L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha concluso un’istruttoria sul settore degli snack salati comminando sanzioni per oltre 23 milioni di euro ad Amica Chips, Pata e Preziosi Food, tre tra i principali operatori italiani del comparto patatine e prodotti affini. Al centro del procedimento un presunto sistema di coordinamento nelle gare indette dalla grande distribuzione per la fornitura di prodotti a marchio del distributore, le cosiddette private label.
Il presunto meccanismo di coordinamento nelle gare
Secondo quanto ricostruito dall’Autorità, le tre imprese avrebbero partecipato alle procedure di gara senza una reale competizione tra loro, adottando comportamenti paralleli che avrebbero di fatto ridotto la pressione concorrenziale sul mercato.
Sanzionati alcuni tra i principali operatori italiani del comparto patatine
In più occasioni, secondo l'autorità, le offerte presentate sarebbero risultate costruite in modo tale da non alterare gli equilibri esistenti, consentendo una sorta di stabilità nella ripartizione dei clienti tra i principali operatori. Un assetto che, sempre secondo l’Antitrust, avrebbe finito per consolidare nel tempo una divisione di fatto del mercato. Il fenomeno riguardava in particolare le forniture destinate alle catene della grande distribuzione organizzata, che poi commercializzano i prodotti con marchi propri, molto diffusi sugli scaffali dei supermercati italiani.
Le insegne coinvolte e il ruolo della Gdo
Il mercato interessato è quello delle principali catene distributive presenti in Italia. Tra queste figurano Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Lidl, Aldi, Eurospin, Selex, VéGé, Despar, Tigre, MD, Crai, Penny Market e Pam Panorama. Si tratta di un segmento rilevante per i volumi complessivi del settore snack, nel quale le private label rappresentano una quota crescente delle vendite, grazie a un posizionamento competitivo rispetto ai brand industriali.
Le sanzioni comminate alle imprese
Nel dettaglio, l’Antitrust ha stabilito una multa pari a 8.239.210 euro per Amica Chips, 7.555.387 euro per Pata e 7.503.550 euro per Preziosi Food. Le sanzioni sono state ridotte in misura variabile, tra il 10% e il 50%, in considerazione della collaborazione fornita dalle imprese nel corso del procedimento e dell’adesione al programma di clemenza previsto dalla normativa antitrust. L’istruttoria era stata avviata nel 2024 a seguito di una segnalazione interna, riconducibile a un cosiddetto whistleblower, che aveva indicato possibili anomalie nei comportamenti competitivi del settore.
Il meccanismo avrebbe ridotto la concorrenza effettiva nel settore con possibili ricadute anche sul prezzo finale dei prodotti a marchio del supermercato
Secondo l’Autorità, la presunta riduzione della concorrenza avrebbe avuto effetti diretti sul funzionamento del mercato. In assenza di una competizione pienamente attiva tra fornitori, le condizioni economiche delle gare sarebbero risultate meno vantaggiose per la distribuzione. Questo meccanismo avrebbe inciso sui costi di approvvigionamento dei prodotti a marchio del distributore, con possibili ricadute a valle lungo la filiera fino al consumatore finale, in termini di minore pressione sui prezzi a scaffale.