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Quotidiano di enogastronomia, turismo, ristorazione e accoglienza
lunedì 23 marzo 2026  | aggiornato alle 08:49 | 118139 articoli pubblicati

Se rallenta il turismo del Golfo rischiano hotel di lusso e ristoranti stellati

Il turismo proveniente dagli Emirati e dai Paesi del Golfo pesa poco nei numeri ma molto nella spesa. Hotel cinque stelle, shopping e ristorazione gastronomica sono tra i settori più sensibili a un eventuale rallentamento di questi flussi, con ricadute dirette sull’equilibrio del segmento alto di gamma

di Alberto Lupini
direttore
23 marzo 2026 | 05:00
Se rallenta il turismo del Golfo rischiano hotel di lusso e ristoranti stellati
Se rallenta il turismo del Golfo rischiano hotel di lusso e ristoranti stellati

Se rallenta il turismo del Golfo rischiano hotel di lusso e ristoranti stellati

Il turismo proveniente dagli Emirati e dai Paesi del Golfo pesa poco nei numeri ma molto nella spesa. Hotel cinque stelle, shopping e ristorazione gastronomica sono tra i settori più sensibili a un eventuale rallentamento di questi flussi, con ricadute dirette sull’equilibrio del segmento alto di gamma

di Alberto Lupini
direttore
23 marzo 2026 | 05:00
 

Il turismo del Golfo rappresenta uno dei segmenti più interessanti per l’industria turistica europea. È un turismo piccolo nei numeri ma enorme nel valore. Non tanto per il numero dei visitatori, quanto per la loro capacità di spesa. Secondo le stime più recenti, i visitatori provenienti dal Medio Oriente superano i 960 mila arrivi annui in Italia, con una crescita significativa negli ultimi anni. Gli Emirati Arabi Uniti da soli rappresentano oltre 300mila visitatori, il mercato più importante dell’area. In termini numerici si tratta di flussi molto più piccoli rispetto al turismo europeo o statunitense. Tuttavia il loro peso economico è molto più alto.

Un turismo ad alta capacità di spesa

I viaggiatori provenienti da Emirati, Arabia Saudita o Qatar hanno un profilo di consumo molto specifico. Le principali voci di spesa sono:

  • hotel cinque stelle
  • shopping di lusso
  • ristorazione gastronomica
  • servizi personalizzati e concierge.

I turisti del Golfo concentrano la spesa su lusso, hotel e ristorazione
I turisti del Golfo concentrano la spesa su lusso, hotel e ristorazione

Le analisi sul tax free shopping di Global Blue mostrano chiaramente questo comportamento. I turisti del Golfo in Europa hanno una spesa media tra le più elevate del turismo internazionale. In Italia l’average spend può superare i 2.900 euro per viaggio, con una forte concentrazione negli acquisti di beni di lusso. Non è uno scontrino da ristorante, ma è un indicatore molto utile per descrivere il profilo di consumo di questi visitatori.

Milano al centro dello shopping del Golfo

Una città in particolare intercetta una quota molto significativa di questi consumi: Milano. Secondo le analisi sul tax free shopping, quasi la metà degli acquisti dei turisti del Golfo in Italia si concentra proprio nel capoluogo lombardo. Il motivo è evidente. Milano riunisce nello stesso spazio:

  • il Quadrilatero della moda
  • numerosi hotel cinque stelle
  • ristoranti gastronomici
  • collegamenti aerei diretti con Dubai, Doha e Abu Dhabi.

Questo rende la città una delle destinazioni italiane più esposte a eventuali variazioni nei flussi turistici provenienti dal Medio Oriente.

L’ecosistema del turismo di lusso

Il turismo di fascia alta raramente riguarda una sola attività. Nelle principali destinazioni italiane - Roma, Milano, Firenze, Venezia, Costiera amalfitana, laghi del Nord e Sardegna luxury - esiste un vero e proprio ecosistema del lusso. Hotel cinque stelle, shopping premium e ristorazione gastronomica si alimentano a vicenda. Molti ristoranti stellati e fine dining lavorano in stretta relazione con gli hotel di fascia alta, con i concierge e con i servizi di hospitality internazionale. Secondo diverse stime tra il 30% e il 40% dei ristoranti stellati italiani lavora in modo significativo con clientela straniera. In alcune destinazioni questa quota può superare il 70% della sala durante l’alta stagione.

