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giovedì 08 gennaio 2026  | aggiornato alle 16:39 | 116678 articoli pubblicati

Quando il turismo religioso non basta: incassi sotto le attese, ma boom di affitti brevi

Il Giubileo si chiude con oltre 33 milioni di pellegrini, ma senza il boom economico previsto. Roma ha visto cantieri e pedonalizzazioni, mentre migliaia di appartamenti sono stati sottratti al mercato residenziale dagli affitti brevi

 
07 gennaio 2026 | 13:30

Quando il turismo religioso non basta: incassi sotto le attese, ma boom di affitti brevi

Il Giubileo si chiude con oltre 33 milioni di pellegrini, ma senza il boom economico previsto. Roma ha visto cantieri e pedonalizzazioni, mentre migliaia di appartamenti sono stati sottratti al mercato residenziale dagli affitti brevi

07 gennaio 2026 | 13:30
 

IGiubileo 2025 si chiude con oltre 33 milioni di pellegrini da 185 Paesi, superando le previsioni, ma senza generare il boom economico atteso. Roma ha visto cantieri e opere urbane, dalla pedonalizzazione di Piazza Pia all’apertura delle stazioni della metro C, mentre il mercato immobiliare è stato scosso dall’aumento degli affitti brevi, con migliaia di case tolte dal mercato residenziale. Tra turismo religioso, trasformazioni urbane e una città che fatica a riconciliare eventi straordinari e vita quotidiana,  la Capitale raccoglie un’eredità complessa: l'afflusso di pellegrini non ha generato un boom economico straordinario e ora Roma guarda già al prossimo Giubileo del 2033.  Alla chiusura della Porta Santa di San Pietro era presente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Subito dopo, Leone XIV ha presieduto nella Basilica Vaticana la messa della solennità dell’Epifania, suggellando un Anno Santo che si è concluso ufficialmente il 29 dicembre anche nelle diocesi di tutto il mondo, a partire da San Giovanni in Laterano.

Quando il turismo religioso non basta: incassi sotto le attese, ma boom di affitti brevi

Si è chiuso il Giubileo 2025

I numeri del pellegrinaggio a Roma

Dal 24 dicembre 2024 al 6 gennaio 2026, oltre 33 milioni di pellegrini provenienti da 185 Paesi sono arrivati a Roma, superando le previsioni iniziali che stimavano circa 31 milioni di presenze. Il 36% dei fedeli proveniva dall’Italia, mentre al secondo posto si sono collocati gli Stati Uniti, con il 12%, Paese d’origine dello stesso Prevost. In totale sono stati 35 i grandi eventi organizzati durante l’Anno Santo, con il momento più partecipato rappresentato dal Giubileo dei Giovani, che ha visto un milione di ragazzi a Tor Vergata, in un abbraccio simbolico al nuovo Pontefice.

Turismo: meno boom, più normalità

Sul fronte turistico, le stime ottimistiche di un forte incremento dei pernottamenti non si sono concretizzate. Nei primi mesi del 2025 le presenze sono state addirittura inferiori a quelle del 2024, per poi recuperare solo a fine anno. Il bilancio finale parla di numeri leggermente superiori, ma con fatturati più bassi, complice una clientela prevalentemente religiosa. «Il Giubileo non porta prezzi alti e non è un anno straordinario per i fatturati», osserva a Il Fatto Quotidiano Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, sottolineando come l’effetto mediatico possa però favorire il 2026.

Quando il turismo religioso non basta: incassi sotto le attese, ma boom di affitti brevi

A Roma migliaia di bed and breakfast e affittacamere sono nati anche in periferia

L’impatto sul mercato immobiliare

Se il turismo non ha registrato il boom annunciato, il mercato immobiliare ha invece subito un impatto rilevante. Migliaia di B&B e affittacamere sono nati anche in periferia, con un aumento degli affitti superiore al 25% dal 2020. L’eredità più problematica del Giubileo riguarda proprio la riduzione delle abitazioni per residenti, in attesa di flussi turistici che non hanno raggiunto le dimensioni promesse. Roma sta ora lavorando a un regolamento sugli affitti brevi, mentre il rischio è che l’ipotesi di un nuovo Giubileo straordinario prolunghi l’incertezza.

Le promesse mancate e l’eredità urbana

Il Giubileo 2025 non ha rispettato tutte le aspettative della vigilia. L’annunciata ondata straordinaria di turisti e un rinnovamento completo della Capitale, sostenuto da una concentrazione di finanziamenti senza precedenti, si sono scontrati con cantieri in ritardo, opere incompiute e flussi turistici in linea con l’anno precedente. Questo scenario ha però aperto a una nuova prospettiva: quella di un altro grande appuntamento giubilare, già proiettato verso il 2033, anno del bimillenario della morte e resurrezione di Cristo.

Quando il turismo religioso non basta: incassi sotto le attese, ma boom di affitti brevi

Diversi i cantieri attivati per il Giubileo

«Abbiamo concluso con successo questo Giubileo: ora possiamo cominciare a valutare ciò che serve per il 2033, accelerando i tempi», ha dichiarato comunque il sindaco Roberto Gualtieri. L’idea è utilizzare il modello dei grandi eventi per realizzare interventi strutturali come collegamenti con l’aeroporto, sottopassaggi, tunnel urbani e la stazione della metro C di piazza Venezia. Un’impostazione che solleva interrogativi sull’uso di eventi religiosi come leva per politiche urbanistiche ordinarie.

Le opere realizzate e quelle rinviate

Tra gli interventi portati a termine, il Giubileo resterà legato soprattutto alla pedonalizzazione di Piazza Pia, davanti a via della Conciliazione, uno dei pochi progetti completati nei tempi previsti. Importante anche l’apertura delle stazioni della metro C di Porta Metronia e Colosseo, avvenuta il 16 dicembre 2025, sebbene non fossero formalmente opere giubilari. Restano invece numerosi progetti rinviati, spezzati o avviati solo dopo la fine dell’evento, alcuni dei quali già previsti per altri grandi appuntamenti come la Ryder Cup 2023 o l’Expo 2030, poi assegnato a Riad.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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