Ci sono luoghi in cui la geografia si fa poesia e il tempo, semplicemente, decide di rallentare. Bastano poco più di sessanta minuti lasciandosi alle spalle la frenesia di Milano per intercettare quel lembo di terra dove la Pianura Padana sfuma dolcemente verso l’Appennino. È l'Oltrepò Pavese, un territorio di confine e di scambi culturali ed enogastronomici in cui si stringono la mano quattro regioni: Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria. Ed è proprio qui, arroccato tra colline pettinate da vigneti geometrici, che sorge Golferenzo (Pv).
Il paesaggio che detta il ritmo delle giornate: la natura e l'orizzonte che circondano il Borgo di Golferenzo
Un borgo di pietra che conta poco più di cento anime, inserito nel circuito de I Borghi più Belli d’Italia. Due giorni e una notte tra queste vie sono sufficienti per comprendere che non si tratta di una semplice fuga fuori porta, ma di un piccolo viaggio di riconnessione.
L'idea: una trama di famiglia e di pietra
Il cuore di questa rinascita ha un nome e un cognome: Luigi Brega. Il progetto del Borgo dei Gatti, avviato nel 2019, nasce dal desiderio del suo fondatore di ridare vita e respiro ai luoghi della sua infanzia, a quelle vie dove è nato e cresciuto. Da luglio 2023, questa visione è diventata il primo albergo diffuso certificato della Regione Lombardia. Il nome è un omaggio alla storica colonia felina che da sempre abita il centro storico. Passeggiando lungo via Garibaldi, ribattezzata affettuosamente la "via dei gat" (Via dei gatti, ndr), non è raro incrociare gli sguardi fieri dei veri padroni di casa che si muovono liberi tra muretti e stradine, un’atmosfera sospesa nel tempo che si respira in tutto il borgo.
Uno scorcio delle vie in pietra di Golferenzo, dove l'insegna de "I Giardini Segreti" invita a scoprire gli angoli più intimi e nascosti del relais
La Colonia Felina e Villa Laura
C'è una favola romantica che si respira camminando tra i muri di pietra di Golferenzo, ed è quella che ha dato il nome stesso al relais. Tutto nasce dalla signora Laura, storica e indimenticata custode del borgo che per anni ha accudito con amore una colonia di piccoli felini, lasciando un'impronta indelebile nell'anima di questo luogo. Oggi, quella stessa magia rivive in Villa Laura, una delle dimore storiche più esclusive del relais.
Uno degli abitanti a quattro zampe di Golferenzo: custodi silenziosi dei vicoli in pietra che hanno ispirato il nome del Borgo dei Gatti
Questa magnifica casa in sasso combina il calore dei dettagli d'epoca a un comfort contemporaneo, regalando agli ospiti un romantico giardino privato e una vista sui vigneti dell'Oltrepò. Un rifugio intimo dove il tempo rallenta davvero e dove, passeggiando con il giusto rispetto, è ancora facilissimo incontrare i sornioni abitanti a quattro zampe del paese, coccolati da tutta la comunità e diventati il vero e proprio simbolo di Golferenzo.
Ospitalità diffusa: le Ca’ e le Ville
L'albergo diffuso si sviluppa recuperando le antiche dimore contadine in pietra, legno e ferro battuto, preservando l'estetica rurale ma elevandola a un comfort discreto e materico. Ogni casa ha una storia: c'è Ca’ di Pusten (la casa del postino), testimone della storia d’amore dei nonni di Luigi, Giuseppe e Laura; ci sono le tre dimore (Ca’ dal Pum Rus, Ca’ dal Muscatè e Ca’ dl'Ermina) che condividono una piccola aia privata in cui perdersi tra le pagine di un libro; e infine le grandi ville panoramiche, come Villa Zenzero, con una vista a 180 gradi che nei giorni più limpidi arriva fino alle Alpi.
