A pochi giorni dall’approvazione definitiva del Senato, che ha dato alla Giornata della ristorazione un riconoscimento istituzionale come Legge dello Stato, la Fipe (la Federazione italiana pubblici esercizi) ha presentato a Roma il programma della quarta edizione della manifestazione, in calendario il prossimo 16 maggio. Saranno oltre 10mila i ristoranti coinvolti tra Italia e Paesi esteri in un’iniziativa nata per valorizzare uno dei comparti più rappresentativi del Paese e sostenuta fin dal giorno zero da Italia a Tavola.
Bambini, premi e iniziative diffuse sul territorio
Il programma dell’edizione 2026 prevede iniziative diffuse sul territorio, con particolare attenzione alle nuove generazioni. Numerosi i progetti dedicati ai bambini della scuola primaria, coinvolti in percorsi sensoriali alla scoperta della cucina italiana, accanto a momenti istituzionali e di riconoscimento pubblico. Tra questi, l’assegnazione del premio GdR2026 al ministro Francesco Lollobrigida, al professor Massimo Montanari, alla giornalista Maddalena Fossati, a Massimo Mancini dell’omonimo Pastificio Agricolo, a Katia Da Ros dell’azienda Irinox e a Flavia Filippi dell’organizzazione no profit Seconda Chance.

La cucina italiana all’estero convince
La presentazione è stata anche l’occasione per illustrare i risultati del rapporto “The Italian Table Abroad, monitoring sulla presenza e sul posizionamento dei ristoranti italiani all’estero”, promosso dalla stessa Fipe e realizzato da Sociometrica. L’indagine ha analizzato 1.486 ristoranti italiani in dieci capitali europee, monitorando oltre 115mila voci di menu per definire il posizionamento della cucina italiana all’estero. I dati confermano la forza del modello italiano: il rating medio dei ristoranti censiti è pari a 8,95 su 10, mentre il prezzo medio del piatto principale si attesta a 30,30 euro. Un risultato che evidenzia come la cucina italiana riesca a mantenere un alto livello di apprezzamento conservando al tempo stesso una forte accessibilità.
I ristoranti italiani all’estero ottengono un rating medio di 8,95 su 10
Londra e Parigi guidano la classifica dell’autenticità, segnale di una crescente specializzazione della ristorazione italiana nei mercati più maturi, con una maggiore valorizzazione delle identità regionali. La pizzeria si conferma il format più diffuso e replicabile, con 345 locali censiti, un prezzo medio inferiore alla media generale e un indice di valore pari a 12,5. L’osteria, pur restando numericamente più limitata, raggiunge invece il valore più elevato con un indice di valore di 13,3 e un rating medio di 9,21.
Menu diversi e identità territoriali: la forza della cucina italiana
Particolarmente significativo anche il dato relativo alla varietà delle proposte gastronomiche: l’85,9% delle combinazioni di piatti, ingredienti e preparazioni analizzate compare infatti in un solo ristorante. Un elemento che racconta una ristorazione italiana all’estero lontana dall’omologazione e capace di esportare tradizioni, adattamenti e interpretazioni differenti. Un dato particolarmente elevato, che testimonia la ricchezza gastronomica del nostro Paese e la forza che la cucina italiana continua ad avere oltre confine.
All’estero, l’85,9% delle proposte dei ristoranti italiani è unico
I cuochi e i ristoranti italiani all’estero - quelli autentici e non costruiti esclusivamente per il turismo - si confermano così veri ambasciatori della nostra cultura gastronomica, capaci di raccontare territori, identità e prodotti attraverso menu spesso molto diversi tra loro. Numeri che, però, come andiamo dicendo da tempo, sarebbe auspicabile ritrovare anche in Italia, dove invece ormai si assiste, soprattutto nelle principali città d’arte, a una crescente omologazione delle proposte gastronomiche costruite sempre più spesso per “mangiare turisti”, con menu fotocopia che finiscono per impoverire la varietà e la profondità regionale e provinciale della nostra cucina.
I ristoranti italiani all’estero espressione di una rete di soft-power
«La Giornata della ristorazione vuole essere il simbolo di un comparto che, oltre a generare ricchezza e occupazione, è anche identità, cultura, memoria - ha dichiarato il presidente della Fipe, Lino Stoppani. In questo contesto, ogni ristorante italiano all’estero contribuisce alla costruzione del brand Italia, alimenta il desiderio di viaggio, rafforza la reputazione del Paese e rende visibile uno stile di vita fondato su convivialità, qualità, territorio e riconoscibilità italiana. Ne abbiamo avuto ulteriore testimonianza dalla ricerca presentata, dalla quale è emerso che i ristoranti italiani censiti, i menu analizzati, i prezzi rilevati, non sono solo indicatori di un mercato, ma espressione di una rete di soft-power, che costituisce la più capillare ed efficace forma di diplomazia culturale che l’Italia abbia mai dispiegato nel mondo».
Il presidente della Fipe, Lino Stoppani
«Il senso delle piazze, i nostri piatti iconici, la tradizione della colazione al bar, la convivialità della tavola, la comunità, l’ospitalità, bstile di vita, fanno del modello italiano di pubblico esercizio, qualificato e diffuso, l’espressione più vera del "Sense of Italy", che include e interconnette la cultura, il patrimonio creativo del Paese e che costituisce una infrastruttura immateriale abilitante per l’innovazione, la rigenerazione dei contesti locali e per il rafforzamento del brand Italia» ha poi concluso il presidente della Federazione italiana pubblici esercizi..