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Feste popolari e di piazza I ristoratori bresciani dicono "no"

Arriva l'estate e nascono, come funghi, feste di piazza di ogni tipo. Brescia, secondo la stampa locale, nei prossimi mesi ne accoglierà circa 150. La cosa non piace però ai ristoratori che si trovano a registrare un calo dei clienti e contestano una disparità nei controlli di carattere igienico

06 giugno 2009 | 17:00
Feste popolari e di piazza 
I ristoratori bresciani dicono
Feste popolari e di piazza 
I ristoratori bresciani dicono

Feste popolari e di piazza I ristoratori bresciani dicono "no"

Arriva l'estate e nascono, come funghi, feste di piazza di ogni tipo. Brescia, secondo la stampa locale, nei prossimi mesi ne accoglierà circa 150. La cosa non piace però ai ristoratori che si trovano a registrare un calo dei clienti e contestano una disparità nei controlli di carattere igienico

06 giugno 2009 | 17:00
 

 BRESCIA - Nel bresciano, così come in tutta Italia, con l'arrivo della bella stagione fioriscono eventi e manifestazioni di piazza. La cittadina lombarda si prepara, per i prossimi tre mesi, ad accogliere oltre 150 eventi quasi sempre accompagnati da tavolate a base di grigliate, spiedo, pizza e casoncelli.

L'obiettivo, secondo gli organizzatori, è di riportare la gente all'aperto: «La parola d'ordine - ha dichiarato alla stampa locale Marco Stellini, presidente di Brescia In - è "riappropiarsi della città". Il tutto attraverso le grandi tavolate che animeranno le sere a prezzi ridottissimi dai 2 ai 6 euro (bibite comprese). Siamo popolari e ne fiamo felici. Il nostro obiettivo è riportare la gente in strada».

Un punto di vista che non piace però ai ristoratori bresciani che criticano la scelta dell'Amministrazione comunale di autorizzare tutti questi eventi. Ad alzare la voce in merito è l'Arthob, l'Associazione ristoranti trattorie hostarie bresciane, che riunisce oltre 200 locali bresciani di cui una settantina in città e che ha deciso di lanciare un appello per regolamentare il tema.

Un malessere che si ripresenta ogni anno e che non trova, stando a quanto riporta la stessa associazione, accoglimento dai sindacati di categoria (Confcommercio e Confesercenti) in quanto gli stessi rappresentano anche gli ambulanti o le varie società di ristorazione collettiva che operano soprattutto in questo periodo.
 
Ruggero Bonometti«Arthob non è contenta di queste manifestazioni - dichiara Ruggero Bonometti (nella foto), segretario Arthob e vicepresidente del Consorzio Cuochi di Lombardia - perchè tolgono lavoro ai nostri associati. I clienti che frequentano la città già sono pochi, in modo particolare d'estate. Per questo invito i ristoratori a far sentire la propria voce alle rispettive amministrazioni comunali. Inoltre va detto che noi siamo costantemente, e giustamente, controllati dalle Asl per il rispetto delle norme igienico-sanitarie, mentre questi che si prodigano in ristorazione all'aperto con una finta tutela».

Il dibattito è dunque aperto nell'ottica di trovare una soluzione che possa accontentare tutte le parti chiamate in causa.

«Se queste sono le idee per rilanciare il centro storico - ha proseguito Bonometti - non ci siamo proprio, per noi ristoratori è una vera mazzata che ci piomba addosso. In questo periodo, cominciano le varie sagre di paese in paese, feste politiche, feste varie e manifestazioni di ogni genere. Questo genera un calo delle presenze nei nostri ristoranti con il fatto che non possiamo congelare i dipendenti e scongelarli quando ci servono. Di conseguenza ci troviamo comunque a pagare le spese di gestione. Vogliamo che venga messo un freno a queste manifestazioni».

La situazione non riguarda ovviamente solo Brescia ma tutta Italia. Il tema coinvolge le troppe sagre e le feste in cui, quasi sempre, i vincoli ed i controlli igienico sanitari, e quelli fiscali, sono allentati. Ed i primi a pagarne le conseguenze sono i ristoratori che le regole le devono invece rispettare tutti i giorni. E devono anche fare quadrare i loro bilanci e pagare gli stipendi ai dipendenti...

Spesso queste iniziative sono affidate ad ambulanti o società di catering che anche da un punto di vista sindacale godono di tutele forse superiori a quelle dei ristoratori. Ed è qui che, fose, si dovrebbe aprire un dibattito serio coinvolgendo le istituzioni ed i sindacati più rappresentativi, a partire da Fipe e Confesercenti. 