La zona giorno di Cà dell'Erminia: un equilibrio tra il fascino rustico delle travi a vista secolari, le cementine esagonali e un arredo che profuma di casa
La camera da letto matrimoniale sul soppalco: un rifugio accogliente sotto il soffitto in legno, dominato dalla imponente parete in pietra originale del borgo
Cura del dettaglio anche nella sala da bagno, dove la matericità della pietra a vista dialoga con elementi di recupero e specchiere d'epoca
Il giardino privato di Cà dell'Erminia: un'oasi verde custodita da un romantico gazebo fiorito, pensata per godersi la colazione o un calice di vino in privacy
A completare questa dimensione di benessere olistico ci pensa la Spa Adàsi. Adàsi, in dialetto oltrepadano, significa proprio "adagio", "vai piano". Guidata dalla specialista Alessandra Covi, la Spa offre un percorso interno ed esterno che si integra con i dislivelli naturali della colina, tra saune soft (quella interna a 60° e quella esterna a 90°), docce emozionali e una vasca di reazione ricavata da una vecchia botte di vino dismessa. Anche in questo caso l’esperienza è inclusiva: la Spa è infatti aperta agli ospiti esterni, mentre per chi soggiorna nelle dimore del borgo è incluso un ingresso giornaliero di 90 minuti per ogni notte di soggiorno (sono invece esclusi i trattamenti e i massaggi, prenotabili a parte).
Il cuore della Spa Adàsi: arredi in legno antico, design contemporaneo e percorsi benessere pensati per andare "adagio"
La stanza del silenzio e della meditazione: comode chaise longue e ampie vetrate panoramiche che incorniciano il profilo dell'Oltrepò Pavese
La cabina massaggi e trattamenti: un tempio dove abbandonarsi alle cure della spa manager Alessandra Covi e ai suoi rituali olistici
Il percorso outdoor della Spa Adàsi: un'oasi rigenerante nel verde della collina, dove la natura abbraccia i momenti di relax all'aria aperta
L'infinity pool del relais: uno specchio d'acqua a sfioro sospeso sul ricamo dei vigneti, meta d'elezione per i caldi pomeriggi estivi
Ma l'oasi di relax non finisce qui: incastonata nel verde e affacciata direttamente sulla dolcezza dei vigneti dell'Oltrepò, si trova la meravigliosa infinity pool del relais. Una piscina a sfioro panoramica dove gli ospiti possono immergersi e lasciare che lo sguardo si perda all'orizzonte, vivendo un momento di totale e poetica disconnessione.
La dispensa dell'Oltrepò: cosa si mangia e si beve nel Borgo
Il Borgo dei Gatti non è solo un luogo in cui dormire, ma anche un ecosistema che dialoga costantemente con i sapori, i profumi e l'artigianato dell'Oltrepò Pavese. La proposta enogastronomica è un manifesto della vita lenta e si divide in tre anime diverse, ma complementari:
La Bütega: il tempio del chilometro zero
Non si può immaginare la rinascita di un borgo senza una bottega, e quella di Golferenzo - rimasta inutilizzata per oltre 40 anni - è tornata a essere il cuore pulsante del paese. Aperta dal mattino presto fino all'imbrunire, è il posto ideale per fare la spesa o sedersi ad assaggiare le eccellenze locali. È anche il bar del paese, la domenica o nei giorni di festa diventa punto di ritrovo, oltre che per gli ospiti, per i cittadini del borgo.
Chiara Schiaratura
L'atmosfera calda e accogliente de La Bütega: mattoni a vista, legno antico e una vetrina di eccellenze gastronomiche locali
Al bancone o tra gli scaffali trovi la vera carta d’identità gastronomica di queste terre: il Salame di Varzi e i prosciutti dei Capitelli, i formaggi di capra a latte crudo de Il Boscasso e le selezioni de La Casera, i piatti caldi della tradizione casalinga, semplici e iconici: la parmigiana di melanzane, il vitello tonnato, le polpette fatte in casa e le lasagne. Le primizie e i sughi degli Orti Sociali di Voghera, accompagnati dal pane e dalle focacce sfornati ogni giorno con lievito madre e farine macinate a pietra.
