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lunedì 06 aprile 2026  | aggiornato alle 23:06 | 118455 articoli pubblicati

Tragedia a Roma: morta una 15enne dopo una cena al ristorante

Sofia Di Vico, in città per un torneo di basket, si è sentita male a tavola e non ce l’ha fatta dopo il trasporto in ambulanza: si ipotizza una reazione allergica. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo

 
04 aprile 2026 | 15:20

Tragedia a Roma: morta una 15enne dopo una cena al ristorante

Sofia Di Vico, in città per un torneo di basket, si è sentita male a tavola e non ce l’ha fatta dopo il trasporto in ambulanza: si ipotizza una reazione allergica. La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo

04 aprile 2026 | 15:20
 

Una cena fra compagne di squadra di basket, a Roma, si è trasformata in una tragedia. Sofia Di Vico, 15 anni, ha iniziato a sentirsi male mentre era a tavola. I primi segnali sono stati quelli tipici di una reazione allergica grave: difficoltà respiratorie, il peggioramento rapido delle condizioni, fino al collasso. Il padre, presente alla cena, è intervenuto subito, portandola in camera e somministrandole i farmaci che aveva con sé. Ma non è bastato. È partita la chiamata al 112 e, poco dopo, il trasporto d’urgenza all’ospedale Grassi di Ostia, dove i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Tragedia a Roma: morta una 15enne dopo una cena al ristorante

Tragedia a Roma: Sofia Di Vico muore a 15 anni dopo una cena al ristorante

Indagini in corso e ipotesi allergica

La Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e disposto il sequestro della cucina del ristorante. Le indagini sono in corso e dovranno chiarire cosa sia accaduto nel dettaglio, a partire dalla composizione dei piatti serviti. L’ipotesi principale resta quella di uno shock anafilattico legato a un’allergia alimentare, ma sarà l’autopsia a stabilirlo con certezza. Secondo quanto emerso finora, la ragazza era allergica alle proteine del latte e il locale ne sarebbe stato informato. Resta quindi da verificare se nelle uova strapazzate e nei fagiolini che stava mangiando fossero presenti tracce di latte o derivati, anche in quantità minime.

Il torneo sospeso e il cordoglio

Sofia era arrivata nella Capitale dalla provincia di Caserta per partecipare al torneoMare di Roma Trophy in Pink” con la sua squadra, l’Unio Basket Maddaloni. Dopo la tragica notizia, l’organizzazione ha deciso, giustamente, di fermare la manifestazione: «La scomparsa di Sofia ha profondamente scosso l'intera comunità sportiva presente. In un momento così drammatico, riteniamo doveroso fermarci, nel rispetto del dolore della famiglia, delle compagne di squadra e di tutte le persone coinvolte. Sicuri della vostra comprensione, comunichiamo che per questa edizione il Mare di Roma Trophy si ferma qui. Non esistono parole adeguate per descrivere una perdita così grande e ingiusta».

Intanto da Maddaloni, dove Sofia viveva, sono arrivati messaggi di cordoglio da istituzioni e società sportive: «È un giorno di profonda tristezza per tutti noi» ha scritto sui social il sindaco Andrea De Filippo, rivolgendo le «più sentite condoglianze» ai genitori Fabio e Antonella. «Alla piccola Sofia va il nostro pensiero più dolce e le nostre preghiere».

Allergie alimentari e responsabilità in cucina

Il caso riporta alla memoria un episodio simile avvenuto a Roma un anno fa, quando una studentessa americana di 21 anni, allergica agli anacardi, morì dopo aver mangiato un panino in un locale al Pigneto. In Italia, secondo i dati disponibili, si registrano ogni anno tra i 40 e i 60 decessi per shock anafilattico. In presenza di allergie gravi, ricordano gli specialisti, uno degli elementi centrali resta la disponibilità immediata dell’adrenalina auto-iniettabile, che i pazienti dovrebbero portare sempre con sé proprio per intervenire nelle prime fasi della reazione, come ha provato a fare anche il padre della ragazza. «È un farmaco di autosomministrazione che permette di guadagnare il tempo necessario per raggiungere il pronto soccorso. In questi casi è l'unico strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte» ha ricordato all’Ansa Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, asma e immunologia clinica.

Tragedia a Roma: morta una 15enne dopo una cena al ristorante

Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di Allergologia, asma e immunologia clinica

Purtroppo, però, non sempre basta: in situazioni come quella di Sofia, in cui la reazione è stata immediata e particolarmente violenta, anche un intervento tempestivo può non riuscire a fermare il decorso della crisi. Proprio per questo, quando un’allergia viene dichiarata, la responsabilità del ristorante diventa centrale. Serve attenzione in ogni singola fase: dalla raccolta corretta delle informazioni in sala alla comunicazione chiara con la cucina, fino alla preparazione dei piatti in condizioni che evitino contaminazioni, anche accidentali. Pulizia degli spazi, ordine nelle lavorazioni, separazione degli utensili e consapevolezza del personale non sono semplici accorgimenti, ma pratiche operative che incidono direttamente sulla sicurezza del cliente. In un contesto del genere, l’errore non è mai marginale.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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