Il Giubileo, evento che avrebbe dovuto rilanciare il settore degli affitti brevi a Roma, ha invece messo in evidenza le fragilità del mercato. Molti proprietari hanno deciso di chiudere i b&b e tornare alla locazione residenziale, attratti inizialmente dalle prospettive di guadagno ma spaventati dall’impegno e dai costi gestionali.

Boom di affitti residenziali: +20mila case disponibili
Secondo i dati del portale SoloAffitti riportati dal Corriere della Sera, nel 2025 quasi 20mila abitazioni sono rientrate nel mercato residenziale. L’aumento è stato costante durante l’anno: dal +5,4% del primo trimestre fino al +16,4% nel terzo. Questo fenomeno riguarda soprattutto immobili precedentemente destinati a turismo e pellegrinaggi, ora nuovamente disponibili per residenti temporanei o studenti.
Metà dei proprietari fa marcia indietro
Il ritorno alla locazione tradizionale è spinto dalla realtà dei fatti: l’occupazione dei b&b resta bassa, la gestione complessa e la regolamentazione crescente rendono l’affitto breve più rischioso del previsto. Circa il 50% dei proprietari ha deciso di sospendere o chiudere le strutture. Molti parlano di una domanda dei pellegrini più contenuta e con spesa media inferiore rispetto ai turisti tradizionali.
Locazione residenziale: scelta più sicura e stabile
La locazione residenziale viene oggi percepita come un investimento meno esposto al rischio, con rendimenti più prevedibili e una gestione meno complessa. Questo cambio di direzione non rappresenta un caso isolato, ma una tendenza che potrebbe consolidarsi nel 2026, influenzando l’intero mercato immobiliare romano.
La spesa dei pellegrini e l’eccesso di offerta
Secondo l’associazione dei b&b Albaa, i pellegrini hanno preferito spesso strutture religiose, conventi e aree attrezzate, limitando l’afflusso verso gli alloggi turistici extra alberghieri. Con circa 45mila strutture disponibili, l’offerta eccessiva ha ridotto i guadagni medi, confermando che il modello dei b&b non regge più senza un equilibrio tra domanda e costi.