L’Olmo e La Corte: la grande firma culinaria
Un relais di questo livello non potrebbe dirsi completo senza una proposta gastronomica all’altezza, capace di dialogare costantemente con il territorio e con le aspettative di un ospite esigente. Il buongiorno qui ha il sapore di un rito intimo e bucolico: la colazione viene portata direttamente dllo staff alle dimore all'interno di un cestino da pic-nic. Un risveglio lento scandito da crostate artigianali, uova fresche, torte fatte in casa, spremute e pane fragrante, pensato per far iniziare la giornata immersi nella quiete totale della natura.
Il buongiorno al Relais: una colazione intima e lenta servita nei giardini delle ville, tra tavolini in ferro battuto, crostate artigianali e il silenzio della natura
All'interno della struttura convivono poi due anime distinte ma complementari, pensate per accompagnare ogni momento della giornata e soddisfare ogni inclinazione del palato. Da un lato c'è La Corte, il presidio fine dining sotto la direzione dell'executive chef Fabrizio Ferrari (pavese, già Stella Michelin al Roof Garden di Bergamo), dove la tecnica culinaria contemporanea serve a dare precisione ai sapori della memoria profonda senza mai coprirli. Un percorso dove la materia prima dell'Oltrepò viene reinterpretata con tecniche d'avanguardia ed elegante maestria, regalando agli ospiti un'esperienza culinaria di livello e profonda.
L'atmosfera sospesa e luminosa della sala de La Corte: ideale per farsi guidare nei percorsi di gusto del relais, circondati dal verde rigoglioso delle colline
Dall'altro lato, a fare da contraltare a questa cucina da meditazione, troviamo L'Olmo, un porto sicuro con forno a legna dove gustare una cucina genuina e pizze soffici e croccanti curate dallo chef torinese Ivan Milani, che esalta i prodotti di questa terra di confine in cui si incrociano quattro regioni. Qui la tradizione si fa identità e calore: i sapori autentici della cucina locale, i tagli di carne selezionati e le proposte che escono dal forno profumate di brace celebrano la convivialità più autentica.
Chiara Schiaratura
Il dehors de L'Olmo: affacciato sulla bellezza dell'Oltrepò, la cucina genuina e i profumi del forno a legna incontrano una vista da cartolina
L'Olmo inoltre è ideale anche per pranzi di lavoro informali ma curati, confermandosi, al pari de La Corte, uno spazio aperto e accogliente non solo per chi soggiorna nel relais, ma anche per gli ospiti esterni. Due anime culinarie differenti che, pur muovendosi su binari diversi, condividono la stessa identica colonna vertebrale: una carta dei vini sartoriale che attinge a piene mani dalle eccellenze locali e dalle produzioni di casa.
Ioris Premoli
Una sinergia potente nata per unire linee, brigate e filiera: gli chef Fabrizio Ferrari e Ivan Milani, le due anime e menti creative dietro la proposta culinaria del Borgo dei Gatti
Una sinergia, quella tra Ferrari e Milani, potente, nata per coordinare linee, brigate e filiera, portando al Borgo dei Gatti e a Golferenzo standard qualitativi elevati, con l'obiettivo di dare una proposta enogastronomica dello stesso livello dell'ospitalità
I vini del fondatore: Le Vigne dell'Angelo
Non c'è Oltrepò senza vino, e qui la storia si fa incredibilmente affascinante. I calici che si sorseggiano al tramonto nei giardini del relais arrivano direttamente da Le Vigne dell’Angelo, la cantina di famiglia di Luigi Brega. Dopo anni passati lontano a fare altro, Luigi è tornato alla terra per raccogliere l'eredità del padre viticoltore, producendo dal 2020 una linea di vini da uve coltivate proprio nei comuni limitrofi (Santa Maria della Versa, Montecalvo Versiggia e Golferenzo). Accanto a referenze che omaggiano la tradizione - come il Wulfario (Bonarda frizzante) o il Brenano (Riesling Renano Doc fermo) - e alla deliziosa chicca del bianco frizzante "I Gatti di Laura" (un Pinot Nero vinificato in bianco), la cantina schiera le sue vere e proprie punte di diamante, espressione pura della vocazione del territorio.
