La tragedia di Crans-Montana ha segnato i festeggiamenti di Capodanno con decine di giovani vittime in un locale affollato (al momento il bilancio è di 47 morti e 112 feriti), in una delle località sciistiche più rinomate della Svizzera. Secondo le prime ricostruzioni, le fiamme e le difficoltà di evacuazione hanno reso evidente quanto sia fragile la gestione del rischio in spazi con alta densità di persone. L’evento richiama con forza l’attenzione sui requisiti antincendio necessari per proteggere la vita delle persone all’interno di attività di intrattenimento e spettacolo, anche e soprattutto in Italia, dove esistono norme severe, ma il loro rispetto reale può risultare insufficiente in condizioni critiche. Regole che non possono essere viste come formalità, ma come strumenti ineludibili per proteggere vite umane.

Uscite d'emergenze, che devono esempre essere ben segnalate
Cosa è andato storto a Crans-Montana
Il locale interessato dalla tragedia era un bar, non una discoteca, Le Constellation, ma l’alta concentrazione di persone e la presenza di percorsi stretti hanno reso critica l’evacuazione. L’incendio sarebbe stato innescato dalle scintille di candele poste su bottiglie di champagne, portate ai tavoli dai camerieri, che hanno contattato il controsoffitto non ignifugo. Video e testimonianze mostrano che questo spettacolo era abituale. Le fiamme hanno rapidamente aggredito i pannelli fonoassorbenti, propagandosi al piano superiore tramite gli impianti di aerazione e provocando esplosioni. Si è verificato un flashover, con l’incendio che è passato da localizzato a generalizzato in pochi istanti. Le esplosioni sono conseguenza, non causa, del rogo.

Come si presentava il bar Le Constellation prima della tragedia
Le testimonianze confermano che le fiamme sono divampate rapidamente davanti ai ragazzi, creando una situazione di imbuto causata dall’unica uscita disponibile e dalle vie di fuga inadeguate. La procuratrice generale del Canton Vallese ha dichiarato che l’obiettivo prioritario della fase iniziale dell’inchiesta è restituire i corpi alle famiglie, un compito che richiederà anche la collaborazione internazionale.
Il richiamo di Lino Stoppani (Fipe-Confcommercio) al rispetto delle regole nei pubblici esercizi
Così il Presidente nazionale di Fipe-Confcommercio Lino Stoppani: «Capodanno rovinato dalla tragedia di Crans Montana, con l'incendio in un pubblico esercizio, che pone in evidenza i temi della sicurezza e il rigoroso rispetto della relativa normativa: CPI (se previsto), estintori manutentati, vie di fuga libere, prove di evacuazione effettuate, formazione al personale, temi inseriti nell'aggiornamento puntuale del DVR -Documento di valutazione dei rischi. Brutto principio e prepariamoci ad affrontare gli inevitabili e auspicabili controlli degli Organi di Controllo».

Il presidente Fipe Lino Stoppani
Maurizio Pasca: «Le discoteche italiane sono tra le più sicure in Europa»
Situazioni simili, come la strage di Corinaldo dell’8 dicembre 2018, dimostrano che anche in Paesi con normative severe la sicurezza può essere compromessa da piccoli dettagli: porte bloccate, uscite ridotte o gestione del pubblico poco attenta. Nella discoteca Lanterna Azzurra, sei persone persero la vita e 59 rimasero ferite durante un concerto del rapper Sfera Ebbasta, quando l’uso di spray al peperoncino provocò panico tra la folla. La chiusura di un’uscita di emergenza e la presenza di circa 1.400 persone in un locale autorizzato per 469 favorirono una fuga disordinata, che portò al cedimento della balaustra di un ponticello e alla morte di tre ragazze, due ragazzi e una donna di 39 anni.
Il vice presidente Fipe, nonchè presidente del Sindacato Italiano Locali da Ballo (SILB), Maurizio Pasca chiarisce come le regole, in Italia, da questo punto di vista siano severe: «Il locale di Crans-Montana era un bar, non una discoteca. I media lo hanno definito tale, ma in Italia una tragedia simile non potrebbe accadere. I locali italiani sono soggetti a controlli delle commissioni comunali di vigilanza per il pubblico spettacolo, che verificano staticità, capienza e sicurezza. L’autorizzazione per svolgere attività di intrattenimento è subordinata al rispetto di norme severe».

