«Una stagione tra luci e ombre, con più luci nella parte iniziale e molte ombre in quella finale». Così Confagricoltura, che a Salò (Bs) ha fatto il punto sulla campagna olivicola 2025 sui laghi di Garda e Sebino, al via in questi giorni. Dalle prime analisi, la quantità sarà inferiore rispetto a quella dello scorso anno, con una forbice che varia tra il 40 e il 50% in meno, ma a compensare dovrebbero essere le rese, date in netta crescita e attestandosi sul 14-15% (lo scorso anno, invece, erano molto basse, attorno al 7/8, a fronte di una buona quantità di olive raccolte).

Garda e Sebino, meno olio ma più buono: rese al 15% dopo un anno difficile
Mosca olearia e grandinate: una stagione difficile sul Garda
La stagione olivicola sul Garda, in particolare, è stata complessa: da un lato per l’attacco della mosca, che ha colpito in generale tutto il Nord e Centro Italia, e dall’altro per il clima, che ha complicato la vita non poco a causa, una settimana fa, di una grandinata che ha compromesso gran parte degli oliveti tra Manerba, Moniga, Raffa di Puegnago e zone limitrofe.
«Purtroppo quest’anno chi non ha fatto i trattamenti - afferma Marco Penitenti, vicepresidente della sezione Olio di Confagricoltura Brescia e olivicoltore del Garda - raccoglierà poco. Chi invece è intervenuto porterà a casa un prodotto, giocando sull’anticipo della raccolta, di buona o ottima qualità. In termini quantitativi avremo meno prodotto del 2024, ma ci aspettiamo rese maggiori, finalmente nella norma del lago di Garda, che si assesta sul 14-15%, ovvero 5-6 punti in più dell’anno scorso. La botta negativa, purtroppo, l’abbiamo avuta a causa della grandinata di fine settembre, che in alcune località ha spazzato via il 70% delle olive».
Prime raccolte e prospettive tra Garda e Sebino
La stagione sul Garda si era avviata molto bene e così è stato fino a metà luglio, quando è arrivato il primo attacco della mosca; si è quindi entrati in una fase di protezione dal parassita, con le aziende agricole che hanno faticato a tenere sotto controllo il fenomeno. Le prime realtà a raccogliere sono partite con la spremitura da effettuare entro le sei ore dalla raccolta. Nell’azienda agricola di Giovanni Avanzi, olivicoltore del Benaco, la raccolta è iniziata negli impianti secolari di Manerba e Moniga.

Olio del Sebino e del Garda: meno olive raccolte, ma resa e qualità ai livelli migliori
«Siamo partiti bene - afferma - ma strada facendo ci siamo rovinati un po’ la produzione sia per il clima che per la mosca, anche se la situazione reale potremo averla solo nella fase di raccolta. La mosca ha rovinato in parte la produzione, per la mia azienda intorno al 30%, ma ci sono zone almeno al 50%. Il meteo pazzo ha fatto il resto». Sul lago d’Iseo, secondo Rossella Guerini, olivicoltrice di Marone, la situazione è analoga, fatta eccezione per la grandine, che quest’anno non ha fortunatamente colpito il Sebino. La stagione è andata molto bene sino all’arrivo della mosca, che ha compromesso le olive: anche qui si stima un calo nelle quantità, ma rese decisamente più buone.