Giornalista e comunicatore, ha lavorato come ufficio stampa per numerosi consorzi e aziende del settore vitivinicolo e agroalimentare, in Italia e all’estero. È stato Direttore del Centro Informazioni Champagne per l'Italia e dal 2015 è membro dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino (fondata nel 1949 dal Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi). Collabora con testate economiche e di settore e, dal 2016 al 2022, è stato "associate editor" della testata "Me Gusta Magazine", occupandosi di enogastronomia, ristorazione, costume.
Dal rito pagano alla tavola, il Calendimaggio racconta la primavera italiana tra piatti simbolo e vini territoriali. Un viaggio tra tradizioni regionali, stagionalità e abbinamenti che valorizzano la biodiversità
La Champagne si distingue per la sua complessità produttiva, tra 16.300 vigneron, 390 Maison e oltre 270 milioni di bottiglie annue. Le cooperative, le parcelle e le sigle in etichetta spiegano la provenienza dello Champagne
La carta degli Champagne nei ristoranti è un elemento distintivo che riflette lo stile del sommelier e del locale. Può essere organizzata per produttore, zona geografica, dosaggio, tipologia o cru
La Champagne è una regione unica della Francia, dove clima, suolo gessoso e vitigni creano vini pregiati e complessi. Dal Pinot Noir della Montaigne de Reims allo Chardonnay della Côte des Blancs, passando per Meunier
Le tipologie di Champagne si distinguono per dosaggio zuccherino, vitigni e metodo produttivo. Dal Brut agli Extra Brut, Sec e Demi-Sec, passando per Blanc de Blancs, Blanc de Noirs, Rosé e Millesimati
Dal Completer, bianco storico dei monaci, al Rauschling e al Pinot Noir della Bündner Herrschaft, i vini locali offrono aromi intensi e freschezza minerale. Perfetti da abbinare a Capuns, carne secca e formaggi d’alpeggio
Tra fine gennaio e inizio febbraio, il calendario gastronomico italiano si intreccia a riti antichi, credenze popolari e piatti simbolo dell’inverno. Dai Giorni della Merla alla Candelora, passando per San Biagio
La Valle d’Aosta non è solo sci e turismo invernale, ma anche una piccola e sorprendente regione del vino. Con appena un milione di bottiglie prodotte e una Doc unica, il territorio custodisce vitigni autoctoni rari
Il vino egiziano svela un volto poco noto del paese: vitigni autoctoni come il Bannati, cantine sul Nilo e vini che dialogano con una cucina speziata. Un viaggio tra storia e gusto, dalle Piramidi alle oasi del deserto
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