A Ostuni (Br), la realizzazione della mega struttura turistico-alberghiera in contrada Mogale incontra nuove difficoltà. Al centro del progetto, la società Merletto di Roma con il coinvolgimento di Bill Gates, socio di maggioranza della Four Seasons Hotel e Resort. Legambiente, il Libero Comitato per la Salvaguardia dell’Habitat Naturale della fascia costiera di Ostuni (Lesc) e il Gruppo Escursionistico Speleologico Ostunese (Geos) hanno presentato un ricorso al Tar di Lecce chiedendo la sospensione cautelare di una serie di atti autorizzativi.

Stoppato il progetto di Bill Gates a Ostuni
Il progetto e le criticità del territorio
I legali del ricorso sostengono che l’autorizzazione unica rilasciata dalla Zes non sia stata applicata correttamente, essendo concepita per insediamenti produttivi o attività economiche con ricadute occupazionali misurabili, mentre il progetto riguarda un’operazione immobiliare. Contestate anche la Valutazione Ambientale Strategica e il piano di monitoraggio, che secondo i ricorrenti presentano «gravi profili di illegittimità». «Il provvedimento autorizzativo - si legge nel ricorso - produce effetti immediatamente lesivi, cristallizzando la localizzazione e la conformità urbanistica dell’intervento con effetti preclusivi e difficilmente reversibili».

Bill Gates sta investendo in Italia
Il complesso progettato da Merletto prevede 49 fabbricati su quasi sette ettari, con hotel, residence, bar sulla spiaggia, piscine e servizi di lusso, per una volumetria complessiva di 127 mila metri cubi. Il problema principale resta la collocazione su terreni di interesse paesaggistico e archeologico, con consumo di suolo significativo e trasformazione del territorio rurale costiero. Lo scorso anno la Soprintendenza di Brindisi e Lecce aveva espresso parere negativo, fatto proprio dal Comune di Ostuni, che impose una serie di prescrizioni. Nel ricorso, gli speleologi segnalano la presenza di due cavità ipogee da tutelare. I legali contestano anche la gestione da parte della Zes, ritenuta sostitutiva delle competenze comunali in campo urbanistico, e la mancanza di un business plan dettagliato. Viene inoltre richiamata la recente crisi del Comune di Ostuni, con tre assessori revocati per il mancato consenso alla variante prima della valutazione d’impatto ambientale, e il presunto conflitto di interesse del sindaco, socio fino al novembre 2024 dello studio tecnico che ha progettato l’intervento.