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mercoledì 13 maggio 2026  | aggiornato alle 15:19 | 119179 articoli pubblicati

Non solo delivery: le piattaforme ora vogliono gestire tutta l’esperienza cliente

L’acquisizione di SevenRooms da parte di DoorDash mostra come il valore della ristorazione digitale si stia spostando verso prenotazioni, dati, fidelizzazione e gestione diretta del cliente nei locali. Il rischio, soprattutto per gli indipendenti, è delegare sempre più la relazione commerciale a ecosistemi esterni e piattaforme digitali globali

13 maggio 2026 | 13:46
Non solo delivery: le piattaforme ora vogliono gestire tutta l’esperienza cliente
Non solo delivery: le piattaforme ora vogliono gestire tutta l’esperienza cliente

Non solo delivery: le piattaforme ora vogliono gestire tutta l’esperienza cliente

L’acquisizione di SevenRooms da parte di DoorDash mostra come il valore della ristorazione digitale si stia spostando verso prenotazioni, dati, fidelizzazione e gestione diretta del cliente nei locali. Il rischio, soprattutto per gli indipendenti, è delegare sempre più la relazione commerciale a ecosistemi esterni e piattaforme digitali globali

13 maggio 2026 | 13:46
 

Per anni le piattaforme di delivery si sono presentate come semplici intermediari tecnologici tra ristoranti e clienti. Oggi però il modello sta cambiando rapidamente. A dimostrarlo, per esempio, è anche l’acquisizione (avvenuta nel giugno 2025) di SevenRooms da parte di DoorDash - uno dei più grandi operatori mondiali del food delivery - considerata da molti osservatori un passaggio strategico che va ben oltre il mondo delle consegne a domicilio. SevenRooms, ricordiamo, è una piattaforma specializzata in prenotazioni, gestione clienti, marketing diretto, fidelizzazione, raccolta dati e gestione dell’esperienza hospitality.

DoorDash ha acquisito SevenRooms per espandersi oltre il semplice food delivery
DoorDash ha acquisito SevenRooms per espandersi oltre il semplice food delivery

L’operazione è stata letta negli Stati Uniti come un possibile cambio di paradigma per l’intera ristorazione contemporanea: non più soltanto piattaforme dedicate al delivery, ma infrastrutture capaci di gestire relazione col cliente, dati, traffico e fidelizzazione. E considerando come il mercato americano anticipi spesso, se non sempre, tendenze destinate ad arrivare anche in Europa, il tema riguarda direttamente anche il futuro gestionale della ristorazione italiana.

Dalle consegne ai dati: come cambia il modello

Fino a pochi anni fa il rapporto appariva relativamente lineare: il ristorante cucinava e la piattaforma si occupava della consegna. Oggi invece il controllo si estende progressivamente a prenotazioni, pagamenti, promozioni, pubblicità, dati cliente e frequenza di visita. Il valore non risiede più soltanto nel piatto venduto, ma nella possibilità di conoscere abitudini, preferenze, capacità di spesa e comportamenti del consumatore.

Uno scenario che ricorda da vicino quanto avvenuto nel settore alberghiero con le grandi piattaforme di prenotazione online. Inizialmente percepite come strumenti di visibilità, nel tempo hanno acquisito un ruolo centrale nella gestione del traffico, della reputazione, dei prezzi e della relazione commerciale. Una trasformazione che ha portato molti hotel a mantenere strutture, camere e personale, ma a perdere il controllo diretto sul cliente.

Il rischio di una ristorazione sempre più intermediata

Nel comparto della ristorazione il processo appare ancora più delicato perché negli ultimi anni molte attività hanno progressivamente esternalizzato diversi aspetti della relazione commerciale: delivery, prenotazioni, pubblicità digitale, promozioni automatizzate e sistemi di pagamento. Ogni passaggio trasferisce parte del controllo fuori dal locale, con il rischio che il ristorante finisca per svolgere soprattutto una funzione produttiva mentre dati, traffico e fidelizzazione vengono gestiti altrove.

