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martedì 09 giugno 2026  | aggiornato alle 18:52 | 119692 articoli pubblicati

In italiano e arabo la prima guida alle esperienze analcoliche da fare in Italia

“100 esperienze analcoliche da fare in Italia”, curato da Antonio Gualdi, Giacomo Iacobellis e Federico Bellanca ed edito in Arabia Saudita, racconta hotel, ristoranti, cocktail bar e nuove tendenze del bere contemporaneo

 
09 giugno 2026 | 17:02

In italiano e arabo la prima guida alle esperienze analcoliche da fare in Italia

“100 esperienze analcoliche da fare in Italia”, curato da Antonio Gualdi, Giacomo Iacobellis e Federico Bellanca ed edito in Arabia Saudita, racconta hotel, ristoranti, cocktail bar e nuove tendenze del bere contemporaneo

09 giugno 2026 | 17:02
 

Cocktail? Sì, ma dealcolato. Il mondo della mixology aggiorna la sua drink list, soprattutto nell’ambito dell’ospitalità alberghiera e della ristorazione, e si adegua alle nuove tendenze con il libro "100 esperienze analcoliche da fare in Italia" in lingua italiana e araba. È rivolto soprattutto alla crescente fascia di viaggiatori che provengono in generale dal mondo islamico e dai Paesi del Golfo ma, come è stato sottolineato alla presentazione a Roma, all’Hotel De La Ville, le indicazioni sono utili anche all’ampia platea di italiani che hanno scelto la via del no alcol, in tempi in cui il fenomeno attraversa tutto il settore dell’ospitalità.

In italiano e arabo la prima guida alle esperienze analcoliche da fare in Italia

In italiano e arabo cento indirizzi per scoprire l'Italia a gradazione zero

Un libro pensato per il pubblico arabo e per chi sceglie il no alcol

È la prima pubblicazione del genere - di solito per un pubblico internazionale c’è l’inglese - e presenta una doppia copertina. Si legge da destra a sinistra, come prevede il sistema arabo di impaginazione e lettura. Pur non configurandosi come una guida al consumo halal, il volume intende offrire una chiave di accesso chiara, elegante e attuale allo stile e all’ospitalità italiani, rendendoli leggibili e desiderabili. A commissionarlo a tre giovani italiani esperti di enogastronomia e mixology - Antonio Gualdi, Giacomo Iacobellis e Federico Bellanca - è stato un editore arabo-saudita, Abdalrahman Saud di Colors of Riyadh. Si tratta di una piattaforma culturale impegnata nel racconto dell’identità in evoluzione della capitale attraverso cibo, ospitalità, design ed esperienze sociali.

La Dolce Vita in versione alcol free

«Per il pubblico arabo - scrive l’editore nella prefazione - scoprire la cultura italiana da questa prospettiva può essere naturale e stimolante. Significa entrare in contatto con lo spirito della convivialità italiana nel rispetto delle sensibilità culturali locali. Il risultato non è una rinuncia ma una nuova interpretazione della tradizione, una versione che mette in luce valori universali come gusto, maestria e condivisione». Emerge dalla lettura del volume un piano-bar italiano del tutto immune da divieti che consente anche percorsi gastronomici diversi ma sempre accompagnati da un calice.

In italiano e arabo la prima guida alle esperienze analcoliche da fare in Italia

I curatori Antonio Gualdi, Giacomo Iacobellis e Federico Bellanca

L’esperienza proposta vuole dimostrare di poter essere vissuta con gusto ed eleganza anche a gradazione zero e nei luoghi più affascinanti dell’Italia, ad opera di barman professionisti che sanno connettersi con il mondo. I venti di guerra non hanno scalfito nel mondo la voglia d’Italia ed è sempre più forte l’attrattività del nostro lifestyle, ancora affascinato dal mito della Dolce Vita, come hanno sottolineato gli autori. La scelta della doppia lingua riflette la vocazione al dialogo. Si beve e si berrà sempre più alcol free, ma non si rinuncia al gusto di un buon drink in un momento conviviale o al rito tutto italiano dell’aperitivo. A rafforzare questa visione contribuiscono le riflessioni di alcune figure autorevoli della scena internazionale come Giulia Caffiero, Anthony Poncier, Francesco Galdi, Paola Mencarelli, Stefano Bassanese e Serena Mela. Dai loro contributi emerge un quadro ormai evidente: il no alcol rappresenta oggi uno dei territori più dinamici dell’ospitalità contemporanea, dove cultura gastronomica, innovazione tecnica e nuove esigenze di mercato si incontrano.

Cento indirizzi italiani dove il drink è a gradazione zero

Hotel, cocktail bar, ristoranti e pizzerie compongono una mappa trasversale e inedita dell’Italia odierna, mostrando come la proposta zero alcol possa declinarsi in forme diverse: dai pairing gastronomici ai fermentati, dai tè ai cordial, fino ai cocktail analcolici e alle carte beverage pensate con la stessa cura riservata alla miscelazione classica. Tra i cento indirizzi figurano grandi alberghi, relais e ristoranti di varie località, come il Bulgari Hotel e il Westin Excelsior di Roma, il Pitrizza in Costa Smeralda, l’Albereta Relais & Châteaux in Franciacorta, l’Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler in Alto Adige, Il Pagliaccio di Roma, Borgo Egnazia in Puglia e il San Pietro di Positano. In Italia il libro è distribuito da Il Forchettiere Sas.

© Riproduzione riservata STAMPA

 
 
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