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Bari, bufera sulla tassa di soggiorno: «Non siamo polli da spennare»

L'associazione BariEcoCity si oppone alla bozza del regolamento che prevede una tariffa variabile a seconda delle stelle dell'hotel e l'obbligo anche per le case vacanze che pubblicizzano l'offerta sulle piattaforme online

 
03 marzo 2023 | 11:51

Bari, bufera sulla tassa di soggiorno: «Non siamo polli da spennare»

L'associazione BariEcoCity si oppone alla bozza del regolamento che prevede una tariffa variabile a seconda delle stelle dell'hotel e l'obbligo anche per le case vacanze che pubblicizzano l'offerta sulle piattaforme online

03 marzo 2023 | 11:51
 

La tassa di soggiorno si paga ormai in quasi tutti i comuni pugliesi, ma BariEcoCity non ci sta e lancia una campagna contro, con manifesti affissi nella città e post social. La bozza del regolamento che l'assessorato al Turismo del Comune di Bari - guidato dal sindaco Antonio Decaro - prevedrebbe il pagamento da 1,50 euro per gli hotel due stelle ai 4 euro per i cinque stelle, e l'obbligo di pagare l'imposta anche per le case vacanze che pubblicizzano la loro offerta sulle principali piattaforme. Ma la proposta non è stata con favore da esponenti politici, operatori del settore e associazioni di categoria, che hanno alzato dure critiche all’iniziativa e in città sono arrivati i cartelloni pubblicitari contro la misura annunciata dal Comune, che dovrebbe essere introdotta a breve con la primavera. «Baresi e turisti non sono polli da spennare. Tasse e imposta di soggiorno impoveriscono cittadini e imprese si legge sui manifesti dell’associazione BariEcoCity, corredati dall’immagine di una gallina spennacchiata.

I cartelloni di BariEcoCity contro la tassa di soggiorno affissi in città

Le ragioni raccolte in un decalogo

Secondo gli esponenti di BariEcoCity, questa misura introdurrebbe «nuovi aggravi e adempimenti burocratici per le imprese del turismo, anche le più piccole», oltre ad aumentare «la concorrenza sleale tra strutture ricettive e favorire le abusive». Inoltre, accusano, la tassa di soggiorno «colpisce italiani e stranieri (anche se soggiornano per motivi non turistici)», «è l’ennesimo balzello medievale sul turista viaggiatore» e «sottrae circa 2,5 milioni annui all’economia cittadina in favore delle casse comunali»: motivazioni raccolte in decalogo pubblicato online su Facebook.

Le ragioni "contro" raccolte in un decalogo

Per gli attivisti dell’associazione la tassa disincentiverebbe il turismo, aggiungendosi ad altre misure come l’addizionale comunale sui biglietti aerei; inoltre eliminerebbe «un piccolo vantaggio competitivo e comunicativo per Bari, che sino ad oggi non la applicava», è stata «introdotta scorrettamente ad appena un anno dalla scadenza del mandato dell’amministrazione» e «non è vincolata a specifici investimenti infrastrutturali o nuovi servizi per il turismo». Non comporterebbe, infine, una riduzione del carico fiscale per i baresi.

La campagna anche sui social di BariEcoCity

Sulla vicenda è intervenuta anche Federalberghi che si sarebbe dichiarata ugualmente contraria alla misura: una «imposta iniqua, odiosa e poco opportuna», in grado di penalizzare le strutture in regola.

 

Nemmeno il fatto che ormai la tassa di soggiorno è applicata in numerose località ormai riesce a placare la rabbia di BariEcoCity che, attraverso il presidente Giuseppe Carrieri commenta: «Riguardo la litania del “così fan tutti” è chiaramente falsa, giacché su 8mila comuni italiani solo mille hanno introdotto la tassa di soggiorno. Per questo abbiamo deciso di mobilitarci con tutta una serie di iniziative urbane per contrastare l’ennesimo inasprimento fiscale dell’amministrazione Decaro, a cominciare dalla campagna affissioni attualmente in corso in città. Meno tasse e più servizi per i turisti è la nostra prospettiva per favorire la crescita economica di Bari», ha concluso Carrieri.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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