Nelle principali destinazioni italiane esiste un vero e proprio ecosistema del lusso
Nelle principali destinazioni italiane esiste un vero e proprio ecosistema del lusso

Il boom degli hotel cinque stelle

Negli ultimi anni l’Italia ha visto crescere rapidamente l’offerta di ospitalità di lusso. Oggi nel Paese operano circa 600 hotel cinque stelle e oltre 120 nuove strutture luxury sono in apertura o sviluppo nei prossimi anni. Grandi gruppi internazionali stanno investendo soprattutto nelle principali destinazioni turistiche:

  • Roma
  • Milano
  • Firenze
  • Venezia
  • lago di Como
  • Costiera Amalfitana
  • Sardegna.

Si tratta di investimenti che puntano chiaramente su una crescita del turismo internazionale ad alta capacità di spesa.

Un settore resiliente, ma sensibile

Il turismo luxury tende a essere più resiliente rispetto al turismo di massa. Tuttavia è anche molto sensibile agli equilibri geopolitici. Quando cambia il clima internazionale, i viaggi non si fermano ma diventano più selettivi. Prenotazioni più caute, soggiorni più brevi o semplicemente una diversa scelta delle destinazioni possono modificare gli equilibri economici di intere aree turistiche. Per questo motivo eventuali variazioni nei flussi provenienti dai mercati più ricchi - Stati Uniti, Medio Oriente o Asia - vengono osservate con grande attenzione dagli operatori del settore. Perché nel turismo non conta soltanto quanti viaggiatori arrivano, ma soprattutto quanto spendono e dove spendono.

Il turismo luxury è molto sensibile agli equilibri geopolitici
Il turismo luxury è molto sensibile agli equilibri geopolitici

La preoccupazione però è crescente, tanto che Confindustria alberghi ha lanciato un allarme parlando di un rallentamento nei flussi turistici internazionali diretti verso l’Italia, e il progressivo congelamento delle prenotazioni per la stagione primaverile ed estiva. In più, come abbiano già ricordato, l’analisi dei dati evidenzia l’impatto sul comparto lusso, dove la dipendenza dai mercati a lungo raggio è più forte. In particolare, il 67% delle strutture 5 stelle e il 65% di quelle 4 stelle denunciano un aumento delle cancellazioni da mercati extra-Ue. Venezia, Roma e Firenze risentono della forte esposizione verso i mercati del Medio Oriente - Israele, Emirati Arabi, Arabia Saudita e Kuwait - e dell’Asia, con Cina e Giappone in testa.

Il tutto in un quadro logistico globale che oggi appare fortemente compromesso visto che le recenti analisi del World Travel & Tourism Council (WTTC) sottolineano come la cancellazione di oltre 43.000 voli e le pesanti restrizioni agli spazi aerei, hanno innescato un’impennata dei costi operativi e delle tariffe, con riflessi critici sulla programmazione dei viaggi per la stagione pasquale ed estiva. Secondo le stime attuali dell'organismo internazionale, l’instabilità in Medio Oriente rischia di bruciare ogni giorno 600 milioni di euro a livello globale, colpendo duramente l'intera catena del valore del turismo. In questo scenario, sebbene il mercato domestico mostri una tenuta relativa con un incremento delle cancellazioni limitato al 12%, la contrazione dei flussi internazionali pone seri dubbi sulla redditività delle strutture nel breve-medio periodo.

 E non casualmente, Confindustria Alberghi sottolinea come l’incertezza attuale stia portando a un congelamento delle prenotazioni. La criticità non riguarda solo il Medio Oriente, ma si estende anche ad altri mercati chiave come l’Australia, l’Iran e, in misura minore, gli Stati Uniti, che iniziano a dare segni di contrazione. L’aumento dei costi dei voli, infatti, funge da ulteriore deterrente: i lunghi viaggi verso l’Europa diventano così meno accessibili. Un contesto complesso che l’Associazione continuerà a monitorare con attenzione per valutarne gli effetti sul settore alberghiero.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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