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giovedì 28 maggio 2026  | aggiornato alle 20:42 | 119495 articoli pubblicati

Lumezzane oltre le fabbriche: l’operosa città bresciana oggi investe anche nel gusto

Con il progetto “Lumea”, artigiani, forni, pasticcerie, gelaterie e produttori della città della Val Gobbia provano a costruire una nuova identità territoriale legata al turismo e alla gastronomia locale

 
28 maggio 2026 | 18:14

Lumezzane oltre le fabbriche: l’operosa città bresciana oggi investe anche nel gusto

Con il progetto “Lumea”, artigiani, forni, pasticcerie, gelaterie e produttori della città della Val Gobbia provano a costruire una nuova identità territoriale legata al turismo e alla gastronomia locale

28 maggio 2026 | 18:14
 

Una città di una vitalità immensa, che non conosce confini. (Ri)Scoprire Lumezzane (Bs) è conoscere un’altra Italia, nascosta in una valle (la Val Gobbia) che ha poco di poetico, ma capace di produrre il gelato all’uva “americana” e vendere le sue posate alla Casa Bianca, come a Bottura, Vittorio, Cipriani, all’Enoteca Pinchiorri, Ducasse e a tutto il gotha della cucina italiana, con produzioni limitate e personalizzate. E pure al semplice cittadino. Questa è la Mepra, la fabbrica di casalinghi dei fratelli Prandelli che ha saputo sfruttare ogni centimetro del territorio incastonato fra le montagne, a metà strada dei laghi: Garda, Idro e Iseo. Stesso discorso per la EmE, della famiglia Mori, che è radicata nel Lumezzanese da tempo immemore. In questo territorio straordinario, che ha profonde radici storiche grazie alla lavorazione del metallo, è nato un anno fa il distretto del buon cibo, sfruttando l’inventiva di tanti giovani. Un totale cambio di visione. Si chiama “Lumea - I sapori di Lumezzane - Il gusto di Lumea”.

Lumezzane oltre le fabbriche: l’operosa città bresciana oggi investe anche nel gusto

Vista dall'alto su Lumezzane (Bs)

Dall’acciaio alla tavola, la sfida di Lumea

A tenere a battesimo la nuova sfida “dall’acciaio alla buona tavola”: l’amministrazione comunale, la Pro Loco e le associazioni di categoria, dai commercianti agli artigiani. «Perché qui - hanno ribadito a più voci i promotori durante un talk show - abbiamo costruito una città plurale con 3 capisaldi: impresa, formazione e territorio. Il tutto con nuovi prodotti all’insegna della qualità, bontà e digeribilità». La squadra è guidata dal sindaco Josehf Facchini, dall’assessore al commercio Rocco Ferraro, dal presidente della Pro Loco Roberto Stefana e dalla presidente dell’Associazione commercianti, Elisabetta Montini.

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Pasticcerie, forni e gelati: il gusto quotidiano di Lumezzane

Il tour fra le eccellenze locali è d’obbligo, partendo dalle pasticcerie: Chantilly (superbi bossolà e fongade), l’Asino (sta preparando una torta speciale, “la Superba”, per la Mille Miglia; imperdibile poi la girella con fichi, noci e miele) e le Tentazioni (eccelsa la millefoglie e porte sempre aperte anche a chi ha qualche problema economico).

Lumezzane oltre le fabbriche: l’operosa città bresciana oggi investe anche nel gusto

Ugo Sanvitti della pasticceria Chantilly con la bossolà

La parola poi passa al pane. La forneria Braga si presenta con 10 tipi di pani fragranti, impastati quotidianamente. La grande passione di Stefano Conter per l’arte bianca lo porta a sfornare vere e proprie chicche con farina tipo 1, segale integrale, olio, miele e patate.

Lumezzane oltre le fabbriche: l’operosa città bresciana oggi investe anche nel gusto

Stefano Conter con delle chicche da forno

D’obbligo una fermata alla gelateria dell’Era Glaciale. Qui si trova una rarità: il gelato con l’uva americana che il titolare Franco Ghidoni, con la moglie Giovanna Bertoli, “vendemmia” ogni anno fra una decina di micro produttori del posto. Conserva i chicchi in freezer per utilizzarli durante l’anno. Una perla che rende unico l’approccio fra i saliscendi che dominano la vallata e le quattro principali frazioni. Ma c’è anche una macelleria, quella di Elio Mori, a stretta conduzione familiare (moglie, marito, due figli e una collaboratrice). Elio affianca ai tagli delle carni tradizionali i salumi innovativi, dove le spezie vengono dosate e macinate in casa: si sciolgono in bocca.

Il futuro della Val Gobbia passa anche dal turismo

Eccellenze enogastronomiche presentate durante un incontro promosso dall’amministrazione civica per fare un primo bilancio, a un anno dal lancio di “Lumea”. «La terza città della provincia di Brescia - è stato detto dai vari relatori - con 20mila abitanti e un tessuto produttivo in grado di aggredire i mercati di tutto il mondo grazie ai suoi casalinghi (l’export raggiunge in alcuni casi anche l’80%), dimostra anche sotto l’aspetto enogastronomico di non aver nulla da temere e di saper affrontare le sfide del buon cibo».

Il futuro? Creare una nuova moderna ricettività alberghiera, valorizzare i sentieri cicloturistici e di trekking e, magari, far nascere il vino della Val Gobbia. Le condizioni ambientali ci sono tutte per tentare anche questa nuova avventura, che non fa certo paura ai lumezzanesi. Devono solo pensarci... un attimo. I capitali non mancano, così come la voglia di fare impresa (parola magica da queste parti).

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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