Archiviato il ponte pasquale con il tutto (o quasi) esaurito, sul lago di Garda ci si prepara alla stagione estiva con qualche (eterno) nodo da sciogliere. Se ne fa realisticamente interprete Filippo Gavazzoni, vice Sindaco di Peschiera e vice Presidente della Comunità del Garda.

Dopo Pasqua sul Lago di Garda rimangono i problemi: troppi turisti e poche infrastrutture
«Il record dei 28 milioni di turisti sulle tre sponde registrato lo scorso anno ci impone una riflessione sui temi dell'over turismo, delle infrastrutture, della depurazione e dell'antropizzazione del territorio. Il più urgente è sicuramente quello della tutela e della depurazione delle acque con un collettore ormai obsoleto. Per quel che riguarda la parte veronese - rimarca Gavazzoni - i lavori per il rifacimento della condotta fognaria sono in stato più che mai avanzato e nel pieno rispetto dei tempi. Salvo imprevisti, tutti i comuni della sponda veneta, più i bresciani Sirmione e Desenzano, continueranno a far risanare i reflui nel nostro grande depuratore che poi restituisce le acque perfettamente ripulite nel fiume Mincio. Insomma, abbiamo fatto il nostro dovere».
Depurazione sul Garda: il nodo aperto della sponda bresciana
Rimane aperto tutto il capitolo bresciano. La questione e il progetto, fra alti e bassi, procede con l'ipotesi della costruzione di un depuratore nel comune di Lonato, frazione Esenta, e lo smaltimento delle acque nel fiume Chiese con il rifacimento della condotta che scende dall'alto lago. Ma... e qui sorgono i veri problemi. Le criticità e le opposizioni a questa soluzione sono molte da parte di alcuni comuni e delle associazioni ambientaliste.

Peschiera del Garda, dove il Mincio inizia il suo corso dal Lago
Entro il 2035, in base al progetto in via di definizione e presentazione da parte di Acque Bresciane, sarà realizzata l'importante opera? Sul piatto "ballano" oltre 200 milioni di finanziamenti. La patata bollente adesso è nelle mani del Commissario-Prefetto della Leonessa.
Viabilità sul lago di Garda: traffico e alta velocità ferroviaria
Altrettanto complessa la questione viabilistica. Non fa più notizia l'atavico ingolfamento stagionale della gardesana nel tratto Gargnano-Salò. Il completamento dell'alta velocità ferroviaria Brescia-Verona, previsto nel 2026 (da risolvere il problema dell'ingresso a Brescia), consentirà di potenziare il trasporto pubblico su ferro e di garantire più connessioni con il Nord Europa e tempi di percorrenza ridotti. Un bel passo in avanti verso le capitali del basso Garda.

Per l'alta velocità ferroviaria, rimane aperto il problema dell'ingresso alla stazione di Brescia
Per il resto, sulla viabilità ordinaria nessuna buona nuova, se non l'ipotesi di potenziare i collegamenti lacustri fra le tre sponde. Ipotesi che viene rilanciata puntualmente ad ogni stagione estiva, per tornare in archivio in autunno-inverno.
Overtourism e sostenibilità: le sfide del futuro del Garda
Magra consolazione, se non la soddisfazione per gli albergatori che nel ponte pasquale hanno visto il grande afflusso dei turisti italiani ed europei, in attesa che torni la stabilità sul fronte internazionale. Certo ci sono stati problemi di overtourism, soprattutto a Sirmione, ma un operatore del settore è stato ben saldo con i piedi per terra: «Di questi tempi, meglio "soffrire" di alcune giornate di pienone, con apposita regolamentazione dei flussi, che la desertificazione totale!».

Sirmione durante il ponte pasquale ha avuto problemi di overtourism
Infine, non ultimo, il problema dei problemi: l'antropizzazione di un territorio super sfruttato dal cemento. «Adesso si deve pensare e ragionare su come organizzare - rimarca Gavazzoni - in modo nuovo il nostro futuro per accogliere ancora milioni di turisti. Le risorse non sono infinite. Una sfida che richiama tutti al senso di responsabilità per tutelare il più grande lago d'Italia, giunto al limite della sopportabilità ambientale».