RICONOSCIMENTO

Chicco Cerea e Piero Antinori fra i nuovi Maestri dell'arte della cucina italiana
Da Enrico Cerea a Piero Antinori, passando per Francesco Panella, Simone Padoan, Antonella Titone, Margherita Angela Mastromauro, Pierluigi Roscioli, Federica Russo, Eugenio Morrone e Nicola Bertinelli: i dieci nuovi Maestri dell'arte della cucina italiana premiati a Pallazzo Chigi. Un riconoscimento che valorizza le eccellenze delle filiere del made in Italy, con l'aggiunta di arte della pasta e quella della panificazione
Indice
- 1Enrico Cerea: «Un sapere da trasmettere ai giovani»
- 2La ristorazione tra tradizione familiare e visione internazionale
- 3Dal vino alla pizza, il valore dell'innovazione
- 4Entrano pasta e panificazione
- 5Le altre filiere protagoniste
- 6Un riconoscimento che guarda al futuro del settore
- 7Cos'è il premio "Maestri dell'arte della cucina italiana"
La seconda edizione dei Maestri dell'arte della cucina italiana amplia lo sguardo sulle professioni che contribuiscono a costruire l'identità gastronomica del Paese. Dopo il debutto dello scorso anno, quando erano stati premiati figure come Massimo Bottura, Iginio Massari, Franco Pepe, Carlo Petrini e Riccardo Cotarella, il riconoscimento istituito dal Governo si arricchisce di nuove categorie e porta a dieci il numero dei premiati. La cerimonia, ospitata a Palazzo Chigi, non ha celebrato soltanto singole carriere, ma percorsi professionali che, nel tempo, hanno contribuito a valorizzare cucina, vino, panificazione, pizza, gelateria, olio, pasta e caseificazione, dando forza all'immagine del Made in Italy nel mondo. Ad essere premiati nel 2026 sono stati Enrico Cerea per la cucina, Francesco Panella per la gastronomia, Simone Padoan per la pizza, Piero Antinori per l'arte vitivinicola, Antonella Titone per l'olio, Margherita Angela Mastromauro per la pasta, Pierluigi Roscioli per la panificazione, Federica Russo per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e Nicola Bertinelli per l'arte casearia.
Enrico Cerea: «Un sapere da trasmettere ai giovani»
Tra i riconoscimenti più attesi c'è quello assegnato a Enrico "Chicco" Cerea, nominato Maestro dell'arte della cucina italiana.
Lo chef di Da Vittorio ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa, ricordando come in altri Paesi europei simili riconoscimenti siano parte integrante della valorizzazione dei mestieri. «Finalmente anche in Italia, come già accade in altri Paesi, penso alla Francia, arriva un riconoscimento importante per la dedizione al proprio mestiere e al proprio lavoro, un sapere che deve poi essere tramandato alle generazioni future», ha dichiarato.
Per Cerea il premio rappresenta soprattutto un riconoscimento collettivo. «Sono sinceramente onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento e lo condivido con tutta la mia famiglia e soprattutto con i miei collaboratori. Senza di loro non ci sarei neppure io. Questo premio deve essere una motivazione forte per tutti i giovani: credo che sia necessario dare loro fiducia e accompagnarli nella crescita professionale».
Cos'è il premio "Maestri dell'arte della cucina italiana"
Il riconoscimento, istituito dal Governo nel 2025 e ampliato quest'anno a dieci categorie, valorizza donne e uomini che, attraverso percorsi diversi, hanno contribuito alla crescita della ristorazione e delle filiere agroalimentari italiane, promuovendo nel mondo il patrimonio del Made in Italy.
La ristorazione tra tradizione familiare e visione internazionale
Accanto a Cerea è stato premiato Francesco Panella, nominato Maestro dell'arte gastronomica italiana. La sua storia parte dall'Antica Pesa, storica insegna romana aperta nel 1922, e arriva fino allo sviluppo internazionale del marchio con il locale di Brooklyn e con il racconto della cucina italiana all'estero attraverso il programma televisivo Little Big Italy. Nel ricevere il riconoscimento ha ricordato il valore simbolico del premio. «Lo scorso anno questo riconoscimento è stato assegnato a Carlo Petrini. Succedergli rappresenta una responsabilità importante, perché è stato un punto di riferimento per tutto il settore», ha affermato.
Dal vino alla pizza, il valore dell'innovazione
Tra i premiati figura anche Piero Antinori, nominato Maestro dell'arte vitivinicola italiana. Alla guida della storica azienda di famiglia, attiva dal 1385, Antinori ha contribuito a cambiare il volto del vino toscano attraverso progetti come Tignanello e Solaia, mantenendo un equilibrio tra innovazione e identità territoriale. Nel giorno del suo ottantottesimo compleanno ha definito il riconoscimento «il miglior regalo che potessi ricevere», aggiungendo che rappresenta «uno stimolo a continuare a portare, con i nostri vini, un contributo al prestigio e alla reputazione del nostro Paese nel mondo».
Il premio dedicato all'arte della pizza è stato invece assegnato a Simone Padoan, che con I Tigli ha contribuito a ridefinire il ruolo della pizza contemporanea attraverso lo studio degli impasti, delle farine e delle fermentazioni. «Il nostro settore è l'anello di congiunzione dell'intera filiera agroalimentare. Abbiamo il compito di portare a tavola le eccellenze italiane e trasmetterne il valore», ha osservato.
Entrano pasta e panificazione
L'edizione 2026 introduce due nuove categorie: arte della pasta e arte della panificazione. Per la pasta il riconoscimento è andato a Margherita Angela Mastromauro, presidente del Pastificio Riscossa, impegnata anche nella valorizzazione della filiera del grano e della tracciabilità produttiva.
Per la panificazione è stato premiato Pierluigi Roscioli, che insieme alla famiglia ha trasformato lo storico forno romano in una delle realtà più rappresentative della gastronomia capitolina, mantenendo al centro il lavoro artigianale e la qualità delle materie prime.
Le altre filiere protagoniste
La seconda edizione ha premiato anche Antonella Titone per l'arte olearia, Federica Russo per la pasticceria, Eugenio Morrone per la gelateria e Nicola Bertinelli per l'arte casearia.
Si tratta di percorsi professionali differenti per età, formazione e modelli imprenditoriali, ma accomunati dalla capacità di trasformare il sapere artigianale in un patrimonio condiviso.
Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha richiamato il tema del ricambio generazionale. «Quando il tuo Paese riconosce il percorso che hai fatto è motivo di grande orgoglio. Ma il futuro passa dai giovani: sono loro che dovranno continuare a costruire valore nelle nostre filiere», ha detto.
Un riconoscimento che guarda al futuro del settore
Più che una raccolta di premi individuali, i Maestri dell'arte della cucina italiana fotografano la varietà di un comparto che comprende ristorazione, agricoltura, artigianato e industria alimentare. L'allargamento delle categorie conferma una visione più ampia del Made in Italy, nella quale ogni filiera contribuisce alla costruzione della qualità e della reputazione internazionale del sistema agroalimentare italiano.
Il filo conduttore che unisce tutti i premiati resta lo stesso: la capacità di custodire un patrimonio di competenze e trasmetterlo alle nuove generazioni, affinché continui a rappresentare un elemento distintivo della ristorazione e dell'ospitalità italiane.