Le piattaforme controllano sempre più clienti, dati e visibilità della ristorazione
Le piattaforme controllano sempre più clienti, dati e visibilità della ristorazione

Il tema si collega anche alla crescita dei virtual brand, fenomeno già emerso nel settore della ristorazione digitale. In questi modelli il cliente spesso non conosce chi cucina realmente, mentre il marchio nasce e si sviluppa online. La piattaforma decide visibilità e traffico e il locale produce senza possedere pienamente la relazione commerciale. Con l’acquisizione di SevenRooms questo processo appare ancora più evidente: le piattaforme non puntano più soltanto alla gestione dell’ultimo chilometro della consegna, ma sostanzialmente all’intera esperienza del cliente.

Dati, fidelizzazione e controllo della relazione

Nel mondo hospitality il dato è diventato una delle risorse più strategiche. Sapere chi frequenta un locale, quanto spende, con quale frequenza ritorna e quali offerte funzionano permette di costruire campagne mirate, promozioni personalizzate, programmi fedeltà e strategie commerciali sempre più precise. Il controllo dei dati coincide sempre più con il controllo del mercato. Le piattaforme, infatti, stanno assumendo un ruolo che va oltre quello di semplici fornitori di servizi esterni. Prenotazioni, delivery, pagamenti, marketing, pubblicità e gestione clienti tendono a convergere all’interno di ecosistemi digitali integrati. E più il ristorante dipende da questi strumenti, più diventa complesso uscirne.

La sfida della ristorazione indipendente

I grandi gruppi internazionali dispongono spesso delle risorse necessarie per sviluppare applicazioni proprietarie, programmi fedeltà e sistemi interni di gestione dei dati. La ristorazione indipendente, invece, rischia di diventare maggiormente dipendente dalle piattaforme digitali. La questione centrale riguarda quindi il controllo del cliente e della relazione commerciale: se resti in mano al ristoratore oppure a chi gestisce gli strumenti digitali attraverso cui il cliente passa.

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In Italia il fenomeno appare - ovviamente - meno avanzato rispetto agli Stati Uniti, ma i segnali stanno crescendo: delivery integrato, prenotazioni centralizzate, marketplace gastronomici, programmi fedeltà digitali e piattaforme pubblicitarie sono sempre più presenti nel comparto ristorativo. Strumenti che molti imprenditori considerano utili per aumentare visibilità e operatività, ma che spostano progressivamente il rapporto col cliente fuori dal locale.

Le possibili ricadute sul mercato italiano

Detto questo, in Italia il tema potrebbe diventare particolarmente rilevante soprattutto per il tessuto della ristorazione indipendente, storicamente frammentato e composto in larga parte da piccole e medie attività. Molti locali utilizzano già piattaforme esterne per delivery, prenotazioni, pubblicità e promozione digitale, spesso senza disporre di strumenti proprietari alternativi. Il punto centrale riguarda quindi la gestione futura della relazione col cliente. Chi controlla prenotazioni, traffico digitale, dati e fidelizzazione finisce inevitabilmente per incidere anche sulle dinamiche commerciali del locale, dalla frequenza di visita alle strategie promozionali.

Anche la ristorazione italiana rischia di dipendere sempre più dalle piattaforme digitali
Anche la ristorazione italiana rischia di dipendere sempre più dalle piattaforme digitali

Negli Stati Uniti il settore sta già mostrando una tendenza verso ecosistemi sempre più integrati, nei quali un’unica piattaforma può concentrare consegne, prenotazioni, pubblicità, pagamenti e programmi fedeltà. Un modello che potrebbe progressivamente consolidarsi anche nel mercato italiano ed europeo, seguendo dinamiche già viste in altri comparti dell’hospitality e del turismo. Per molte attività del nostro Paese il tema non riguarda soltanto la tecnologia, ma anche la capacità di mantenere autonomia commerciale e identità diretta nel rapporto col cliente. Ed è proprio in questa prospettiva che l’operazione DoorDash-SevenRooms assume un significato che va oltre una semplice acquisizione tecnologica.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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