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Cresce l'abuso di alcol in Italia
Otto milioni a rischio

Cresce l'abuso di alcol in Italia Otto milioni a rischio
Cresce l'abuso di alcol in Italia Otto milioni a rischio
Primo Piano del 06 aprile 2011 | 10:03

Secondo l'Istat sono sempre più i ragazzi che praticano il “binge drinking”, ossia sei o più bicchieri in un'unica occasione, mentre a consumare alcol è circa il 16,1% della popolazione di 11 anni e più. Giovanissimi a rischio, due-tre milioni con problemi al fegato. Rischio anche tra gli anziani

Negli ultimi dieci anni tra i giovani sono aumentati i consumatori occasionali, quelli che bevono fuori pasto e consumano altri alcolici, oltre a vino e birra, mentre si sono ridotti i consumatori giornalieri. Nel complesso i comportamenti a rischio nel consumo di alcol (consumo giornaliero non moderato), binge drinking (sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione) e consumo di alcol da parte dei ragazzi di 11-15 anni riguardano 8 milioni e 624 mila persone, il 16,1% della popolazione di 11 anni e più.



è quanto rileva l'Istat nel rapporto 'L'uso e l'abuso di alcol in Italia”. Nel 2010 la quota di popolazione di 11 anni e più che ha consumato almeno una bevanda alcolica durante l'anno è pari al 65,7%, in diminuzione rispetto al 2009 (68,5%); il 26,3% della popolazione (14 milioni 126 mila persone) beve alcolici quotidianamente, mentre il 38,4% ha consumato alcol almeno una volta fuori dai pasti. Beve vino il 53,3% delle persone di 11 anni e più, birra il 45,9% e aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori il 39,9%. Beve vino tutti i giorni il 24,1% e birra il 4,3% della popolazione di riferimento.

La popolazione più a rischio di consumo non moderato è quella anziana: si tratta di 2 milioni e 915 mila persone di 65 anni e più (il 43,5% dei maschi e il 10,6% delle femmine), «i quali consumano alcol quotidianamente eccedendo le raccomandazioni, spesso mantenendo comportamenti acquisiti nel corso della vita, non consapevoli - rileva l'Istat - degli aumentati rischi per la salute dovuti all'avanzare dell'età». La popolazione più a rischio di 'binge drinking” è quella giovanile (18-24 anni): si tratta di 698 mila persone, il 16,6% dei giovani, con un rapporto tra maschi e femmine pari a tre. Questo comportamento spesso si verifica durante momenti di socializzazione.

«Il 13,6% dei ragazzi di 11-15 anni (392 mila) consuma alcol, comportamento già a rischio in sé, ma ancora più grave perché pone le basi per possibili consumi non moderati nel corso della vita. Tra i giovani di 18-24 anni che frequentano assiduamente le discoteche - prosegue l'Istat - i comportamenti di consumo di alcol a rischio sono più diffusi (33,9%) rispetto ai coetanei che non vanno in discoteca (7,2%)».

La quota di persone di 14 anni e più che bevono alcolici, stabile intorno al 70% negli ultimi 10 anni, nel 2010 è scesa al 67,6%, soprattutto per il calo dei consumatori occasionali (dal 42,5% del 2009 al 40,5% del 2010). Prosegue, inoltre, il cambiamento di lungo periodo del modello di consumo tradizionale, basato sulla consuetudine di bere giornalmente vino durante i pasti. Quote crescenti di popolazione, infatti, bevono alcolici al di fuori dai pasti e aumenta il consumo non quotidiano. Il cambiamento è ancora più evidente tra le donne: infatti, tra il 2000 e il 2010 il numero di donne che consuma bevande alcoliche fuori dai pasti registra un incremento del 25,1% (contro il 15% dei maschi), mentre decresce del 17,4% (contro il -11,8% dei maschi) quello di consumatrici giornaliere.Il cambiamento di abitudini riguarda non soltanto la frequenza e le circostanze di consumo, ma anche il tipo di bevande consumate. Diminuisce chi consuma solo vino e birra e aumenta chi consuma anche altri alcolici, come aperitivi, amari e superalcolici. I cambiamenti nel tipo di bevanda assunta riguardano i giovani fino a 24 anni e, in misura minore, gli adulti di 25-44 anni.

Non solo cresce tra i giovani il consumo di alcolici fuori pasto, ma, dal 2003, la quota di coloro che sono coinvolti nel binge drinking (il consumo di sei o più bicchieri di bevande alcoliche in un'unica occasione) è ormai un dato stabile. «Particolarmente a rischio - prosegue l'Istat - sono i minorenni, in quanto la capacità di metabolizzare adeguatamente l'alcol dipende anche dallo sviluppo fisico complessivo».

Anche se i cambiamenti in atto nelle modalità di consumo dei giovani sono più evidenti tra i 18-24 anni, non va sottovalutata la forte crescita del consumo di alcol fuori pasto tra gli adolescenti: se nel 2000 consumava alcolici fuori pasto il 14,5% dei 14-17enni, nel 2010 la quota si attesta al 16,9%. Il consumo di alcol fuori pasto cresce maggiormente per le ragazze (dal 12,2% al 14,6%), ma rimane più diffuso tra i maschi, per i quali passa dal 16,8% al 19,1%.

A livello territoriale, il consumo di alcol è più diffuso nel Centro-nord, soprattutto nel Nord-est, in particolare tra i maschi. In modo analogo si distribuiscono i consumatori giornalieri, con una quota nel Nord-est del 28,6%. Considerando l'ampiezza demografica dei comuni, sia la quote di consumatori nell'anno, sia quella dei consumatori giornalieri sono più alte nei piccoli comuni fino a 2 mila abitanti. Tra le persone di 25 anni e oltre, la quota di consumatori nell'anno di bevande alcoliche aumenta al crescere del titolo di studio. Ciò avviene soprattutto per le donne: se tra quelle con al massimo la licenza elementare il 45% consuma alcol, per le laureate la quota raggiunge il 68,9%. Le differenze di genere, pur permanendo, diminuiscono all'aumentare del titolo di studio.


Fonte: Adnkronos


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