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23/10/2010 15:20:00
9) A Puegnago è orrendo e schifoso
Venite sul lago precisamente a Puegnago c'eè addirittura un polo fieristico che fa feste tutto l'anno che non hanno niente a che fare con il territorio. e noi ristoratori dobbiamo solo pagare e guardare le code di macchine che passano. Se andate a vedere sembra di vedere le mensa da campo. orrendo e schifoso


06/06/2009 17:00:00
8) D'estate sono meglio le feste di piazza, più economiche e all'aria aperta
W le feste di piazza! I ristoranti farebbero meglio a contenere i prezzi, visto che lo stipendio medio è di 1.000 euro!!! Non è che la gente non va al ristorante perché ci sono le feste in piazza, ma perché preferisce passare una serata più "spartana" visto che al ristorante può andare da ottobre a maggio. Così d'estate la gente preferisce stare all'aperto, tanto ha tutto l'autunno-inverno-primavera per andare al ristorante!!! E anche l'estate...


06/06/2009 17:00:00
7) Hanno ragione
Hanno ragione...un ristoratore passa 365 giorni l'anno tra check list e autocontrolli. spendono un capitale in acciao inox e piastrelle poi le feste le fanno in mezzo i prati o in strada


06/06/2009 17:00:00
6) I ristoratori dovrebbero contenere i prezzi
...Molto probabilmente se i ristoratori dovessero tenere dei prezzi "adeguati" non avrebbero di che temere per i cali di clientela. I controlli non saranno "sofisticati" e non metto in dubbio la qualità, e il lavoro che c'è dietro... ma al giorno d'oggi si guarda al portafogli.


06/06/2009 17:00:00
5) Meglio coinvolgere la ristorazione
E' una questione di misura: qualche festa popolare ci sta, troppe stroppiano e danneggiano. Ed anche in quelle popolari non sarebbe male, ove possibile, coinvolgere in qualche modo la ristorazione del luogo, e soprattutto usare le materie prime del territorio, per favorire l'economia locale.


06/06/2009 17:00:00
4) Le feste servono a fare uscire di casa la gente
Non sono per niente d'accordo con i ristoratori di Brescia. Feste di paese e sagre sono necessarie per far uscire la gente dalle case, sono un modo per avvicinare le persone al proprio territorio e per recuperare quel senso di partecipazione alla comunità che purtroppo si sta perdendo. Quanta gente si incontra a queste feste che non si vede da anni? Sono un valore inestimabile da non cancellare, che va ben oltre al mero dato economico. Perchè i ristoratori non aderiscono a questi eventi con i loro tavoli, proponendo menu diversi e perchè no a prezzi più popolari? Per quanto riguarda i controlli io partecipo all'organizzazione di alcune feste in Emilia e da quello che so se non ottieni autorizzazione di asl, vigili del fuoco, etc... la festa non te la fanno fare! Saluti


06/06/2009 17:00:00
3) Troppe feste con alimenti non corretti o non convenienti...
Ho un ristorante in un paesino del Veneto, concordo con i ristoratori bresciani. Non è possibile che da tre giorni di sagra adesso vanno avanti quasi per un mese o per la corsa di bici, o per la corsa campestre, o per un premio, o per la festa dei fiori. Si fanno un calendario di un mese con la scusa di un evento. In ogni paese c'è poi una sagra e mi dico come mai la gente spende, quando non ti regalano niente, per due costicine anche 8 euro con un servizio di carta, lunghe attese e igiene discutibile ???? Perchè non si lamentano.
Noi ci facciamo promotori per la sana alimentazione, ma finchè abbiamo questi fenomeni vuol dire che alla gente non gliene frega niente dello star bene.
Attenzione non dico di eliminare le feste paesane, perchè si valorizza la tradizione, ma limitarle ad un fine settimana tanto i piatti forti son sempre quelli: griglia patatine fritte congelate con olio fritto e rifritto ...e scrivo questo termine perchè chissà che qualcuno capisca....


06/06/2009 17:00:00
2) I ristoranti convenienti ci sono, basta saper scegliere
Sig. Marco Rogani, si ricordi che tanti studenti universitari hanno attinto ai fondi di sostentamento della ristorazione con dei lavoretti estivi, ma pensa che questo accada nelle sagre o feste? Si può anche andare in un'osteria o trattoria a mangiare una sola portata con un prezzo più conveniente, ci sono anche ristoranti più convenienti, basta scegliere.


06/06/2009 17:00:00
1) D'estate sono meglio le feste di piazza, più economiche e all'aria aperta
W le feste di piazza! I ristoranti farebbero meglio a contenere i prezzi, visto che lo stipendio medio è di 1.000 euro!!! Non è che la gente non va al ristorante perché ci sono le feste in piazza, ma perché preferisce passare una serata più "spartana" visto che al ristorante può andare da ottobre a maggio. Così d'estate la gente preferisce stare all'aperto, tanto ha tutto l'autunno-inverno-primavera per andare al ristorante!!! E anche l'estate...




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