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venerdì 23 gennaio 2026  | aggiornato alle 17:10 | 116971 articoli pubblicati

Fipe anticipa il governo e sprona le aziende sulla prevenzione

Stop alle candele pirotecniche nei locali: prima ancora dell'intervento del governo, richiesto da Fipe, la Federazione mette al bando le candeline per prevenire un'altra tragedia come a Crans-Montana. Pur con solide norme italiane, invita a rafforzare responsabilità, formazione e prevenzione, chiedendo di evitare controlli che non siano sanzionatori

23 gennaio 2026 | 11:55
Fipe anticipa il governo e sprona le aziende sulla prevenzione
Fipe anticipa il governo e sprona le aziende sulla prevenzione

Fipe anticipa il governo e sprona le aziende sulla prevenzione

Stop alle candele pirotecniche nei locali: prima ancora dell'intervento del governo, richiesto da Fipe, la Federazione mette al bando le candeline per prevenire un'altra tragedia come a Crans-Montana. Pur con solide norme italiane, invita a rafforzare responsabilità, formazione e prevenzione, chiedendo di evitare controlli che non siano sanzionatori

23 gennaio 2026 | 11:55
 

La tragedia di Crans-Montana riapre anche in Italia il confronto sulla sicurezza nei pubblici esercizi. Fipe-Confcommercio richiama gli operatori a una maggiore responsabilità, chiede ai propri iscritti lo stop alle candele pirotecniche nei locali in attesa di una norma in merito da parte del governo e propone un dialogo stabile con le istituzioni per rafforzare prevenzione, controlli e cultura della sicurezza nel settore dell’ospitalità.

Dopo Crans-Montana la sicurezza torna al centro del dibattito

La tragedia di Crans-Montana, che ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica europea, ha riacceso anche in Italia una riflessione approfondita sul tema della sicurezza nei luoghi di aggregazione. Un tema che riguarda da vicino il comparto della ristorazione e dell’ospitalità,. Non a caso, l’episodio è stato al centro dei lavori del Consiglio direttivo di Fipe-Confcommercio, riunitosi a Roma per fare il punto su responsabilità, norme e pratiche operative.

Fipe dice basta alle candele pirotecniche e chiede un intervento del governo in merito
Fipe dice basta alle candele pirotecniche e chiede un intervento del governo in merito

Nel confronto interno alla Federazione è emersa una consapevolezza condivisa: il quadro normativo italiano in materia di sicurezza è già articolato e stringente, ma gli eventi accaduti in Svizzera impongono di non abbassare la guardia e di lavorare su un piano più ampio, che affianchi alle regole una cultura diffusa della prevenzione.

La sicurezza come elemento strutturale dell’impresa

Per Fipe la sicurezza non può essere ridotta a un obbligo formale. È piuttosto un fattore strutturale dell’attività imprenditoriale, che incide sul rapporto di fiducia tra imprese, lavoratori e clienti. Nei pubblici esercizi, dove convivialità e socialità sono centrali, la gestione corretta degli spazi e dei flussi diventa parte integrante della qualità del servizio.

Crans-Montana, cosa è successo

La tragedia avvenuta a Crans-Montana, località turistica svizzera, ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nei locali aperti al pubblico. Durante la serata di Capodanno in un locale, l’utilizzo di dispositivi pirotecnici decorativi ha innescato un incendio e una situazione di emergenza che ha causato vittime e numerosi feriti. L’episodio ha sollevato interrogativi sulle pratiche di intrattenimento adottate nei pubblici esercizi e sull’adeguatezza dei controlli preventivi, spingendo associazioni di categoria e istituzioni a riflettere su regole, responsabilità e prevenzione per evitare il ripetersi di simili eventi.

I fatti di Crans-Montana, pur maturati in un contesto diverso, hanno evidenziato come anche comportamenti considerati marginali possano trasformarsi in elementi di rischio. Da qui l’invito della Federazione agli operatori a evitare l’uso delle cosiddette “candele pirotecniche” all’interno dei locali, una pratica che negli ultimi anni si è diffusa soprattutto in occasione di festeggiamenti e servizi speciali. Fipe ha inoltre chiesto al Governo di valutare l’introduzione di un divieto esplicito, così da eliminare ogni ambiguità interpretativa.

Il ruolo del dialogo tra istituzioni e operatori

Nel documento approvato dal Consiglio Direttivo trova spazio anche una riflessione sul metodo. «Alla luce dei principi richiamati nell’Ordine del Giorno - ha spiegato Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio - si auspica l’avvio di un confronto interistituzionale strutturato e continuo tra i Ministeri competenti, le associazioni di rappresentanza e gli operatori del settore».

Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe
Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe

Secondo Fipe, un dialogo stabile è lo strumento più efficace per rafforzare la sicurezza senza appesantire inutilmente il sistema. Partendo dal riconoscimento delle norme già esistenti e del lavoro quotidiano svolto dalle imprese, il confronto può favorire una crescita comune sul piano della formazione, della condivisione di buone pratiche e della collaborazione con gli organi di controllo, soprattutto in una logica preventiva.

Prevenzione, controlli e buone pratiche

Un punto centrale riguarda proprio il ruolo dei controlli. Fipe ribadisce la volontà di mantenere una collaborazione costante con le autorità competenti, auspicando che le ispezioni non abbiano unicamente una finalità sanzionatoria, ma possano diventare occasioni di verifica e accompagnamento. Anticipare le criticità, piuttosto che intervenire a posteriori, è considerato un passaggio chiave per migliorare la sicurezza complessiva dei locali. In questo contesto, viene richiamata con forza l’importanza del rispetto delle autorizzazioni, in particolare per quanto riguarda le capienze e l’utilizzo degli spazi.

Abusivismo e irregolarità come fattori di rischio

Nel documento Fipe non manca un riferimento esplicito alla condanna dell’abusivismo, indicato come uno dei principali fattori che alimentano situazioni di rischio. Le attività irregolari, oltre a danneggiare la concorrenza leale, sfuggono spesso ai controlli e finiscono per abbassare il livello complessivo di sicurezza del settore.

Montasio Cattel

Per la Federazione, contrastare l’abusivismo significa tutelare sia i clienti sia le imprese che operano correttamente, investendo in formazione, adeguamenti strutturali e rispetto delle regole. Un impegno che va letto in un’ottica più ampia di sostenibilità economica e sociale dei pubblici esercizi.

Una responsabilità condivisa

Il messaggio che emerge dal Consiglio direttivo Fipe è improntato alla concretezza. Nessuna scorciatoia, nessun allarmismo, ma la consapevolezza che la sicurezza è il risultato di una responsabilità condivisa, costruita giorno dopo giorno attraverso comportamenti coerenti, formazione continua e collaborazione tra pubblico e privato. Un percorso che interessa l’intero comparto dell’ospitalità e che, dopo Crans-Montana, appare ancora più necessario per preservare la fiducia dei consumatori e la qualità dell’esperienza nei locali italiani.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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