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Lavoro, nel 2023 oltre 5,5 milioni di assunzioni. Traino da ristoranti e hotel

Nel 2023 sono oltre 5,5 milioni le assunzioni programmate delle imprese (+6,4% sul 2022). L’andamento positivo deriva in particolare dalla filiera del turismo, che supera il milione e 100mila assunzioni previste

 
25 novembre 2023 | 16:54

Lavoro, nel 2023 oltre 5,5 milioni di assunzioni. Traino da ristoranti e hotel

Nel 2023 sono oltre 5,5 milioni le assunzioni programmate delle imprese (+6,4% sul 2022). L’andamento positivo deriva in particolare dalla filiera del turismo, che supera il milione e 100mila assunzioni previste

25 novembre 2023 | 16:54
 

Numeri positivi dal mondo del lavoro con oltre 5,5 milioni di assunzioni programmate dalle imprese nel 2023 con contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per la durata superiore a 30 giorni; 330mila in più rispetto al 2022 (+6,4%) e quasi 894mila in più rispetto al 2019 (+19,4%). A dirlo il Bollettino annuale 2023 del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, e diffuso in occasione delle iniziative promosse nell’ambito della 32ª edizione di Job&Orienta, il salone dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro che si tiene a Verona. L’andamento positivo dell’occupazione nel settore privato quest’anno, nonostante condizioni economiche meno favorevoli nel secondo semestre, si deve in particolare all’effetto trainante della filiera del turismo, che supera il milione e 100mila assunzioni previste (+160mila rispetto al 2022 e +291mila sul 2019). Segue il commercio a quasi 749mila contratti (rispettivamente, +77mila e +59mila), delle costruzioni (+40mila e +177mila, per complessive 549mila assunzioni) e delle industrie manifatturiere (con 957mila entrate, +22mila sul 2022 e +103mila sul 2019). Il mismatch continua ad aumentare per tutti i profili ricercati, collocandosi al 45,1% delle assunzioni, in crescita di 4,6 punti percentuali sul 2022 e di 18,7 punti percentuali sul 2019. In particolare, raggiunge il 60,3% la quota di criticità per gli operai specializzati.

Lavoro, nel 2023 oltre 5,5 milioni di assunzioni. Traino da ristoranti e hotel

L’andamento positivo dell’occupazione nel settore privato si deve all’effetto trainante della filiera del turismo

Lavoro, le caratteristiche dei professionisti richiesti

Per più di 8 assunzioni su 10 i candidati dovranno possedere almeno un titolo di studio secondario: oltre 800mila i contratti per profili con una formazione terziaria (laurea o ITS Academy) e più di 3,5 milioni le posizioni offerte per professioni con un titolo tecnico-professionale e di istruzione e formazione professionale. Difficili da reperire il 65,5% dei diplomati ITS Academy, il 49% laureati e il 46,9% dei qualificati/diplomati professionali.

«Sono diversi i fattori che stanno determinando l’alto tasso di mismatch registrato anche quest’anno - sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete - Di sicuro una leva sulla quale agire subito è l’orientamento dei giovani. Ci sono percorsi formativi, come gli Its Academy, che assicurano tassi di occupazione altissimi. Sono scelte ponderate, che assicurano grandi opportunità».

Nel turismo le professioni più ricercate

Nel 2023 le figure dirigenziali, ad elevata specializzazione e tecniche superano complessivamente di poco 1 milione di assunzioni programmate, oltre un quinto delle quali si concentra nei tecnici della vendita e della distribuzione (oltre 100mila entrate), nelle professioni sanitarie e riabilitative (66mila) e nei contabili (altri 55mila). Le professioni impiegatizie e quelle qualificate nel commercio e nei servizi rappresentano il gruppo più numeroso, con più di 2 milioni di entrate previste. A guidare le richieste delle imprese sono i profili legati alla filiera del turismo e del commercio (camerieri, commessi con oltre 400mila assunzioni entrambi, e cuochi, ulteriori 237mila entrate).

