Altro che Michelin. Altro che influencer da social. Se si vuole capire chi conta davvero oggi nella ristorazione mondiale, bisogna guardare altrove. Bisogna guardare alla classifica Time 100, della prestigiosa testata Time, che ogni anno seleziona le persone più influenti del pianeta. Ebbene, nel 2026 tra leader politici (da Donald Trump a Papa Leone XIV), scienziati e miliardari globali come Musk o Besoz, compaiono anche tre chef: Mashama Bailey, Nancy Silverton e Vikas Khanna. Non sono lì per le stelle o i premi culinari. Sono lì per quello che rappresentano.
Per Time 100 l’influenza non è più nel piatto
La presenza di tre chef nella Time 100 dice una cosa molto chiara: l’influenza non si misura più solo nella cucina. Conta:
• l’impatto culturale
• la capacità di raccontare un territorio
• il ruolo sociale
• la costruzione di un sistema attorno al proprio nome
Il ristorante, oggi, è solo una parte dell’equazione. E questo è un segnale molto chiaro per chi guarda al ruolo del cuoco nella società. Si può diventare famosi ed essere acclamati fra le 100 persone che hanno più influenza sulla vita di tutti, anche se non si hanno stelle. E si possono anche costruire realtà socio-economiche importanti.
La rivista Time identifica tendenze destinate a generare cambiamenti globali, e questa volta lo ha fatto attraverso la selezione degli chef
Ciò non significa che le gratificazioni garantite da una stella o da altre guide non abbiano valore. Ma in quel caso tutto si ferma al piatto (che pure è un risultato importante). Anche senza stelle si può però diventare esempio per tanti e sentirsi partecipi di progetti sociali e culturali che possono cambiare il mondo, o almeno il modo di rapportarsi fra le persone. E ciò potrebbe avere un valore determinante proprio in Italia, da sempre la patria di concetto secondo cui la “tavola” è condivisione e unione fra e persone. Giusto ciò che riconosce l’Unesco che non guarda certo al bottino di stelle di un Paese.
Insomma ancora una volta Time fornisce indicazioni di tendenze che possono produrre cambiamenti nel mondo e ora lo fa con tre cuochi, tutti degli Stati Uniti, ma profondamente diversi fra loro. E una di questi è una donna Nancy Silverton che si porta in dote una cultura italiana che fa perno sul pane, sui lievitati e sulla pizza, forse i simboli di maggiore riconoscibilità della cultura enogastronomica italiana.
Mashama Bailey: la cucina come racconto identitario
Mashama Bailey, chef e co-proprietaria del ristorante The Grey a Savannah, in Georgia, Stati Uniti, è diventata una delle voci più importanti della cucina americana contemporanea. Il suo lavoro non è solo gastronomico. È culturale. Ha reinterpretato la cucina del Sud degli Stati Uniti mettendo al centro:
• la storia afroamericana
• le tradizioni locali
• il tema dell’identità
Non a caso, nella motivazione di Time si sottolinea come abbia “rotto barriere” dimostrando che lo chef è anche un leader nella propria comunità. Il ristorante è il punto di partenza. Il messaggio è molto più ampio.
Vikas Khanna: la cucina come piattaforma globale
Vikas Khanna rappresenta un altro modello. Chef, autore, volto televisivo, ma soprattutto promotore globale della cultura indiana. Con il ristorante Bungalow a New York ha costruito un racconto gastronomico che attraversa tutto il subcontinente indiano, portando in primo piano tradizioni spesso ignorate dall’alta cucina. È segnalato da Michelin solo come Big gourmand, ma è fuori dalla sala che il suo impatto diventa evidente:
• milioni di pasti distribuiti con iniziative solidali
• libri e documentari
• presenza mediatica globale
Come ha dichiarato lo stesso Khanna, questo riconoscimento non è personale ma collettivo: nasce “nelle cucine delle nostre case, nelle mani delle nostre madri e nonne”. È un cambio di paradigma: la cucina non si limita più a servire, ma rappresenta anche situazioni sociali e cultura.
Nancy Silverton: l’influenza che costruisce il mercato
Nancy Silverton è il terzo nome della lista. E forse il più emblematico. Nancy Silverton è una celebre chef e panettiera americana, fondatrice della pionieristica La Brea Bakery (fondata nel 1989, ha rivoluzionato il pane artigianale negli USA ed è stata venduta nel 2001 a IAWS 1989) e co-proprietaria del prestigioso Mozza Restaurant Group a Los Angeles (fondato nel 2006 con i partner Joe Bastianich e Mario Batali) che ha creato un impero culinario italiano con locali come Osteria Mozza (1 stella Michelin) sempre a Los Angeles e con sedi anche a Singapore e altrove, Pizzeria Mozza (nota per le sue pizze gourmet), chi SPACCA (specializzato in carne) e Mozza2Go (servizio di asporto).
Silverton ha letteralmente cambiato il modo in cui gli americani pensano il pane. Ha portato:
• la lievitazione naturale
• la cultura del prodotto artigianale
• un nuovo standard qualitativo
E lo ha fatto costruendo un sistema: ristoranti, libri, formazione, industria. Nella motivazione della Time si parla apertamente di rivoluzione. E infatti è questo il punto: l’influenza non è nel singolo locale, ma nella capacità di cambiare il mercato.
I 3 chef più influenti del 2026 secondo Time
• Mashama Bailey – identità e cultura del Sud degli Stati Uniti
• Vikas Khanna – diffusione globale della cucina indiana
• Nancy Silverton – rivoluzione del pane e modello imprenditoriale
Tre modelli diversi, un unico punto: l’influenza nasce fuori dal ristorante
Il messaggio per la ristorazione: i veri chef influenti non sono quelli delle stelle
Questa classifica manda un segnale forte, anche scomodo. Gli chef più influenti al mondo non sono necessariamente quelli con più stelle, né quelli più seguiti sui social. Sono quelli che:
• costruiscono comunità
• raccontano identità
• sviluppano progetti oltre il ristorante
• generano impatto reale

Il ristorante, da solo, non basta più. La Time 100 non premia certo i migliori piatti, ma premia chi cambia il mondo. E se tre chef entrano in questa lista, il messaggio è chiarissimo: la cucina oggi è potere culturale, economico e sociale. Chi continua a misurare tutto con le stelle, rischia di guardare il dito mentre qualcuno, altrove, si sta prendendo la luna.