Il presidente Silb Maurizio Pasca
«Le discoteche italiane - continua Pasca - sono tra le più sicure d’Europa grazie a regole restrittive sulla capienza e sull’uso di materiali ignifughi. Tragedie come quella avvenuta all’estero, ad esempio in Brasile, India o Macedonia del Nord, dove sono morte decine di persone, non sarebbero possibili nei nostri locali. In Italia le misure preventive sono rigorose: i locali ignifughi, le vie di fuga, il divieto di materiali infiammabili e l’uso controllato di elementi scenici come fumogeni o candeline riducono drasticamente il rischio di incidenti. Eventi come questo devono rafforzare l’attenzione sull’importanza del rispetto delle norme, della vigilanza e della cultura della sicurezza nei locali pubblici».
Sicurezza nei locali pubblici e protocolli aggiornati
Dopo la tragedia di Corinaldo, i prefetti hanno intensificato i controlli, coinvolgendo associazioni di categoria come Confesercenti, Confcommercio, Silb e Assointrattenimento. Le norme italiane sulla sicurezza dei locali prevedono capienza calcolata in base alla superficie (2,5 persone per metro quadrato), porte di emergenza apribili verso l’esterno e di almeno 120 centimetri, addetti ai servizi di controllo (Asc) con formazione specifica, sistemi di videosorveglianza, collaborazione con le forze dell’ordine e segnalazione di situazioni pericolose. Le norme antincendio sono state aggiornate con una legge del 2023.

Le uscite di sicurezza dei locali pubblici devono essere ampie e ben riconoscibili
Nel 2025, il decreto Piantedosi ha introdotto protocolli più stringenti, rafforzando il ruolo degli esercenti nel controllo di clienti e spazi, prevedendo illuminazione aggiuntiva, referente per la sicurezza e codice di condotta degli avventori. L’adesione ai protocolli comporta vantaggi reputazionali e riduce la responsabilità del gestore, con obbligo di motivazione in caso di sospensione o revoca della licenza.
La sicurezza nei locali pubblici comprende due dimensioni: la prevenzione incendi, regolata dal D.P.R. 151/2011 e dalle Regole Tecniche Verticali, con vie di fuga, uscite di emergenza, estintori portatili, idranti e sistemi automatici di spegnimento, e la sicurezza sul lavoro, disciplinata dal D.Lgs. 81/08, che include formazione del personale, valutazione dei rischi e piano di emergenza.

Gli estintori devono essere sempre presenti e manutenuti nei locali da ballo
Il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI) attesta la conformità alle norme, obbligatorio per attività a rischio elevato. Il mancato rispetto delle regole comporta sanzioni, sospensioni e responsabilità dei titolari. L’applicazione rigorosa è essenziale per proteggere la vita delle persone.
Dove il sistema scricchiola davvero
Il rispetto della normativa non sempre garantisce la sicurezza reale. Pressioni commerciali, momenti di grande affollamento come Capodanno, e controlli sporadici possono generare situazioni rischiose. Come evidenziano Stoppani e Pasca, il vero cuore della sicurezza è la vigilanza quotidiana: vie di fuga libere, formazione del personale, gestione consapevole del pubblico e materiali ignifughi. Solo così norme severe e protocolli possono prevenire tragedie evitabili.
Crans-Montana dimostra che la sicurezza non è mai un dettaglio. Norme, protocolli e controlli devono essere vissuti come strumenti concreti per salvare vite, non come formalità burocratiche. Nei locali pubblici italiani, la combinazione di regole severe e vigilanza costante rappresenta l’unico antidoto contro incidenti gravi. L’impegno alla prevenzione deve essere costante, concreto e condiviso da tutti: gestori, personale e autorità.