La burocrazia continua a rappresentare una delle principali criticità per il sistema turistico italiano, soprattutto per quelle realtà di dimensioni ridotte che costituiscono la parte più ampia dell'offerta ricettiva nazionale. A quantificare l'impatto economico degli adempimenti amministrativi è una ricerca presentata dal Dipartimento della Funzione Pubblica durante il Forum PA 2026, che ha analizzato il carico burocratico gravante sulle imprese alberghiere ed extra-alberghiere con meno di 50 addetti. Secondo lo studio, il costo complessivo sostenuto annualmente dalle 228.552 micro e piccole imprese turistico-ricettive raggiunge gli 826 milioni di euro, una cifra che offre una misura concreta delle risorse economiche e organizzative impiegate per rispettare obblighi normativi e procedure amministrative e che può arrivare, per singola azienda, ad un massimo teorico di oltre 14mila euro. A commentare i risultati è stato il presidente di Assohotel Confesercenti, Nicola Scolamacchia, che ha evidenziato come gli oneri amministrativi rappresentino una limitazione alla crescita e alla competitività delle imprese, soprattutto in un contesto caratterizzato da margini spesso contenuti e da una forte pressione competitiva.
Consulenze esterne e personale interno: dove si concentrano i costi
L'analisi evidenzia come la quota più rilevante della spesa sia legata al ricorso a professionisti esterni. Dei 826 milioni di euro complessivi, 606 milioni, pari al 73% del totale, sono infatti attribuiti a consulenze e servizi specialistici necessari per adempiere correttamente agli obblighi previsti dalla normativa. La restante parte, pari a 219,5 milioni di euro, riguarda invece il lavoro svolto internamente dalle aziende. Si tratta di attività che assorbono oltre un milione di giornate lavorative all'anno, sottraendo tempo alle funzioni operative, commerciali e gestionali che incidono direttamente sullo sviluppo dell'impresa.
La comunicazione delle generalità degli ospiti alle autorità competenti sottraggono tempo e risorse ai piccoli hotel
Come sottolinea Scolamacchia, il tema centrale non riguarda soltanto il costo economico delle pratiche, ma soprattutto il tempo richiesto agli imprenditori e ai responsabili delle strutture per gestire procedure spesso complesse o in continuo aggiornamento. «Gli oneri più preoccupanti sono proprio il tempo e le competenze richiesti agli imprenditori e manager del turismo per gestire gli adempimenti, tempo sottratto allo sviluppo delle proprie attività economiche».
L'impatto? Da 3.600 a 14mila euro all'anno per impresa
Lo studio stima un impatto medio annuo di 3.613 euro per azienda, una cifra che può arrivare teoricamente a 14.321 euro nel caso in cui una struttura sia coinvolta nell'insieme completo degli adempimenti censiti dalla rilevazione. La ricerca ha individuato 41 diversi obblighi amministrativi, molti dei quali ricorrenti e caratterizzati da scadenze frequenti. Un aspetto che contribuisce ad aumentare il peso organizzativo soprattutto sulle imprese più piccole, che spesso non dispongono di personale dedicato esclusivamente alla gestione burocratica. L'indagine conferma infatti che l'incidenza degli adempimenti risulta proporzionalmente più elevata proprio per le aziende di minori dimensioni, che devono sostenere costi analoghi a quelli di realtà più strutturate ma con una capacità economica e organizzativa inferiore.
Gli obblighi più pesanti tra sicurezza, fisco e autorizzazioni
Tra le procedure che generano il maggiore impatto economico figurano alcuni adempimenti ormai consolidati nella gestione ordinaria delle strutture ricettive. In cima alla classifica dei costi per singola impresa si colloca la Scia antincendio, con un'incidenza media di 1.792 euro. Seguono la dichiarazione dei redditi e l'Irap, che comportano un costo medio di 1.473 euro, e gli adempimenti relativi alla sicurezza sul lavoro e al Duvri, pari a circa 810 euro. Rilevante anche il peso delle comunicazioni Iva, quantificato in 711 euro, mentre il nulla osta per le piscine raggiunge un costo medio di 699 euro.
Il nulla osta per le piscine raggiunge un costo medio di 699 euro
Accanto a questi obblighi emergono poi una serie di attività meno complesse dal punto di vista procedurale ma particolarmente onerose per la loro frequenza. Tra queste rientrano la comunicazione delle generalità degli ospiti alle autorità competenti, la trasmissione dei dati statistici sui movimenti turistici, la gestione delle pratiche per l'accesso agli incentivi pubblici e gli adempimenti collegati al lavoro stagionale.
Digitalizzazione frammentata e norme in continua evoluzione
Uno degli elementi evidenziati dalla ricerca riguarda la frammentazione dei rapporti tra imprese e pubblica amministrazione. Gli operatori turistici si trovano infatti a interagire con una pluralità di soggetti istituzionali, tra cui ministeri, regioni, comuni, camere di commercio e organismi dedicati allo sviluppo economico. Secondo Scolamacchia, il problema non risiede necessariamente nella presenza di singoli procedimenti particolarmente complessi, quanto piuttosto nell'accumulo di numerosi obblighi che fanno capo a interlocutori differenti. «Il problema non è il singolo adempimento complesso, ma la somma di numerosi obblighi, gestiti da interlocutori diversi, la cui digitalizzazione ha spesso generato sistemi informatici frammentati e disallineati».
Nicola Scolamacchia, presidente di Assohotel Confesercenti
La trasformazione digitale della pubblica amministrazione, pur avendo introdotto nuovi strumenti e procedure telematiche, non sempre ha prodotto una reale semplificazione. In molti casi le piattaforme risultano separate tra loro, richiedono modalità operative differenti e comportano ulteriori attività di aggiornamento e controllo. A questo scenario si aggiunge un quadro normativo soggetto a frequenti modifiche, che rende spesso indispensabile il supporto di consulenti esterni non solo per completare correttamente le pratiche, ma anche per monitorare gli aggiornamenti legislativi e ridurre il rischio di errori o omissioni.
La richiesta del settore: semplificare senza ridurre i controlli
Dal comparto turistico arriva quindi una richiesta di semplificazione che non mette in discussione la necessità dei controlli, ma punta a rendere più efficiente il rapporto tra imprese e amministrazioni pubbliche. Assohotel Confesercenti ha accolto positivamente l'intenzione del Dipartimento della Funzione Pubblica di avviare un confronto con le associazioni di categoria per individuare interventi di razionalizzazione degli adempimenti. L'obiettivo indicato dagli operatori è quello di ridurre duplicazioni, armonizzare le procedure e rendere più omogenei gli strumenti digitali utilizzati dalle diverse amministrazioni. Un percorso che potrebbe alleggerire il carico burocratico sulle imprese e liberare risorse da destinare agli investimenti, all'innovazione e al miglioramento dei servizi offerti agli ospiti.