La strage degli innocenti, non si può definire diversamente la tragedia di Crans Montana. E io ritengo che un po’ tutti, come società, dobbiamo sentirci responsabili di fronte a queste immani tragedie, perché non siamo riusciti a proteggere i nostri ragazzi, i nostri figli, che avevano soltanto il desiderio e il diritto di divertirsi, di stare insieme, di condividere un momento di festa che è diventato un momento di morte. Un Capodanno di terrore e d’inferno.

I ragazzi meritano di divertirsi in locali dove tutte le norme di sicurezza sono rispettate
Da genitori e da cittadini stiamo vivendo dentro di noi un tormento che ci ha portato via il sonno. E l’accaduto non può non portarci a una riflessione seria e profonda sull’offerta dell’intrattenimento anche nel nostro Paese, che risponde alla domanda dei nostri giovani. Noi adulti non dobbiamo dimenticarci che ragazzi lo siamo stati anche noi e sappiamo l’importanza dei luoghi di socialità, d’incontro e di divertimento. La responsabilità del mondo degli adulti è proprio quella di assicurare ai nostri ragazzi un divertimento sicuro, in ambienti sicuri e preparati affinché tutto questo possa non avvenire più.
La normativa e la prevenzione nei locali
Da questo punto parte, allora, una riflessione che faccio come vicario nazionale di Fipe. Io posso affermare che quello che è successo in quel locale non avrebbe mai potuto essere autorizzato nel nostro Paese, perché i nostri locali devono avere un certificato di prevenzione incendi, con percorsi di fuga adeguati, materiali ignifughi, estintori, formazione specifica di tutto il personale, oltre a delle figure specifiche preposte alla sicurezza e al controllo, per prevenire e all’occorrenza gestire queste fatalità.
Il problema nel nostro Paese è, di contro, la presenza di abusivismo e illegalità diffusa. Troppi locali sono come quello di Crans Montana, senza agibilità e senza un contesto adeguato a poter fornire questi servizi, che non sono semplice somministrazione di alimenti e bevande. Svolgendo una funzione diversa senza avere strutture e competenze, si mette a rischio la vita dei nostri figli. Ecco perché è importante, ancora di più dopo questa tragedia, intervenire sull’illegalità. Ecco perché è il momento in cui bisogna essere al fianco di chi opera professionalmente e mette al centro la salute e la sicurezza delle persone, con competenze e addetti qualificati rispetto a chi pensa solo a fare business, facendo feste in locali improvvisati dei quali ci accorgiamo soltanto quando mettono a rischio la vita dei nostri cari.
Combattere abusivismo e tutelare i giovani
Ecco perché questa lezione deve servire al mondo intero, a noi operatori, ma soprattutto agli organi di controllo per avere la determinazione di combattere chi opera in maniera illegale, abusiva, senza mettere al centro la salute dei nostri figli. È una responsabilità sociale che deve vedere governi, famiglie, società civile e operatori uniti nella tutela e nella salvaguardia dei nostri giovani.