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Nella Leonessa d’Italia scoppia la battaglia della salamina

La polemica scaturita dal “no” dei ristoratori bresciani alle troppe tavolate e feste di piazza è sfociata in un’autentica battaglia già soprannominata “della salamina”. Dopo le dichiarazioni di Ruggero Bonometti, segretario dell’Arthob, si è mossa anche la politica. Il 14 luglio una tavola rotonda

01 luglio 2009 | 17:00
Nella Leonessa d’Italia 
scoppia la battaglia della salamina
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scoppia la battaglia della salamina

Nella Leonessa d’Italia scoppia la battaglia della salamina

La polemica scaturita dal “no” dei ristoratori bresciani alle troppe tavolate e feste di piazza è sfociata in un’autentica battaglia già soprannominata “della salamina”. Dopo le dichiarazioni di Ruggero Bonometti, segretario dell’Arthob, si è mossa anche la politica. Il 14 luglio una tavola rotonda

01 luglio 2009 | 17:00
 

 BRESCIA - La polemica scaturita dal 'no” dei ristoratori bresciani alle troppe tavolate e feste di piazza è sfociata in un'autentica battaglia già soprannominata 'della salamina”. Dopo le dichiarazioni-sfogo di Ruggero Bonometti, segretario dell'Arthob, l'Associazione ristoranti trattorie hostarie bresciane, in netto disaccordo con l'idea di organizzare decine di appuntamenti enogastronomici nelle piazze di Brescia, si è mossa la politica e l'associazione Brescia-In che si occupa dell'organizzazione degli eventi.

«Arthob non è contenta di queste manifestazioni - dichiarò Ruggero Bonometti, che oltre ad essere segretario Arthob e anche vicepresidente del neonato Consorzio Cuochi di Lombardia - perchè tolgono lavoro ai nostri associati. I clienti che frequentano la città già sono pochi, in modo particolare d'estate. Per questo invito i ristoratori a far sentire la propria voce alle rispettive amministrazioni comunali. Inoltre va detto che noi siamo costantemente, e giustamente, controllati dalle Asl per il rispetto delle norme igienico-sanitarie, mentre questi che si prodigano in ristorazione all'aperto con una finta tutela».

Sulla stampa locale è stato, in queste ultime settimane, un continuo botta e risposta: chi d'accordo con la posizione Arthob e chi no. «I consiglieri del Pd – ha commentato il consigliere comunale della Circoscrizione Centro Beppe Montanti, del gruppo PD ora nelle file della minoranza -, sia in commissione che in consiglio, hanno sempre votato contro il finanziamento delle proposte presentate da Brescia-In, non condividendo né il merito né le modalità con le quali questa associazione opera nel centro storico». Stando a quanto dichiara Montanti la nuova amministrazione guidata dal centro destra ha finanziato queste iniziative, a differenza della precedente giunta che, a quanto sembra, ha sempre negato autorizzazioni e appoggi economici ad iniziative come quelle sotto accusa.

 L'amministrazione comunale, dalla voce dell'assessore al commercio e marketing territoriale Maurizio Margaroli, sottolinea invece il valore socializzante delle tavolate in quanto non rivolte, secondo il suo punto di vista, al cliente medio del ristorante.

I consumatori, sempre attraverso la stampa, sembrano divisi, anche se c'è chi è contento del fitto programma di tavolate. Tra le lettere pubblicate nei giorni scorsi sul quotidiano Giornale di Brescia troviamo quella di un signore che, anonimamente, afferma: «Gli unici sconfitti della battaglia in corso saremo noi, i commensali di queste tavolate, che con la modica cifra di 5/6 euro possiamo trascorrere qualche ora piacevole, socializzare e dimenticare che dobbiamo vivere con 700/900 euro mensili di pensione e quindi non potremo mai essere potenziali clienti dei locali rappresentati dal signor Bonometti».

«Vorrei rispondere alla lettera del signor pensionato sconosciuto, in merito alle sue affermazioni - ha dichiarato sulle stesse pagine lo stesso Bonometti -. Sulle feste o tavolate in piazza, mi sento di affermare che nessun ristoratore è contro le feste di piazza. Comunque sarà nostra premura convocare, al più presto, un dibattito d'intesa». «Arthob sta già mettendo in cantiere manifestazioni a prezzi modici - ha concluso Bonometti - per far sì che ci sia la possibilità per tutti di degustare piatti del territorio. Arthob non chiude la porta a nessuno anzi, scende in campo per difendere la tradizione culinaria bresciana».

Come annunciato il 14 luglio prossimo si terrà dunque una tavola rotonda, nella sede bresciana di Arthob, attorno alla quale sono inviati Comune, Provincia, Asl, Ascom, Fipe, Consorzio Cuochi di Lombardia, giornalisti e Marco Stellini, presidente di Brescia-In.

La posizione di Brescia-In è invece chiara: «Le difficoltà dei ristoratori non stanno nelle feste di piazza». E rilancia con proposte concrete: «Possiamo cercare di intervenire promuovendo i locali del centro storico creando un circuito ristorativo insieme all'Arthob che preveda, ad esempio, dei menù promozionali (massimo 15 euro tutto compreso belle giornate di martedì e mercoledì, tradizionalmente le meno frequentate) rispolverando anche il vecchio circuito che a livello nazionale si chiamava Piatto del Buon Ricordo».

Nel frattempo, venerdì sera e dopo la grigliata "Braciole, salamine e costine" e "Pasta a Go Go", tocca alla tavolata "Grigliata di porchetta, salamine e costine"...

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01/07/2009 17:00:00
2) Il Comune di Brescia sta svuotando i ristoranti....
Il Comune dovrebbe impegnarsi a rianimare il centro storico con eventi culturali, musicali che attirino gente, non autorizzare manifestazioni di piazza volte solo a svuotare i Ristoranti propinando menù da Festa dell'Unità. Chi ha un locale aspetta in grazia che arrivi l'estate per lavorare di più e invece si trova circondato di manifestazioni gastronomiche di bassissimo livello.


01/07/2009 17:00:00
1) Il Comune di Brescia sta svuotando i ristoranti....
Il Comune dovrebbe impegnarsi a rianimare il centro storico con eventi culturali, musicali che attirino gente, non autorizzare manifestazioni di piazza volte solo a svuotare i Ristoranti propinando menù da Festa dell'Unità. Chi ha un locale aspetta in grazia che arrivi l'estate per lavorare di più e invece si trova circondato di manifestazioni gastronomiche di bassissimo livello.




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