Le tecniche di evoluzione assistita (Tea) avanzano in Europa, dopo le sperimentazioni pilota effettuate (con qualche vandalismo) principalmente in Lombardia. Le nuove modalità sono destinate a rivoluzionare le coltivazioni del mais, del pomodoro, delle melanzane, della frutta e della vite grazie a tecniche che richiedono meno acqua e sono più resilienti rispetto a meteo pazzo. Con sei progetti di sperimentazione già attivi e altri tre pronti a partire nei prossimi mesi, la ricerca italiana si conferma un modello virtuoso d’eccellenza a livello europeo.

Primo ok dell’Ue alle Tea: la Lombardia in prima linea nella svolta agricola
Primo ok del Consiglio Ue alle Tea
Il via libera del Consiglio dell’Unione europea alle nuove norme sulle Tea o New genomic techniques (Ngt) rappresenta infatti un passaggio decisivo verso un’agricoltura più sostenibile, competitiva e rivolta all’innovazione. Il provvedimento, ulteriore passo verso il processo di approvazione del nuovo regolamento europeo, avanza nonostante le perplessità di due eurodeputati francesi e tedeschi.

L’assessore lombardo all’Agricoltura, Alessandro Beduschi
«Dopo anni di immobilismo - ha sottolineato l’assessore lombardo all’Agricoltura, Alessandro Beduschi - l’Europa compie finalmente un passo avanti e apre la strada a una sostenibilità concreta, libera da approcci ideologici che hanno rallentato innovazione e competitività. Parliamo di tecnologie che non stravolgono la natura, ma ne accompagnano i processi. L’intelligenza dell’uomo consente oggi di anticipare mutazioni spontanee e meccanismi di adattamento che esistono da sempre. È un cambio di paradigma che permette di ridurre input chimici, aumentare la capacità delle colture di affrontare attacchi di parassiti e malattie o di affrontare con strumenti nuovi le sfide climatiche».
Il ruolo della Lombardia e i prossimi passaggi normativi
La Lombardia, per amor di verità, è stata fra le prime regioni a credere nelle Tea, sostenendo la ricerca e favorendo un confronto serio, lontano da pregiudizi. Oggi questa scelta trova conferma a livello europeo. Il percorso normativo comunque non è ancora concluso perché deve passare, per l’ok definitivo, dal Parlamento di Strasburgo.

Il segnale è comunque chiaro. «Usciamo da una fase di oscurantismo - ha concluso l’assessore lombardo - che ha condizionato troppo a lungo il dibattito nell’Unione. Ora è il momento di dare piena attuazione a queste tecnologie, offrendo agli agricoltori una vera “cassetta degli attrezzi” per produrre meglio, in modo più sostenibile e competitivo».