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Ecco l'applicazione che “svela” i beni culturali non accessibili

È il risultato del progetto Vadus condotto da Enea e finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che sarà presentato il 9 e 10 maggio presso il Centro Ricerche Enea di Frascati al workshop Ricerca

 
08 maggio 2023 | 11:29

Ecco l'applicazione che “svela” i beni culturali non accessibili

È il risultato del progetto Vadus condotto da Enea e finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che sarà presentato il 9 e 10 maggio presso il Centro Ricerche Enea di Frascati al workshop Ricerca

08 maggio 2023 | 11:29
 

Una metodologia innovativa per la fruizione virtuale 3D di beni culturali non accessibili, in grado di rivelare anche aspetti non visibili a occhio nudo, basata sull’integrazione di tecnologie 5G, cloud, servizi satellitari, fotogrammetria e informazioni multimediali. È il risultato del progetto Vadus condotto da Enea, Università Sapienza di Roma, parchi Archeologico del Colosseo e di Ostia Antica, Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706, TIM, Next-Ingegneria dei Sistemi (coordinatore) e finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che sarà presentato il 9 e 10 maggio presso il Centro Ricerche Enea di Frascati al workshop Ricerca, sviluppo e applicazioni per i Beni Culturali. Dai risultati del progetto Vadus alle future collaborazioni. Nello specifico, nell’ambito del progetto, sono state realizzate le visite virtuali alla Casa di Diana a Ostia Antica, all’Aula Isiaca nel Parco del Colosseo e al forte ipogeo “Pastiss” nel Museo Pietro Micca di Torino.

Il progetto Vadus condotto da Enea

Durante l’evento che vedrà la partecipazione di esperti, ricercatori e rappresentanti di soprintendenze, istituzioni culturali, musei e Pmi, sarà possibile anche effettuare la visita virtuale alla Casa di Diana tramite l’app realizzata appositamente da Next-Ingegneria dei Sistemi e disponibile su tablet 5G. Enea, con il Laboratorio di Diagnostica e metrologia, ha arricchito la visita virtuale del forte Pastiss, non visitabile, con i risultati delle analisi sui quadri del Museo Pietro Micca, che hanno rivelato particolari invisibili a occhio nudo o scomparsi, come stemmi e firme. Per la Casa di Diana del Parco Archeologico di Ostia Antica, ugualmente chiusa al pubblico, è stata realizzata invece una visita virtuale dei vari ambienti in cui i livelli multimediali creati da Enea restituiscono informazioni sulle diverse fasi costruttive e di restauro dell’edificio. Per l’Aula Isiaca del Parco del Colosseo è stato anche possibile “ricollocare” virtualmente negli spazi originali una decorazione ad affresco conservata in altro luogo.

L'app per i beni culturali nascosti: un'esperienza immersiva ad alta definizione

«Vadus, che significa passaggio, permette un’esperienza completamente immersiva ad alta definizione, senza alcun vincolo spaziale e temporale nei percorsi di visita, declinata attraverso uno storytelling multilivello, con contenuti multimediali di natura archeologica, storica e scientifica, supportati da ricostruzioni o ricreazioni virtuali - sottolinea Valeria Spizzichino, ricercatrice Enea del Laboratorio di Diagnostica e metrologia. E in questo modo Vadus fungerà da abilitatore tecnologico ponendosi proprio come mezzo per superare ciò che non è raggiungibile in termini fisici e culturali, come le difficoltà legate all’accesso per ragioni ambientali, di preservazione del bene, a causa di barriere architettoniche o connesse alla comprensibilità del bene culturale».

Enea ha contribuito al progetto con i suoi prototipi innovativi che, utilizzando sorgenti laser monocromatiche, possono lavorare ad alcune decine di metri dall’opera: il radar Rgb-Itr (Red Green Blue Imaging Topological Radar), in grado di fornire per ciascun punto della superficie analizzata tre tipologie di informazione sul colore e due sulla distanza con risoluzione spaziale submillimetrica, ottenendo ricostruzioni 3D ad alta risoluzione, a colori e senza la necessità di supporto di immagini fotografiche; il sistema di Imaging Lif (Laser Induced Fluorescence) che consente, invece, di analizzare la composizione delle superfici, creando mappe di distribuzione dei materiali e, quindi, di proprietà non visibili a occhio nudo; Ir-Itr (Infra Red Imaging Topological Radar) che permette di recuperare particolari scomparsi per effetto del degrado o coperti da successivi strati pittorici.

L’evento di Frascati sarà anche l’occasione per i quattro Dipartimenti dell’Enea di presentare l’offerta per musei, imprese e pubbliche amministrazioni nel campo della diagnostica, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico e della promozione del territorio. Infatti, Enea possiede competenze tecnico-scientifiche nel campo della sicurezza, restauro, tutela, conservazione, monitoraggio e controllo - anche da remoto - di beni culturali, paesaggistici, archivistici e librari, oltre a infrastrutture come le tavole vibranti del Centro Ricerche Casaccia (Roma), in grado di simulare terremoti nei test delle tecnologie innovative per la protezione sismica. Inoltre, sviluppa strumenti tecnologici per conservare e proteggere opere d’arte, soluzioni avanzate per la riduzione della vulnerabilità del territorio e la protezione da eventi naturali, prototipi hi-tech, nano e biotecnologie, sensoristica avanzata, microrganismi e prodotti bio-based.

FONTE: Italpress

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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