Al Coa di Milano, in via Lecco, un esercizio formalmente registrato come cocktail bar, è emersa un’attività di intrattenimento danzante svolta in uno spazio sotterraneo privo delle necessarie autorizzazioni. Per questo, la Polizia locale di Milano ha disposto il sequestro del locale, evidenziando criticità strutturali e gestionali rilevanti sotto il profilo della pubblica incolumità. La mancanza di vie di fuga adeguate, unita all’assenza di un progetto antincendio approvato, è stata valutata come un fattore di rischio concreto. L'episodio è solo una delle conseguenze dell'intensificazione dei controlli sui locali pubblici dopo la tragedia di Crans Montana. Si è passati dalle parole ai fatti, dunque, come avevano chiesto un po' tutte le associazioni di categoria.

Il bancone del Coa Cocktail Bar di via Lecco, sequestrato dalle autorità (Foto Facebook Coa Cocktail bar)
Locali sotterranei e rischio evacuazione: una criticità diffusa
Durante gli accertamenti è stata riscontrata la presenza di oltre cento persone concentrate in un ambiente interrato, servito da un’unica scala a chiocciola utilizzata sia come accesso sia come via di fuga. Questa configurazione ha riportato l’attenzione sui rischi connessi ai locali sotterranei senza uscite di emergenza, soprattutto in caso di incendio o eventi critici.
Le verifiche recenti sul locale di via Lecco non sono un episodio isolato. Gli accertamenti erano iniziati già nel 2024 a seguito di segnalazioni per disturbo della quiete pubblica. In più occasioni, le autorità competenti avevano rilevato l’assenza di una licenza di pubblico spettacolo, nonostante la presenza stabile di attività assimilabili a una discoteca. Anche dopo provvedimenti giudiziari e un ordine comunale di cessazione immediata dell’attività danzante, il locale avrebbe continuato a operare nei fine settimana, configurando una situazione di persistente irregolarità da parte del gestore, un trentaquattrenne. Locale, che, oltretutto, nemmeno faceva troppo mistero del fatto che si potesse ballare al suo interno, come riportato in un post su Facebook del 2023, dove si pubblicizzava la sua apertura.

Dalla pagina Facebook del Coa Cocktail Bar, un post dove si pubblicizza l'apertura, e la chiara ammissione che si ballerà
Sicurezza e licenze: la linea di confine tra bar e discoteca
Il caso di via Lecco si inserisce in un fenomeno più ampio che riguarda i dopo cena danzanti organizzati in bar, ristoranti e lounge che non dispongono di una licenza specifica per l’intrattenimento. A Milano sono attive circa 300 licenze per attività di spettacolo e 72 discoteche autorizzate, oltre a una quota limitata di locali con licenza di ballo accessoria. Al di fuori di questo perimetro, l’attività danzante continuativa espone i gestori a responsabilità amministrative e penali.
Abusivismo e controlli, Giacomo Bari (Epam): «Così si protegge il comparto»
Secondo Giacomo Bari, segretario di Epam (Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi), la chiusura del locale Coa è una conferma di quanto dichiarato da un po' tutte le associazioni di categoria: «Era stato annunciato un rafforzamento dei controlli e questo intervento dimostra che si è passati concretamente all’azione, che era stata invocata anche dalla nostra associazione tramite il presidente Lino Stoppani», osserva.

Giacomo Bari, segretario di Epam, Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi
Bari sottolinea come episodi di abusivismo e mancato rispetto delle regole danneggino l’intero comparto della ristorazione e dell’intrattenimento notturno. «Chi opera fuori dalle regole fa un danno enorme a tutto il settore. I primi ad avere interesse che queste situazioni vengano contrastate sono proprio i pubblici esercizi in regola, quelli che rispettano prescrizioni, capienze e vie di esodo».
Per questo, secondo il segretario di Epam, i controlli mirati sono non solo legittimi ma auspicabili, purché finalizzati a colpire l’abusivismo e non a criminalizzare indiscriminatamente i locali regolari. «Ben vengano azioni di controllo che riportino l’attività alla regolarità e che diano visibilità a chi lavora correttamente. Quello che non va bene è una narrazione che finisce per scaricare responsabilità sui locali in regola».
Bari ribadisce che in città come Milano - ma il ragionamento vale anche altrove - un locale che apre è, per definizione, in regola dal punto di vista autorizzativo. «Il tema non è l’esistenza delle regole, che sono giuste e necessarie, ma il fatto che vengano rispettate anche nella gestione. Il percorso autorizzativo per aprire una discoteca in Italia è molto rigoroso, ed è giusto che lo sia».
Normative di sicurezza per i locali di pubblico spettacolo
Le discoteche autorizzate sono soggette a procedure stringenti che includono il via libera dei Vigili del fuoco e della Commissione comunale di Vigilanza. Sono richiesti piani di valutazione dei rischi, piani di emergenza antincendio, sistemi di evacuazione certificati, personale formato e verifiche periodiche sugli impianti di protezione attiva. Questi obblighi non possono essere surrogati da una semplice Segnalazione certificata di inizio attività, che caratterizza invece il regime più leggero dei locali non destinati allo spettacolo.
Responsabilità dei gestori e cultura della prevenzione
Accanto al quadro normativo, viene richiamata la centralità del senso di responsabilità degli esercenti. Le associazioni di categoria del settore pubblico esercizio hanno ribadito la necessità di promuovere una cultura della prevenzione, attraverso formazione specifica e aggiornamento continuo sulle misure di sicurezza. In un contesto urbano caratterizzato da un’elevata concentrazione di giovani e da una crescente domanda di intrattenimento notturno, il rispetto delle regole rappresenta un elemento distintivo per la qualità e l’affidabilità dell’offerta.

Il Comune di Milano e la Prefettura avevano già annunciato il rafforzamento delle attività di vigilanza. Il tema è stato al centro anche del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha ribadito l’impegno a proseguire con controlli mirati e coordinati.
Sicurezza come valore strutturale dell’intrattenimento
Il dibattito, nuovamente acceso da questo episodio, evidenzia come la sicurezza nei locali di intrattenimento non sia un adempimento formale, ma un valore strutturale che incide sulla tutela delle persone e sulla sostenibilità del settore. La distinzione tra attività occasionali e intrattenimento continuativo resta un punto chiave, così come la necessità di garantire condizioni adeguate di evacuazione, capienza e prevenzione incendi.
La vigilanza preventiva si conferma uno strumento essenziale per evitare che irregolarità gestionali possano trasformarsi in emergenze, diventando sempre più improrogabile.