La richiesta di ridurre l’Iva per il settore dell’ospitalità nel Regno Unito non è più soltanto una battaglia degli operatori. Dopo la campagna lanciata dallo chef Tom Kerridge, che ha raccolto oltre 250mila firme, il tema entra ora anche nelle sedi istituzionali.

Lo chef britannico Tom Kerridge
Lo chef britannico Tom Kerridge

Come riporta The Caterer, una commissione dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord ha avviato un’indagine per valutare gli effetti dell’attuale regime fiscale su ristoranti, pub, hotel e imprese dell’ospitalità. L’obiettivo è raccogliere dati e testimonianze per comprendere quanto l’aliquota del 20% stia incidendo sulla competitività del settore e sulla capacità delle aziende di investire e mantenere l’occupazione.

L’indagine sull’Iva porta il dibattito nelle istituzioni

L’iniziativa si inserisce in un momento particolarmente delicato per la ristorazione britannica, alle prese con l’aumento del costo del lavoro, dell’energia e delle materie prime. Per molte associazioni di categoria una riduzione dell’Iva rappresenterebbe uno degli strumenti più efficaci per sostenere un comparto che continua a registrare chiusure e rinvii di nuovi investimenti.

Più che un provvedimento imminente, l’apertura dell’indagine ha un valore politico: dimostra che la richiesta del settore ha superato la fase della protesta ed è entrata nel confronto istituzionale, aprendo la strada a un possibile riesame della fiscalità applicata all’hospitality britannica.