamente diverse tra loro. «L’Italia è il Paese con maggiore potenziale enoturistico del mondo grazie alla varietà delle sue cantine, dei vitigni autoctoni e delle tradizioni gastronomiche locali. Le aziende del Movimento Turismo del Vino riescono a trasformare questo patrimonio in esperienze immersive e rigenerative».

Dalle Langhe alla Sicilia: il vino incontra il paesaggio

L’aspetto più evidente di questa nuova impostazione riguarda il rapporto con il territorio. Le vigne smettono di essere semplicemente uno sfondo e diventano spazi attraversabili, da percorrere lentamente. In Toscana trovano spazio trekking tra filari, tour in e-bike e percorsi in jeep tra borghi e vigneti, mentre in Campania le aziende puntano su escursioni naturalistiche, barbecue in vigna e visite al tramonto con vista sul Vesuvio.

Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Mtv
Violante Gardini Cinelli Colombini, presidente Mtv

Anche il Piemonte lavora sul paesaggio Unesco delle colline vitate attraverso jeep tour e percorsi cicloturistici, mentre in Friuli Venezia Giulia si passa dai voli in mongolfiera ai laboratori dedicati alle orchidee. La dimensione lenta del viaggio ritorna anche in Sardegna, dove le terrazze vista mare diventano luoghi di degustazione e relax, e in Sicilia, dove molte aziende propongono percorsi multisensoriali immersi nei vigneti.

Le cantine diventano spazi per le famiglie

Una parte sempre più importante dell’enoturismo riguarda la capacità di coinvolgere pubblici differenti. Per questo molte aziende stanno costruendo attività pensate anche per bambini e famiglie. In Campania vengono organizzati laboratori educativi e degustazioni sensoriali dedicate ai prodotti del territorio, mentre nelle cantine del Friuli Venezia Giulia compaiono corsi di mosaico e attività all’aria aperta.

Nelle Marche trovano spazio laboratori creativi, in Piemonte spettacoli di burattini legati alla tradizione contadina e in Sicilia aree gioco, tornei sportivi e animazione. Il vino resta centrale, ma attorno alla degustazione si costruisce un’esperienza più ampia, capace di trattenere il visitatore per l’intera giornata.

Musica, arte e cucina locale entrano nei percorsi del vino

La crescita dell’enoturismo passa anche attraverso linguaggi differenti. Per questo molte aziende hanno scelto di integrare arte contemporanea, musica dal vivo e cucina territoriale all’interno delle visite. In Abruzzo le degustazioni convivono con dj set e corsi di ballo, mentre in Emilia-Romagna le cantine ospitano mostre fotografiche, passeggiate culturali e food truck dedicati alla pasta fresca.

La crescita dell’enoturismo passa anche attraverso linguaggi differenti
La crescita dell’enoturismo passa anche attraverso linguaggi differenti

Nel Lazio compaiono pranzi agricoli, visite ai castelli storici e percorsi nelle grotte di tufo, mentre in Basilicata il programma alterna musica live, sketching e mostre d’arte. La Toscana punta invece su laboratori di acquerello in vigna, visite museali e piccoli corsi di avvicinamento al vino. In Veneto trovano spazio concerti jazz, picnic tra i filari e laboratori che uniscono arte e degustazione.

Cresce il turismo del vino nel Centro e nel Sud Italia

Dietro questa trasformazione c’è anche un dato economico. Secondo una ricerca del Ceseo - Centro Studi Enoturismo e Oleoturismo, nel 2025 le cantine del Movimento Turismo del Vino hanno registrato un aumento dei visitatori pari al 59,8%. La crescita riguarda soprattutto il Centro e il Sud Italia, dove oltre un terzo delle aziende supera oggi i duemila visitatori all’anno.

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Un risultato che, secondo lo studio, dipende soprattutto dalla capacità delle cantine di differenziare l’offerta e costruire esperienze che vanno oltre la semplice degustazione. Cantine Aperte 2026 fotografa proprio questo passaggio: il vino resta il centro del racconto, ma attorno al calice si sviluppa un modello turistico che unisce paesaggio, ospitalità e tempo libero.

Cantine Aperte 2026, tutte le iniziative

Ecco tutte le iniziative organizzate nelle Regioni italiane nell'ambito dell'edizione 2026 di Cantine Aperte

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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