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di Jenny Maggioni
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Baco e Bacco, insoliti abbinamenti
al Museo Caffi di Bergamo

Baco e Bacco, insoliti abbinamenti 
al Museo Caffi di Bergamo
Baco e Bacco, insoliti abbinamenti al Museo Caffi di Bergamo
Pubblicato il 13 luglio 2009 | 11:42

Al museo si fanno tante cose. A Bergamo, al Museo di scienze naturali Caffi si sono mangiati insetti. Grilli, camole del miele, tarme della farina e bachi da seta, fritti in pastella o ben cotti, accompagnati dal giusto vino, scelto da Davide Oltolini, critico gastronomico, ghiotto di insetti

 Cameriere, c'è una mosca nel bicchiere! Di solito i clienti dei ristoranti storcono il naso inorriditi di fronte a situazioni simili. Non è stato così sabato sera al Museo di scienze naturali Caffi di Bergamo, in occasione di Insetti che bontà, la serata gastronomica dedicata all'entomofagia. Davanti a un piatto di riso al curry insaporito con grilli neri croccanti, alle coreografiche composizioni di spiedini di cavallette caramellate infilzati su fette di anguria e a croccante di tarme fresche della farina e camole del miele la folla di affamati curiosi non si è tirata indietro. Sarà la moda del biologico, del cibo eticamente ed ecologicamente corretto, sarà la crisi, il fatto è che anche in Italia c'è chi va ghiotto di queste bestioline. E ora nemmeno i bruchi e le larve possono stare tranquilli.

E per chi pensa disgustato che non li assaggerà mai Roberto Fabbri, entomologo della Società per gli studi naturalistici della Romagna, sorridendo disillude i propositi: «Nessuno se ne rende conto, ma è stato calcolato che nell'arco di una vita ingeriamo, senza accorgercene, in motorino o mentre dormiamo, fino a 80 insetti. Per non parlare dei frammenti intrappolati nei cibi». Provando a convertire gli italiani all'entomofagia Fabbri ammette che «la colpa è della società moderna, che attribuisce a insetti e vermi un significato totalmente negativo: considerandoli sporchi, insalubri, pericolosi e nocivi. Vedi le zanzare, le mosche, gli scarafaggi...».

Per vincere i più ritrosi Maurizio Paoletti, docente dell'Università di Padova ed esperto della materia, fa eco a Fabbri: «Gli insetti sono buoni e fanno bene. Bachi, larve, tarme e cavallette hanno qualità alimentari sorprendenti: sono ricchi di aminoacidi, di sali minerali e vitamine, e hanno un contenuto di proteine e ferro superiore a una bistecca».

Davide Oltolini«Il sapore degli insetti rimanda a quello di alcuni cibi - assicura Davide Oltolini (nella foto), critico gastronomico ed esperto di analisi sensoriale di vini, distillati, acque minerali, salumi, formaggi e gelati, evidentemente goloso di insetti - sanno di noce, mandorla, pinoli, miele e patate».

è proprio di Oltolini la chicca della serata: l'abbinamento vini-insetti. Per l'occasione ha scelto di servire quattro piatti forti: il Bombyx morii, il Tenebrio molitor, la Galleria mellonella, e la Locusta gregaria. Per i neofiti: bachi da seta, tarme della farina, camole del miele e le mitiche cavallette, fritti in pastella o semplicemente cotti. Il tutto abbinato a un particolare vino. Saltando da un rosso a un bianco, perché «il protagonista della serata - spiega Oltolini - è l'insetto non il vino».

Risultato? A ciascun insetto un accostamento perfetto: un rosso Pravis Trentino Merlot per sostenere la gommosità del baco da seta; un bianco Colomba Platino Duca di Salaparuta per sopperire la scarsa consistenza delle camole del miele. Per le tarme della farina, animaletti croccanti e addirittura 'saporiti”, che ricordano vagamente delle mandorle, o forse pinoli, un bianco Vigna Massima Trentino Chardonnay. E cosa di meglio di un corposo vino rosso Chianti classico 2007 Giulio de Medici per esaltare le cavallette? Dulcis in fundo, un moscato piemontese Bera per accompagnare il dessert: croccante di camole del miele e camole della farina.

Allora, se il sapore ricorda quello di cibi che mangiamo tutti i giorni, sostituiscono in proteine la carne, sono ricchi di minerali e hanno molti meno grassi di un filetto, gli insetti non sarebbero perfetti per la dieta estiva?


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Alla scoperta dell'entomofagia. Degustazione guidata a Bergamo

 

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