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Vittoriale degli Italiani, record di presenze grazie alla Capitale della Cultura

«Sono state superate tutte le presenze del passato» ha detto il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri. «La Capitale della Cultura ha creato un indotto molto importante per turismo e ristorazione»

di Renato Andreolassi
 
12 gennaio 2024 | 12:16

Vittoriale degli Italiani, record di presenze grazie alla Capitale della Cultura

«Sono state superate tutte le presenze del passato» ha detto il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri. «La Capitale della Cultura ha creato un indotto molto importante per turismo e ristorazione»

di Renato Andreolassi
12 gennaio 2024 | 12:16
 

«Non v'è sosta, non v'è tregua, non v'è sonno» si potrebbe usare il "genius loci" di Gabriele d'Annunzio per rimarcare il valore e l'importanza del binomio cultura-turismo. Un'alleanza sempre più stretta e inscindibile. A confermarlo i dati di due avvenimenti che nel 2023 hanno catalizzato l'attenzione e l'interesse di migliaia di persone: Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura (poco meno di mezzo milione di presenze, +93% solo a Brescia), e l'attività del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, la casa-museo del Vate, fra le più gettonate al mondo. Nel 2023, i visitatori paganti sono stati 291.504, +8,9% sul 2022.

Vittoriale degli Italiani, record di presenze grazie alla Capitale della Cultura

I visitatori paganti al Vittoriale degli Italiani sono stati 291.504, +8,9% sul 2022

Capitale della Cultura, un indotto importante per turismo e ristorazione del lago di Garda

«Sono state superate tutte le presenze del passato» ha detto il presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, «portando sulle sponde del più grande lago italiano turisti italiani e, soprattutto, stranieri: americani, canadesi, inglesi, tedeschi e francesi. Tutto ciò ha creato un indotto molto, molto importante per gli operatori del comparto alberghiero e della ristorazione». Stesso discorso per le "città dai tesori nascosti" Bergamo e Brescia, le quali, grazie alla Capitale, hanno saputo far conoscere e valorizzare i loro "dimenticati" giacimenti culturali: «Togliendo la polvere a molti gioielli artistici» come ha fatto osservare Giovanni Grasso, giornalista, scrittore e responsabile dell'ufficio stampa del Quirinale. Certo, le ricadute si vedranno nei prossimi anni, augurandosi che le amministrazioni locali sappiano sfruttare tutte le opportunità offerte in modo positivo, come segno concreto di ripresa post-Covid.

Questo vale per la Leonessa, per la città orobica e per il Vittoriale: «La soddisfazione principale» ha ricordato infatti Giordano Bruno Guerri, «è che il lavoro e il successo di pubblico siano soprattutto la conseguenza - non la causa - di una mutata percezione di chi il Vittoriale l'ha voluto e creato. Il D'Annunzio modernizzatore e anticipatore, l'uomo capace di guardare nel passato per leggere il futuro.» Vale per Bergamo e Brescia, ma anche per Pesaro, dal 19 gennaio Capitale Italiana della Cultura 2024.

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