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Fra i tanti italiani bloccati negli Emirati anche Ernesto e Livia Iaccarino

La coppia di ristoratori campani era stata sorpresa in spiaggia come molti dei turisti negli Emirati. Nel residence dove abitavano a Dubai hanno passato la notte in garage. Raccontano delle raccomandazioni delle autorità

 
01 marzo 2026 | 17:36

Fra i tanti italiani bloccati negli Emirati anche Ernesto e Livia Iaccarino

La coppia di ristoratori campani era stata sorpresa in spiaggia come molti dei turisti negli Emirati. Nel residence dove abitavano a Dubai hanno passato la notte in garage. Raccontano delle raccomandazioni delle autorità

01 marzo 2026 | 17:36
 

Fra i tanti italiani bloccati negli Emirati ci sono anche lo chef Alfonso Iaccarino e sua moglie Livia, coppia patron del ristorante stellato campano Don Alfonso 1890. Sono a Dubai e raccontano degli attacchi in un’intervista al Corriere della Sera, affermando: «Adesso sembra che la situazione stia tornando alla normalità, ma stanotte è stata uno shock».

Fra i tanti italiani bloccati negli Emirati anche Ernesto e Livia Iaccarino

Ernesto e Livia Iaccarino in una foto del 2024

«Abbiamo sentito i primi bombardamenti alle cinque di ieri pomeriggio mentre eravamo in spiaggia, le esplosioni sembravano vicine, ma non credevamo fosse una cosa così pesante. Verso le sei del pomeriggio è successo l’impensabile. Ho sentito - ha detto Livia - i denti tremarmi e non riuscivo a fermarli, è stato uno shock immenso. La luce delle esplosioni era un bagliore accecante». «Anche stamattina hanno continuato a bombardare, ma ora la situazione si è calmata», aggiungono dopo una notte di terrore nel loro residence vicino al Fairmont Hotel - uno dei cinque stelle lusso colpiti da frammenti di missile intercettato - e non lontano dal Burj Al-Arab, l’iconico hotel a sette stelle attaccato da un drone.

Notte nel garage sotto le sirene

Quando a Dubai era quasi mezzanotte era scattato l’allarme. «Ci siamo rifugiati nel garage fino alle 5:30» spiega Livia al Corriere della Sera. «Una signora russa ci ha visto in difficoltà e ci ha ospitato nella sua auto per stare più comodi: Alfonso (classe 1947) si era coricato a terra, ma io non reggevo ore così». Al rientro in appartamento, stamattina, «ci hanno detto di chiudere tutte le finestre e di stare lontani dai vetri. Le abbiamo riaperte solo alle 11:30 per un po’ di luce. Restiamo chiusi qui in attesa».

Gli Iaccarino non sono gli unici cuochi italiani bloccati dalla guerra a Dubai. Fra i primi che avevano segnalato i bombardamenti c’è infatti anche il sardo Adalberto Arangino, di Belvì, che in un video aveva lamentato la mancanza di risposta della Farnesina e dell’ambasciata. Sono comunque tanti gli italiani che lavorano in ristoranti ed hotel negli Emirati e anche in quella comunità cresce la preoccupazione che oltre a non poter rierntrare facilmente in Italia, potrebbero anche trovarsi in difficoltà lavorative se la guerra dovesse durare a lungo, con conseguente crollo del turismo.  

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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