Nei primi due mesi del 2026 gli acquisti di ortofrutta delle famiglie italiane si mantengono sostanzialmente stabili, mentre a marzo si registra una contrazione del 3%, pari a circa 503mila tonnellate. A pesare sul dato sono, secondo il Report CSO Italy, le tensioni geopolitiche, l’inflazione e l’aumento dei costi energetici legati al conflitto in Iran. Nel complesso, il primo trimestre si chiude con 1,3 milioni di tonnellate acquistate, in linea con lo stesso periodo del 2025, per un valore di 3,25 miliardi di euro in crescita dell’1%, con un prezzo medio attestato a 2,60 euro al chilo.

Ortofrutta, consumi stabili ma marzo segna un calo
Cambia la spesa: cresce la Gdo, arretrano i canali tradizionali
Il quadro dei consumi evidenzia una trasformazione ormai strutturale nei canali di acquisto. La Grande distribuzione organizzata consolida il proprio ruolo, mentre i mercati rionali e ambulanti segnano un calo del 21%, quasi dimezzati rispetto al 2022, con una flessione complessiva del 48%. In arretramento anche i fruttivendoli specializzati, che perdono il 10%. Parallelamente cresce il peso del confezionato, che raggiunge il 45% dei volumi complessivi, un livello mai registrato prima. Un dato che riflette la ricerca di praticità e continuità di servizio da parte dei consumatori.
Frutta e verdura, consumi sempre più selettivi
Il primo trimestre conferma un andamento differenziato tra le categorie. Tra i prodotti in crescita spiccano uva da tavola (+47%), frutti di bosco (+35%), kiwi (+21%), avocado (+14%) e banane (+10%), sostenuti da nuove abitudini di consumo e da una domanda più orientata verso prodotti percepiti come pratici e versatili.

Tra i prodotti in crescita spicca L'uva da tavola (+47%)
In calo invece fragole e agrumi, con le clementine a -13%, i mandarini a -6% e le arance a -5%. Sul fronte degli ortaggi si segnalano crescite per radicchi (+34%), asparagi (+27%) e zucche (+25%), mentre arretrano melanzane (-21%), carciofi (-18%), broccoli (-15%) e pomodori (-8%), prodotti tradizionalmente legati alla dieta mediterranea.
Biologico in crescita e nuovi equilibri di consumo
Un segnale positivo arriva dal biologico, che a marzo cresce del 6% in valore e nel trimestre raggiunge l’11% dei volumi complessivi acquistati dalle famiglie italiane. Un dato che si inserisce in un contesto di maggiore attenzione alla qualità percepita e alla provenienza dei prodotti.

Il quadro complessivo delineato dal CSO Italy mostra così un settore stabile nei volumi ma in forte trasformazione interna, dove cambiano abitudini, canali e preferenze, con una spinta sempre più evidente verso prodotti confezionati e categorie emergenti.