Il macro-gruppo degli operai specializzati e conduttori di impianti presenta una domanda di quasi 1,5 milioni di unità; in testa nelle richieste i conduttori di mezzi pesanti (241mila assunzioni), seguiti dai muratori e dagli elettricisti nelle costruzioni civili (rispettivamente, 206mila e 97mila entrate programmate). Infine, tra le professioni non qualificate (in tutto 894mila richieste) gli addetti ai servizi di pulizia uffici/esercizi commerciali e gli addetti all'imballaggio e al magazzino coprono circa i due terzi del totale delle entrate del gruppo.

Lavoro, nel 2023 oltre 5,5 milioni di assunzioni. Traino da ristoranti e hotel

I camerieri tra le figure più ricercate

Come la situazione demografica incide sul mondo del lavoro

Nel 2023 a fronte delle buone performance nella domanda di lavoro delle imprese, gli effetti delle dinamiche demografiche e del ricambio generazionale del personale, il disallineamento quantitativo e qualitativo tra le competenze formate nel sistema educativo e la reale domanda del sistema economico, le problematiche collegate alla mancata crescita della produttività e dei salari, il continuo adattamento gestionale volto a trattenere le competenze più strategiche per la competitività aziendale sono tra i fattori che hanno contribuito a far salire a poco meno di 2,5 milioni di unità le figure professionali che le imprese hanno fatto fatica a reperire. Il livello raggiunto supera di 386mila unità quello dello scorso anno ed è più del doppio rispetto al valore del 2019.
Le imprese segnalano la mancanza di candidati per quasi 1,6 milioni delle ricerche più critiche, mentre una preparazione non adeguata è la causa di 685mila posizioni che le aziende non riescono a coprire nel momento in cui si presenta l’esigenza. Il macro-gruppo degli operai specializzati detiene il primato in termini di impatto della difficoltà di reperimento sulle ricerche delle imprese: ben il 60,3% dei quasi 836mila profili sono problematici da trovare.

Ma scendendo più nel dettaglio delle figure più difficili da reperire, emergono figure altamente specializzate e tecniche con quote particolarmente elevate, come gli ingegneri dell’informazione (con una quota dell’80,7% di criticità su poco meno di 5mila entrate programmate), le professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche (all’80,3% su 42mila ricerche delle imprese) e i tecnici delle costruzioni civili (con il 79,3% di difficoltà rispetto alle oltre 8mila assunzioni).

Mondo lavoro, i titoli di studio e le competenze

Nel 2023 il possesso di un livello di istruzione terziaria (laurea o diploma ITS Academy) è richiesto al 15% dei candidati all’assunzione, un diploma di istruzione secondaria II grado è il livello di istruzione preferito per due terzi delle entrate mentre soltanto per il 18% dei contratti le imprese ritengono sufficiente la sola scuola dell'obbligo.
Tra le lauree più richieste quelle a indirizzo economico (quasi 223mila assunzioni programmate), seguite a distanza da quelle a indirizzo insegnamento e formazione (117mila) e da quelle a indirizzo sanitario e paramedico (62mila). Tra i diplomi di scuola secondaria di II grado, le imprese richiedono soprattutto l'indirizzo amministrativo (481mila entrate previste) e quello turistico-alberghiero (279mila); tra le qualifiche/diplomi professionali prevalgono nelle ricerche delle imprese gli indirizzi collegati alla ristorazione (448mila), alla meccanica (269mila) e alla logistica (228mila).

Per quanto riguarda i problemi di reperimento, i più rilevanti riguardano i diplomati dei percorsi ITS Academy, con una quota pari al 65,5% dei profili ricercati. La percentuale raggiunge però il 74,3% nel caso dei tecnici specializzati nei percorsi afferenti all'area della meccanica e il 68,8% in quelli dell'area ICT, che sono i due indirizzi ITS maggiormente richiesti. Il mismatch messo in luce dalle imprese è particolarmente elevato anche per i laureati nell’indirizzo sanitario e paramedico (pari al 67,5% delle entrate programmate) e per i qualificati professionali in indirizzo meccanico (57,9%).

