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venerdì 15 maggio 2026  | aggiornato alle 13:45 | 119222 articoli pubblicati

Negli Usa il food delivery guarda al cielo: via ai primi test con i droni

La catena di pizzerie Papa John’s ha avviato un progetto pilota con Wing, società controllata da Alphabet (Google): i droni, però, per ora non consegnano ancora pizze intere ma soltanto bevande, dessert e prodotti leggeri. L’obiettivo è raccogliere dati per velocizzare le consegne e contenere in futuro i costi del delivery, come già accade da anni in Cina

15 maggio 2026 | 12:00
Negli Usa il food delivery guarda al cielo: via ai primi test con i droni
Negli Usa il food delivery guarda al cielo: via ai primi test con i droni

Negli Usa il food delivery guarda al cielo: via ai primi test con i droni

La catena di pizzerie Papa John’s ha avviato un progetto pilota con Wing, società controllata da Alphabet (Google): i droni, però, per ora non consegnano ancora pizze intere ma soltanto bevande, dessert e prodotti leggeri. L’obiettivo è raccogliere dati per velocizzare le consegne e contenere in futuro i costi del delivery, come già accade da anni in Cina

15 maggio 2026 | 12:00
 

Se la Cina è già avanti di anni, forse decenni, rispetto al resto del mondo sul piano tecnologico, anche nella logistica e nelle consegne automatizzate, gli Stati Uniti stanno provando ad accelerare per ridurre il gap. Uno dei fronti più osservati è il food delivery via drone: non si può ancora parlare di un servizio di massa, ma comunque di un terreno su cui le grandi catene stanno iniziando a fare degli esperimenti. Come, ad esempio, Papa John’s che, come riferito da Reuters, ha avviato in Carolina del Nord un progetto pilota con Wing, società di consegne aeree controllata da Alphabet, la holding di Google. Va però chiarito subito un punto: la catena, al momento, non sta ancora consegnando pizze intere con i droni. Il test riguarda infatti prodotti più piccoli e leggeri.

Una delle pizze di Papa John’s
Una delle pizze di Papa John’s

Il test parte in Carolina del Nord, ma la pizza può aspettare

Il progetto è partito lunedì 11 maggio nei pressi di Sun Valley Commons, sobborgo vicino a Charlotte, e coinvolge soltanto alcuni articoli selezionati, ordinabili appunto tramite l’app di Wing. L’obiettivo è capire se e come la consegna aerea possa diventare uno strumento utile per rendere più efficiente l’ultimo miglio, riducendo tempi, costi e dipendenza dai rider. Come detto, però, la pizza per ora resta ancora un obiettivo più che un servizio realmente operativo: almeno in questa fase i droni vengono di fatto impiegati per prodotti più adatti al trasporto aereo, come contorni, dessert o bevande.

Perché consegnare una pizza con un drone è complicato

Il limite, sottolinea un approfondimento di Wired, è soprattutto tecnico. Una pizza presenta infatti problemi di dimensioni, peso e stabilità durante il volo, oltre alla questione del mantenimento del calore lungo il tragitto. Un conto è trasportare un prodotto piccolo e compatto, un altro invece è far arrivare una pizza intera calda, integra e nelle condizioni attese dal cliente. A questo si aggiungono altri aspetti come le aree di atterraggio sicure, i regolamenti locali, la gestione del traffico aereo urbano e gli investimenti infrastrutturali.

Per un drone, delle pizze creano problemi di peso, dimensioni e stabilità
Per un drone, delle pizze creano problemi di peso, dimensioni e stabilità

Per questo, il test di Papa John’s e Wing non va raccontato come l’inizio immediato dell’era della pizza volante negli Stati Uniti. È piuttosto un esperimento tecnico e commerciale che mostra come anche gli Usa stiano provando ad avvicinarsi a modelli di delivery più automatizzati, già più avanzati in altri mercati, a partire ovviamente dalla Cina, regina assoluta in questo settore. Per ora i droni non sostituiscono i rider né portano pizze intere sotto casa: servono soprattutto a raccogliere dati, misurare i limiti del sistema e capire a quali condizioni il food delivery del futuro potrà davvero prendere il volo.

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Il percorso di modernizzazione di Papa John’s

Detto ciò, il progetto rientra in un percorso di modernizzazione più ampio avviato da Papa John’s sul fronte tecnologico e operativo. La catena, come riconosciuto dagli stessi dirigenti, partiva da una posizione di ritardo rispetto ad alcuni concorrenti del comparto, ma negli ultimi mesi ha iniziato ad accelerare con decisione. Ad aprile, per esempio, ha annunciato l’arrivo di un nuovo chatbot basato sull’intelligenza artificiale all’interno della propria app, pensato per consentire ai clienti di effettuare ordini in modo più rapido. A questo si aggiunge la partnership con Google Cloud, pensata per rafforzare l’infrastruttura digitale del gruppo, migliorare la gestione dei dati e rendere più efficiente il rapporto tra ordini, logistica e consegne. Insomma, Papa John’s sta provando a recuperare il terreno perso e a farlo in fretta.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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