Il Calcio Storico Fiorentino è prima di tutto una sfida tra quartieri di Firenze, dove ogni squadra composta da ventisette calcianti, suddivisi per ruolo, difendono per cinquanta minuti, in un confronto durissimo e molto fisico, l’onore di rappresentare la propria parte della città. Quattro squadre, quattro colori, quattro anime di Firenze: gli Azzurri di Santa Croce, i Bianchi di Santo Spirito, i Rossi di Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni. Ognuna rappresenta uno dei quartieri storici in cui Firenze fu divisa nel 1343, quando i precedenti sei sestieri lasciarono il posto ai quattro quartieri che ancora oggi danno il nome alle squadre. Ogni anno a fine giugno in Piazza Santa Croce, trasformata per l’occasione in un’arena di sabbia, chiamata dai fiorentini ‘il sabbione’ va in scena una sfida che per tutti rappresenta il racconto vivente dell’anima della città, la cui finale è in programma il giorno dedicato a San Giovanni Battista, patrono di Firenze. In anteprima della finale del 24 Giugno 2026, vinta dagli Azzurri di Santa Croce sui Rossi di Santa Maria Novella per una sola "caccia" (19 a 18), con il tennista azzurro Flavio Cobolli scelto come Magnifico Messere, reduce da una stagione che lo ha consacrato tra i protagonisti del tennis mondiale, abbiamo fatto un viaggio immersivo, narrativo (con Filippo Giovannelli - Direttore Calcio Storico), liquido e gastronomico nei quattro quartieri della Città, fatto di gusto, identità e competizione.
Un momento della finale di Calcio Fiorentino tra gli Azzurri di Santa Croce e i Rossi di Santa Maria Novella
Santo Spirito: tra Fiorentina, finocchiona e gelato artigianale
Il sipario su questo nostro viaggio alla scoperta della fiorentinità enogastronomica si è aperto nel quartiere dei ‘Bianchi’, all’Osteria Golden View affacciata direttamente su Ponte Vecchio, nel cui menu assoluta protagonista è la classica Fiorentina, mentre allo Spirituum Cocktail Bar abbiamo degustato un buon drink signature a base di Amaro di Quartiere - Versione Bianchi, accompagnato dai salumi e la Finocchiona Igp della storica macelleria Soderi (1875), e i Cantucci all’Alchermes di Lory (sia Soderi che Cantucci Lory hanno le loro botteghe al Mercato Centrale di Firenze). Il viaggio nel quartiere dei ‘Bianchi’ si è concluso alla Gelateria della Passera di Cinzia Otri, simbolo di gusto e innovazione nel settore della gelateria artigianale.
La Finocchiona Igp è un'istituzione a Firenze
San Giovanni: cocktail d'autore e sapori della tradizione fiorentina
Il viaggio è proseguito nel quartiere dei Verdi di San Giovanni, zona Duomo, storicamente legato al potere religioso e politico della Firenze, dove al Move On, oltre al cocktail signature con Amaro di Quartiere - Versione Verdi, abbiamo assaggiato le ‘Tartare’ di Alessandro Soderi, i formaggi stagionati e la Schiacciata di Massimiliano Parri e Luisanna Messeri, quest’ultimo un prodotto tipicamente fiorentino.
Una schiacciata di Move On
Santa Croce: caffè, lampredotto e cucina popolare
Tappa successiva il quartiere degli Azzurri di Santa Croce, alla Ditta Artigianale, meta letterale di pellegrinaggio per tutti gli amanti del buon caffè, dove abbiamo assaggiato le polpette di lesso, la trippa e il lampredotto della famiglia Bambi, cucinate in casa sin dal 1890, veri custodi della tradizione culinaria toscana da ben cinque generazioni, unitamente al cocktail Amaro di Quartiere - Versione Azzurri.
Il lampredotto è uno dei simboli di Firenze
Santa Maria Novella: ravioli, pici e ragù di lampredotto
Il nostro viaggio goloso tra i quartieri del Calcio storico si è concluso nel quartiere dei Rossi di Santa Maria Novella, porta d’ingresso alla città per viaggiatori e mercanti, al Companion Dolce Amaro, dove al drink signature Amaro di Quartiere - Versione Rossi, abbiamo assaggiato ravioli, pici e tortelli mugellani (a base di patate) con l’immancabile ragù di Lampredotto.
Una versione dei pici al ragù di lampredotto
Un itinerario tra gusto e appartenenza che va oltre la partita
Un viaggio quello nel Calcio Storico Fiorentino che non è soltanto uno spettacolo per turisti, ma un modo, antico e ancora vivo, con cui Firenze racconta sé stessa, le sue golosità e le sue quattro identità, divise in campo ma unite dall’orgoglio di appartenere alla stessa città.