La linea completa dei vini de Le Vigne dell’Angelo: dalle bollicine ai bianchi fermi, fino ai rossi della tradizione oltrepadana, un racconto firmato da Luigi Brega
Parliamo dello spumante Mun Caru (il Metodo Classico dosaggio zero da uve Pinot Nero, orgoglio e bandiera dell'Oltrepò) e del Marcel (soprannome dato al nonno di Luigi Brega) Pinot Nero rosso, un vino fermo, elegante, complesso e profondo. Ma la chicca inaspettata della cantina è "I Gatti di Laura", un Pinot Nero Doc vinificato in bianco frizzante: un omaggio sincero alla madre adorata (innamorata dei felini) e alla colonia di gatti che dà il nome all'intero progetto. A completare ed equilibrare la proposta della linea ci pensano poi il Bargnif, un moscato dolce e aromatico perfetto per i dessert, lo Chardonnay con la sua tipica freschezza, e il Puson, l'intrigante versione spumante rosato da uve Pinot Nero.
Uno sguardo al futuro: le novità in arrivo per il 2027
Se l’oggi è già rigenerante, il domani del Borgo dei Gatti promette di ridefinire ulteriormente i canoni dell’accoglienza d'eccellenza in Lombardia. La filosofia della rinascita e della cura del dettaglio non si ferma, ed è già possibile anticipare le grandi novità che vedranno la luce nel 2027. Il relais si prepara infatti a un importante ampliamento dei suoi spazi e dei suoi servizi. Da un lato, il comfort bucolico e discreto delle dimore raddoppierà il suo fascino grazie alla preparazione di 6 nuove suite esclusive, che andranno ad arricchire il ventaglio di scorci storici e privacy del borgo. Dall'altro, l'esperienza rigenerante legata al concetto di slow living farà un salto quantico con un profondo ampliamento della Spa Adàsi. Un vero e proprio work in progress che promette di espandere l'offerta di benessere tra i filari dell'Oltrepò Pavese. Segno che qui, a Golferenzo, rallentare non significa fermarsi, ma continuare a coltivare la bellezza con la pazienza che solo la terra sa insegnare.
Mura storiche, alberi secolari e un cielo di lucine che si accende al tramonto per accogliere gli ospiti in un'atmosfera da favola
Passeggiando nel silenzio di Golferenzo: le sfumature calde della pietra antica testimoniano il recupero conservativo che ha ridato vita a questo gioiello dell'Oltrepò
Prospettive senza tempo: tra facciate storiche e vicoli lastricati, lo sguardo si perde verso l'alto, catturando la silhouette del campanile che domina il borgo
Il cuore di Golferenzo: la facciata affrescata della chiesa parrocchiale affiancata dalle splendide dimore in sasso di Golferenzo
Il nuovo manifesto del lusso lento
Il Relais Borgo di Golferenzo si fa così manifesto di un nuovo concetto di turismo: quello del lusso lento e consapevole. In un mondo che corre a velocità raddoppiata, il vero privilegio non risiede più nell'ostentazione, ma nel lusso del tempo ritrovato, del silenzio, della bellezza incontaminata e dei ritmi umani. È la riscoperta di una dimensione di benessere profondo, dove staccare la spina non significa semplicemente isolarsi, ma riconnettersi con i sensi, con il paesaggio e con la cultura enogastronomica. Posizionato in una posizione strategica e facilmente raggiungibile, il relais è ideale per un weekend di fuga dalla frenesia cittadina. Che sia per rigenerarsi tra i vigneti dell'Oltrepò, per farsi coccolare da una cena d'autore o per perdersi tra le pietre storiche del borgo sorseggiando un calice di Pinot Nero, questo angolo di paradiso offre il perfetto rifugio per l'anima. Un luogo del cuore dove il fine settimana si trasforma in un viaggio di pura rigenerazione, lasciando addosso il desiderio di tornare ancora, e ancora.
Via G. Garibaldi 9 27047 Golferenzo (Pv)