Via libera definitivo della Camera al disegno di legge sui reati agroalimentari, che diventa legge dopo il passaggio in Senato. Il provvedimento - composto da 21 articoli e articolato su tre pilastri, sanzioni penali, amministrative e disposizioni finali - rafforza la tutela del made in Italy e introduce un sistema più strutturato di contrasto a frodi, contraffazioni e pratiche ingannevoli lungo tutta la filiera. L’Aula ha approvato il testo con 154 voti favorevoli, 110 astensioni e un solo voto contrario.
La Camera ha dato il via libera con 154 voti favorevoli, 110 astensioni e un solo voto contrario
«Questo provvedimento è basato su alcuni elementi, il primo è quello di avere un sistema sanzionatorio equilibrato che colpisca con sanzioni tali da rappresentare, prima ancora che una punizione, una deterrenza - ha commentato in conferenza stampa il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, dopo l’approvazione del provvedimento. Quello che vogliamo è che non accadono fenomeni di imitazione o altri reati da sanzionare, spesso le sanzioni erano irrisorie, non lo dico io, ma lo dicevano le forze dell’ordine, oggi c’è un equilibrio maggiore: la sanzione viene collegata al fatturato dell’azienda e andiamo ad inserire nuovi reati, come la frode fallimentare».
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La conferenza stampa del ministro Lollobrigida
Nuovi reati e modifiche al codice penale
Entrando quindi nel merito del provvedimento, il primo asse è quello penale, con una revisione del codice che introduce un nuovo capo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare. Viene sostanzialmente rafforzato il reato di contraffazione delle indicazioni Dop e Igp, esteso anche alle fasi precedenti alla commercializzazione, e vengono introdotte nuove fattispecie come, appunto, la già citata frode alimentare, che riguarda la vendita di prodotti non conformi rispetto a quanto dichiarato, e il commercio di alimenti con segni mendaci, legato all’uso di etichette e indicazioni ingannevoli. A questo si aggiungono aggravanti specifiche nei casi più gravi, per esempio quando sono coinvolti prodotti a denominazione o quando le condotte sono organizzate, insieme a una attenuante per chi collabora con le autorità.
Sanzioni più pesanti e responsabilità delle imprese
Allo stesso tempo, il secondo asse riguarda il sistema sanzionatorio e la responsabilità delle imprese, che viene reso più incisivo e proporzionato. Le sanzioni vengono infatti collegate al fatturato delle aziende, mentre diventano obbligatorie misure come la confisca dei beni utilizzati o derivanti dal reato. In parallelo vengono previste pene accessorie che possono incidere direttamente sull’attività economica, dalla chiusura temporanea o definitiva degli stabilimenti nei casi più gravi o di recidiva, fino all’interdizione dall’attività imprenditoriale e all’esclusione da finanziamenti pubblici. Viene inoltre estesa la responsabilità amministrativa delle società, che potranno essere colpite con sanzioni rilevanti anche sul piano economico.
Il provvedimento introduce sanzioni più severe e responsabilità per le imprese
Controlli rafforzati e nuove misure sulla filiera
Infine, il terzo asse, che riguarda i controlli e la parte amministrativa, con un rafforzamento degli strumenti di indagine e della tracciabilità lungo la filiera. Viene prevista la possibilità di effettuare ispezioni senza preavviso in presenza di rischio di alterazione delle prove, l’utilizzo delle intercettazioni per i nuovi reati e l’estensione dell’incidente probatorio anche alle analisi su alimenti deperibili. Sul piano amministrativo aumentano le sanzioni per le violazioni su etichettatura, origine e ingredienti, mentre vengono introdotte nuove misure per il settore lattiero-caseario e, in particolare, per la tracciabilità del latte di bufala con un registro unico nazionale. A questo si aggiungono un piano straordinario di controlli per i prodotti a denominazione protetta, interventi sulle filiere del vino e della pesca e alcune novità organizzative, come la cabina di regia nazionale per coordinare i controlli, il contrassegno ufficiale su base volontaria per i prodotti Dop e Igp e la possibilità di destinare a fini solidali i prodotti sequestrati e idonei al consumo.
Il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida
«In questi anni abbiamo lavorato per esaltare la nostra produzione proteggendola e rendendola sempre più resiliente, abbiamo superato i 16 miliardi di investimento in tre anni in favore del settore agricolo, agendo sulle filiere e sulla produzione di energia pulita, senza sottrarre terra alla qualità - ha aggiunto Lollobrigida. Non abbiamo fatto mancare il sostegno ai nostri agricoltori e, accanto alla promozione e alla produzione, c’è un terzo asset della nostra visione strategica: la protezione. Voglio ringraziare il Parlamento italiano nel suo complesso e le forze politiche che hanno votato a favore del provvedimento». E ancora, chiudendo il ragionamento sul peso economico del comparto: «Abbiamo fatto qualcosa di concreto, abbiamo rivisto il sistema di protezione del nostro modello agroalimentare che tanto vale in termini di export, toccando per la prima volta il record di 72,4 miliardi di euro, con una crescita rilevantissima».