26 LUGLIO
Cinque piatti della tradizione italiana per celebrare Sant'Anna
Il 26 luglio l'Italia festeggia Sant'Anna unendo devozione e tavola. Tra l'Uva Luglienga, le pizzelle campane, gli Annarelli, le Ciammaruchelle, l'anatra e le polpette d'uovo, la tradizione vive con i giusti vini abbinati
Nel cuore dell’estate, il 26 luglio si celebra Sant'Anna, madre di Maria e patrona della maternità. È una tra le ricorrenze più radicate nella cultura popolare: un momento speciale che unisce la devozione religiosa al fascino delle piazze in festa. E naturalmente alla buona tavola. Anche la natura sembra voler partecipare alle celebrazioni donandoci una dolce primizia: la cosiddetta Uva di Sant'Anna, una varietà a bacca bianca nota fin dal Medioevo come Luglienga, che matura a fine luglio con acini dolci e note di moscato. Da Nord a Sud, la tradizione gastronomica legata a questa giornata si esprime attraverso ricette stagionali, street food identitario e preparazioni storiche capaci di raccontare l'anima dei territori.
Annarelli di Gaeta
Nel Lazio, il borgo marinaro di Gaeta (Lt) celebra Sant’Anna con un profumo inconfondibile, quello degli Annarelli. Si tratta di piccoli dolci che, nella forma, ricordano i moderni muffin e che nascono da un’antica ricetta di origine ebraica. Oggi, gli Annarelli sono tutelati da un marchio registrato. Il loro segreto sta in un impasto fresco e speziato che unisce uva, mele e zenzero.
Vini in abbinamento
Chi preferisce orientarsi su un abbinamento territoriale trova la risposta nel Moscato di Terracina Doc, che asseconda la dolcezza della frutta. Chi ama invece un abbinamento tecnico può puntare sul Gewürztraminer Passito dell'Alto Adige, i cui richiami di spezie esaltano le note pungenti dello zenzero.
Pizzelle fritte campane
Spostandosi in Campania, la festa tocca il suo apice a Ischia (Na), ma la tradizione culinaria conquista l'intera area partenopea. Sulle tavole del 26 luglio le vere protagoniste sono le iconiche pizzelle fritte. Nella cultura popolare, questo piccolo disco di pasta dorata e rigonfia rappresenta un antico simbolo di maternità e abbondanza. Condite semplicemente con pomodoro fresco, parmigiano e una foglia di basilico, le pizzelle si mangiano caldissime e rigorosamente con le mani, celebrando il gusto più autentico della mezza estate.
Vini in abbinamento
Qui il territorio offre la soluzione ideale senza bisogno di deviazioni. L'Asprinio di Aversa Spumante Doc regala una freschezza citrina e un'acidità tagliente capaci di sgrassare la frittura alla perfezione e di esaltare la nota acida del pomodoro fresco.
Ciammaruchelle pugliesi
Il profondo legame tra la figura di Sant'Anna e la maternità trova una sponda anche in Puglia. A Foggia e in tutta la Capitanata, infatti, la notte del 26 luglio si trasforma nel rito delle Ciammaruchelle. Si tratta di lumache di terra cucinate in bianco, saltate in padella con un trito aromatico di aglio, alloro e mentuccia selvatica. Secondo le credenze della tradizione "terrazzana", il consumo di questa specialità durante la festa patronale favorisce la produzione di latte nelle neomamme, trasformando il piatto in un vero e proprio augurio di fertilità.
I vini in abbinamento
Ciammaruchelle pugliesi - L'abbinamento di prossimità punta sul Bombino Bianco Castel del Monte Doc, un bianco pugliese fresco e lineare che rispetta la delicatezza della lumaca. La variante tecnica guarda alla Sardegna con un Vermentino di Gallura Docg Superiore, la cui sapidità iodata contrasta la leggera tendenza dolce del piatto.
Anatra al forno emiliana
La mappa dei sapori estivi non si ferma qui e comprende anche altre pietanze della cucina contadina. In Emilia, la storica Sagra di Cannetolo di Fontanellato (Pr) elegge l’anatra al forno come regina della tavola.
I vini in abbinamento
Il pairing tradizionale è rigorosamente locale con il Gutturnio Frizzante Doc, la cui spuma e i tannini accennati domano la grassezza della carne. Per una declinazione più tecnica si consiglia un Pinot Nero dell'Alto Adige Doc, la cui spalla acida accompagna i profumi della cottura senza coprirli.
Polpette d’uovo siciliane
In Sicilia, a Castelbuono (Pa), nel cuore delle Madonie, la patrona si festeggia invece nell'intimità delle case. Qui il profumo che invade i vicoli è quello delle tradizionali polpette d'uovo, dove l'impasto è lasciato sobbollire a lungo in un denso sugo di pomodoro. Pochi ingredienti e tanta convivialità per una notte che sa di autentica estate italiana.
I vini in abbinamento
Doppia opzione per un piatto ricco. La tradizione sposa il territorio con il Cerasuolo di Vittoria Docg – unica Docg siciliana, nata dal blend di Nero d'Avola e Frappato – da bere fresco per assecondare la succulenza dell'uovo. La scelta tecnica si sposta invece sul Cerasuolo d'Abruzzo Doc, un rosato strutturato da uve Montepulciano dotato di una spalla acida ideale per reggere l'unione di uovo e pomodoro.