Oltre al titolo di studio, le imprese valutano anche le competenze possedute dai candidati all’assunzione: le competenze digitali sono ritenute importanti soprattutto per i candidati con un'istruzione terziaria (al 69,2%), ma si sale al 77,2% nel caso delle lauree a indirizzo economico e al 92,6% nel caso dell’indirizzo ICT degli ITS Academy. A tale indirizzo è associata anche l'importanza più elevata per le competenze relative alle “tecnologie 4.0 e alle applicazioni dell’intelligenza artificiale” (64,7%) e all'utilizzo di metodi matematici e informatici (70,8%).

Nel turismo richieste competenze green

La richiesta di competenze green è diffusa in modo omogeneo tra i diversi livelli formativi (intorno al 43% delle assunzioni), ma si supera il 50% nel caso del diploma turistico-alberghiero.

Tra le competenze trasversali, quelle più diffusamente richieste sono la flessibilità e la capacità di lavorare in gruppo, anche in questo caso con indicazioni di importanza elevata più frequenti per i titoli di studio terziari rispetto a quelli di livello secondario.

I giovani e il mondo del lavoro

Sono destinati ai giovani fino a 29 anni oltre 1,6 milioni di contratti che le imprese hanno previsto di attivare nel 2023, il 30% delle entrate totali. I settori maggiormente orientati verso i più giovani sono il commercio al dettaglio, con il 45% delle entrate rivolte alla componente giovanile, corrispondenti a circa 218mila entrate, e i servizi informatici e delle telecomunicazioni con il 43%, pari a 61mila assunzioni di under 30, ma in termini assoluti sono i servizi turistici a cercare soprattutto personale più giovane, con 425mila assunzioni programmate (il 37% del totale).

La difficoltà di reperimento nel caso delle ricerche di giovani riguarda il 45,4% delle entrate programmate. Tra le figure under 30 che le imprese fanno più fatica a trovare emergono gli idraulici (77,2% la quota di difficile reperimento), i farmacisti (75%), gli elettricisti nelle costruzioni civili (71,8%) e i tecnici programmatori (71,4%).

Lavoro, nel 2023 oltre 5,5 milioni di assunzioni. Traino da ristoranti e hotel

Nel 2023 sono oltre 5,5 milioni le assunzioni programmate delle imprese

Mondo del lavoro e contratti: la situazione nel 2023

Nel 2023 i contratti programmati dalle imprese a tempo indeterminato sono tornati a superare 1 milione di unità – non accadeva dal 2019 – crescendo su base annua dell’11,5% (+5,1 p.p. rispetto alla media). I contratti a tempo determinato e stagionali hanno raggiunto quasi quota 3 milioni, con un incremento del 9,7% (+3,4 p.p. rispetto alla media). In aumento anche l’apprendistato (+9,2%), che oltrepassa i 300mila contratti programmati e gli altri contratti alle dipendenze (+14,5% per 193mila ingressi). Arretra invece la domanda di personale in somministrazione (-5,7% con 528 mila assunzioni programmate) e di contratti di collaborazione occasionale e a partita IVA (-17,8%, per 299 mila entrate totali).

Mondo del lavoro, la situazione territoriale in Italia

Il flusso delle entrate programmate supera 1,6 milioni di unità nelle regioni del Nord Ovest, seguono le regioni del Sud e Isole con poco meno di 1,5 milioni di assunzioni e quelle del Nord Est, 1,3 milioni. Per tutte queste macro-ripartizioni l’aumento dei contratti proposti è intorno al +5%. Solo le regioni del Centro mostrano una tendenza superiore alla crescita media (+11,0%), superando 1,1 milioni di assunzioni, grazie soprattutto all’apporto del turismo. Le difficoltà di reperimento più significative si registrano nell'area del Nord Est (50,4%). Prossime al valore medio le criticità che emergono nel Nord Ovest (al 45,9%), mentre i dati sono più contenuti per il Centro (43,2%) e per il Sud e Isole (40,9%). Tutte le aree condividono comunque difficoltà di reperimento in aumento rispetto al 2022.

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